Speciale Brexit: Facciamo chiarezza

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9 dicembre 2017 di Scarpe Sciolte

Ciao gentaglia!
Si lo so, ultimamente ho messo la modalità “profilo basso” e, oltre che qualche post “paraculo” non é che abbia fatto moltissimo.
Sicuro che al 97,3% di voi non interesserà sapere il perché tuttavia, per quel restante 2.7% a cui la cosa potrebbe interessare, i motivi alla base sono i seguenti:
1) Mancanza di argomenti. Parecchie cose attualmente stanno bollendo in pentola, tuttavia, ancora nulla é stato portato a termine. Ci saranno quindi nuovi articoli della serie “normale”, ma dovrete aspettare ancora un altro pó.
2) Lavoro: Ho recentemente cambiato lavoro e, negli ultimi mesi, sono stato occupato come il telefonino di un adolescente.
3) Getting a life: e niente. Che altro devo aggiungere?
Vabbé fatta questa precisazione, utile come un reggiseno per alpaca, andiamo dritti al succo della questione: il Brexit deal, ovvero l’accordo raggiunto tra Bruxelles e Londra.

Vista la natura di questo blog, mi soffermeró esclusivamente sui punti che possano risultare di un qualche interesse alle Scarpe Sciolte come il sottoscritto, alle aspiranti tali e/o ai semplici “curiosi”.

Quindi, manco fossi un leghista in cerca di voti facili, parleró di immigrazione.

Innanzitutto fissatevi in testa una data: 29 Marzo 2019 che, per semplificarci l’esistenza, da ora in poi definiremo come il giorno in cui Isildur avrebbe potuto distruggere l’anello (o GICIAPDA).

Esisterá una differenza tra coloro i quali sono residenti prima del GICIAPDA e colo i quali arriveranno dopo il GICIAPDA.

Adesso entriamo quindi nel cuore della nostra vicenda.

Capitolo 1: le tre prove.
Citando il pirata piú temibile dell’isola di Melee, i “pre-GICIAPDA” potranno continuare a vivere e lavorare in UK senza alcun tipo di cambiamento sostanziale. Questo, almeno, fino al raggiungimento dei 5 anni di permanenza sul territorio UK.
Al raggiungimento dei 5 anni di permanenza, si dovrà presentare una candidatura per ottenere il diritