Speciale Brexit: Le dimensioni del mio Caos

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31 dicembre 2018 di Scarpe Sciolte

Ciao gentaglia! Si lo so, sono stato parecchio assente negli ultimi mesi. Talmente tanto assente che qualcuno di voi mi ha persino chiesto “tutto bene Ste?”, con mia conseguente risposta “si si, sto solo incasinato”, scritta con una mano sola mentre avveniva ampia e teatrale grattata “previeni-sfiga”.

Seriamente, a parte i giocattoli, mi ha fatto piacere ricevere i vostri messaggi, in questi ultimi mesi, specialmente quando, alla fine della fiera, in questo blogghetto da due soldi siamo un piccola famigliola di soli 1500 utenti. Diciamo che, considerato il numero, la percentuale é sufficientemente alta da tenere in piedi la mia autostima come blogger squattrinato e, al contempo stesso, mi pare che bene o male, quando mi scrivete sembra quasi che mi conosciate davvero 😊 e la cosa non puó che farmi un grande piacere. Mó vabbé, finita ‘sta sequela de stronzate passiamo al motivo per il quale siete qua a leggere le parole del vostro immigrato-over-30-dall’accento-romanaccio-pure-quando-scrive preferito.

Siamo in uno speciale Brexit, ergo, volente e nolente, anche io mi aggiungeró all’enorme lista di blog di quart’ordine che mettono bocca su argomenti di cui sono piú ignoranti di un no-vax di fronte ad un articolo su PubMed.

La domanda che ormai é sulla bocca di tutti i piloti di Boing 737 della Ryanair che passano, giustamente, un giorno ogni due in sciopero é: Ma perché Stefano, negli ultimi mesi non ha scritto n’articolo uno che é uno su ‘sto Brexit?.

La risposta é semplice, miei giovani aspiranti lettori che provate in tutti i modi a leggere queste mie parle letterarie simulando un timido accento romano, non c’era da dire nulla. E per nulla intendo il vero nulla cosmico. Tipo buco nero. Ma ancora piú vuoto.

Lo so che vi sembrerá parecchio strano ma, a conti fatti, tutto quello che si é detto nel corso degli ultimi (quasi) due anni dal Referendum, altro non é che un lungo e inutile contentino al “popolo” che ha espresso la volontá di darsi fuoco perché gli ‘sta sul cazzo il vicino del piano di sotto.

A prescindere che ‘sta cosa del “ha scelto il popolo”, usata come giustificazione per fare quello che si vuole, non é che me piace proprio tantissimo (ogni riferimento a fatti e persone reali é voluto oltre che doveroso), specialmente quando i voti si sono guadagnati a forza di promesse e notizie meno attendibili e credibili di una conferenza sulla medicina omeopatica presentata dal tipo che saltava la staccionata dopo essersi magnato l’insalata condita con l’olio cuore. Che adesso che ci penso come cazzo fai a condirti l’insalata con l’olio di semi… Vabbé la crisi ma un mezzo litro di olio di oliva fatto con le olive turche marce lo trovi all’eurospin a 3 euri su… Non esageriamo.

olio

La cosa piú assurda in campo culinario dopo la pizza con l’ananas.

Nel caso in cui stiate pensando che io mi stessi riferendo al caro e vecchio stivale, vi da l’idea della situazione assurda in cui siamo messi, per essere una nazione che fino a pochi mesi fa era tra le top 5 del globo.

Allora facciamo una piccola chiarezza su alcuni dei punti su cui si era fatta leva durante la campagna elettorale sostenuta da gente del calibro di Boris “‘nc’ho-capito-‘n’cazzo” Johnson e Nigel “L’Europa-arrotonda-scippando-le-vecchie-fuori-dalla-posta-ma-col-cazzo-che-me-dimetto-da-europarlamentare” Farage”:

1) Indiana Johnson e l’NHS perduto
Questa storia parla di come la brutta e cattiva Europa ci stesse estorcendo talmente tanti di quei danari che, il solo non farne piu parte, avrebbe riversato nelle casse dell’NHS (Il servizio sanitario nazionale britannico) una cosa come 350 Milioni di sterline a settimana. Buoni i primi tre film. Peccato per il quarto dove Indiana Johnson, in piena BBC dichiara che le cifre promesse in campagna elettorale sarebbero state da rivedere totalmente e che “forse” i calcoli fatti erano completamente sbagliati.

2) Siamo tutti i terroni di qualcuno
Nel mentre giu per lo stivale si stanno raggiungendo livelli che Goebbels spicciame casa, anche nel caro Regno Unito ci hanno provato a puntare il ditino verso l’invasore. In particolar modo verso quella particolare fetta di persone che non hanno alcuna competenza specifica (i cosiddetti “low-skilled”). Ora, a costo di perdere qualche “laik” mi butteró in un’affermazione decisamente poco popolare. Tenetevi pronti.
Cosí come nel Regno Unito, anche in qualsiasi altra parte del globo avviene un fenomeno particolare: spesso chi fallisce nella vita, o comunque non riesce ad arrivare dove avrebbe voluto, piuttosto che prendersela con se stesso ed ammettere di essere il principale responsabile di questo insuccesso, preferisce trovare un capro espiatorio che, all’occasione, gli alleggerisca la coscienza. E chi meglio di questo di un tipo che:
1) Non parla la tua lingua
2) Non ha contatti
3) Non é addentro al sistema
Seriamente, chi meglio di un puzzolente e lurido extracomunitario? Tanto che ce frega. L’importante é che io me sento meno cretino.

foreigner

Un manifesto vale piú di mille parole

D’altronde, se stiamo con un deficit che levate, mica é colpa di 50 anni di malgoverno, di debito pubblico, di corruzione, di promesse non mantenute, ecc. É sicuramente colpa del povero cristo che in Italia si chiama Abdullah e che qui, nel Regno Unito, magari, si chiama proprio Stefano.
E si, col cazzo, risponderei io tirando fuori tutta l’aristocrazia che da sempre mi rappresenta. Col cazzo che la colpa é mia. Se ve sete magnati pure la croce (o avete votato chi la croce se l’é magnata) non prendetevela co me, prendetevela con voi stessi che avete sbagliato a votare da una vita a ‘sta parte.

Troppo facile fare rate a tasso zero per 80 anni e prendesela col tipo sul gommone perché non ha l’aspetto del nero có la panza gonfia che ce fá vedé Licia Coló sulla pubblicitá dell’Unicef.
Troppo facile prendesela con Stefano perché, appena arrivato in terra di sua maestá, veniva schiavizzato in call center a 1000 sterline al mese e ne pagava 500 di affitto per vivere in 3 in una stanza, con una bimba di 10 mesi, in un appartamento condiviso al terzo piano e senza ascensore.

Cosí só boni tutti. Una specie di bullismo di classe, in cui si cerca conforto nel additare le responsabilitá del proprio fallimento ad uno che sta messo peggio di te.
Parafrasando Baudelaire, Col Cazzo! Rispondo io. Ma col cazzo lo dicono pure quei milioni di cittadini britannici che vivono e lavorano in Europa. Ora mi chiedo. E un pensionato Britannico. Che tipo di “essere umano é?”. Lo definiamo zero-skilled visto che stá a grattasse la panza tutto il giorno? E quelli? Con quella gentaccia, come la mettiamo? Ovvio che non sanno che pesci prendere perché, udite udite, sono piu gli immigrati britannici all’estero che non gli immigrati EU nel Regno Unito.

A tutto questo poi aggiungiamoci l’Irish border perché pure quelli che fanno? Gli mettono su un confine che Trump a confronto potrebbe fare il testimonial della Benetton?
E se poi il confine tra Irlanda del Nord e del Sud lo togli (o ignori) in via straordinaria, cosa succede con la Scozia? E che semo i figli della Serva?
No seriamente… Come fai a fare due pesi due misure? Non vuoi gli Europei? Ok, benissimo. Adesso riprenditi peró i tuoi baldanzosi pensionati pallidi che si godono il meritato riposo magari in Spagna, Portogallo, Francia o Italia e preparati alla ribellione degli irlandesi che, come é noto hanno un amore incondizionato per l’inghilterra e gli inglesi in genere… E preparati pure ad un nuovo referendum di indipendenza scozzese.
Giá me lo vedo il Regno Unito fatto da Galles e Inghilterra. Buona fortuna davvero…

Rappresentazione per immagini del Regno Unito verso fine 2019

Rappresentazione per immagini del Regno Unito verso fine 2019

3) Io do a te tu dai a me, ovvero il libero mercato
La promessa, inzialmente era: “ce ne andiamo ma restiamo nel single market”.
Che é un pó come dire, ho staccato la bolletta del telefono ma voglio comunque che la Telecom mi passi l’adsl. E si certo, perché la Telecom sta li a pettiná le bambole.
Risultato, dopo quasi due anni dal referendum: i negoziati sono andati talmente tanto alla grande che, poche settimane fa é stata conferita la carica di “ministro per l’approvigionamento”.
Giusto per fare chiarezza, un ministero del genere, l’ultima volta che c’é stato era durante la seconda guerra mondiale…

londra.jpg

Londra. L’ultima volta che c’é stata la necessitá di un ministero per l’approvigionamento

In parole poverissime, a Westminster hanno paura che restiamo senza da magná. E senza medicine… Giusto pe favve capí in che situazione stiamo per colpa dei ‘sti geni.
Ma il problema non riguarda solo l’importazione (ed esportazione) di beni, ma anche la regolamentazione di tutti quei servizi e certificati riconosciuti a livello europeo.

Facciamo qualche esempio? Daje!
1) La patente di guida UK potrebbe non essere piú valida in territorio europeo
2) Brevetto di volo: un pilota britannico potrebbe non piú essere abilitato a volare al di fuori del Regno Unito
3) Blocco delle merci di prima necessitá (come Farmaci e materiale sanitario ottenibile solo mediante importazione)
Se volete continuo ma penso che abbiate  capito dove voglio arrivare…
A tutto questo poi, se volete, ci mettiamo pure il problema della mancanza di personale di vario tipo destinato nei vari settori quali: sanitá, agricoltura, informatica, ecc ecc.
Provatece voi a metteve na flebo da soli… Io manco a grattamme ce riesco da solo…

guybrush

Io quando mi prude la schiena e sono solo in casa.

Io vi vedo adesso, leggere queste mie rassicuranti parole e domandarvi: “E vabbé ma allora?”

E allora, adesso, vi dico che ne penso io de tutto ‘sto carrozzone, ma prima, una piccola precisazione: quello che andrete a leggere é una mia personalissima idea di come andranno le cose dopo il 29 Marzo, data in cui sto cazzo di Brexit dovrá avvenire:

1) La nostra cara May, ormai sempre piu imbarazzante, presenterá al parlamento quello che, a conti fatti, altro non sará che un “no-deal”, ovvero un “non-accordo” con l’Unione Europea, anche perché manco un pasdar di quelli incalliti gliela voterebbe.
Il No-deal sarebbe un pó come andare a giocare di notte a campana sulla Roma-Firenze. Si, magari un due tre salti te li fai pure, ma poi il fatto che finisci arrotato da un quattr’assi dell’Iveco carico di Patate é cosa praticamente certa.
Detto fra me e voi, questa é l’ipotesi meno plausibile di tutte o almeno spero che non siano cosí tanto cretini da andare avanti per questa strada.

2) Si postpone la data del 29 Marzo (data in cui dovrebbe avere inizio il Brexit vero e proprio) ad una data futura non certa ed indefinita, in attesa che qualcuno appoggi sto benedetto accordo fatto coi piedi.
In un caso del genere, la possibilitá che qualcosa cambi davvero é veramente minima. La May é tornata piú volte in Europa, cercando di rinegoziare quello scempio ma, a conti fatti, l’hanno sempre rispedita da sua maestá a mani vuote e con una credibilitá sempre piu bassa. Praticamente, ora come ora, se a Bruxelles ci andassero Dodó e Topo Gigio travestiti da Village People, risulterebbero comunque piú credibili dell’attuale inquilina del 10 Downing Street.

3) Il governo (finalmente) cade, si inducono elezioni generali e, nonappena il governo é insediato, si organizza un nuovo referendum. (Un’alternativa sarebbe un nuovo referendum anche senza caduta del governo).
A titolo puramente personale, quest’opzione sarebbe la migliore possibile e, indipendentemente dal risultato, dovrebbe riuscire ad inviare un messaggio chiaro al parlamento, in modo tale da dire “ok andate avanti con ‘sta cazzata” o “fermi tutti avemo scherzato”. Molti parlamentari non stanno prendendo una posizione netta perché l’opinione generale é talmente cambiata, da quel malefico Giugno 2016, che la paura di perdere consensi é veramente troppo grande. Proprio per questo, sapere cosa ne pensa il popolo, non sarebbe una cosa sbagliatissima, oltre che democratica.

4) Si conclude il tutto con un nulla di fatto.
In tutta onestá, sono piú che convinto che questa soluzione possa aumentare la spaccatura giá ampiamente presente tra Leavers e Remainers e non la vedo una cosa particolarmente furba. C’é pure da dire che di cose furbe, negli ultimi due anni e mezzo, non se ne sono viste quindi mai dire mai. Non sia mai che ci stupiscano con l’ennesima “Theresata”.

Vabbé e quindi? A Marzo che succede? Posso ancora trasferirmi? Mi basta la carta di identitá o serve il passaporto? E la tessera della Lidl vale come documento di identitá? E il Nin?  E i vaccini? E le scie chimiche? E le foto di gattini condivise dai parenti su Whatsapp? E i buongiornissimi?
A tutte queste domande, ma anche a molte altre che magari vi staranno frullando per la capoccia, posso solo rispondervi con: “Chi Vivrá Vedrá”. A parte per i vaccini. Li no. Nemmeno vi rispondo che mi parte l’embolo.

 

Ora quindi avete capito perché sia stato particolarmente assente ultimamente. Oltre i miei impegni, non é che ci fosse poi parecchio da dire e, a conti fatti, pure oggi non é che con st’articolo v’abbia detto poi chissá che cosa…

Vabbé accontentateve per ‘sta volta. Appena mi capita qualcosa di sostanzioso (ed attendibile) fra le mani, vi prometto che butto giú un due/tre righe.

Voi nel frattempo statemi bene.
Un abbraccio
Ste

3 thoughts on “Speciale Brexit: Le dimensioni del mio Caos

  1. massimotorino ha detto:

    Proprio un bell’articolo, complimenti Stefano!!!hai fatto capire anche me, aggiungo però che a mio parere, il luogo “comune tutto il mondo è paese” risulta vero!!
    Ciao
    Massimo

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  2. Fabio Nattero ha detto:

    Belin Steva, uno sguardo accurato come sempre. Se non fosse tutto troppo vero riderei, ma in questo caso, citando un famoso film -Non ci resta che piangere-

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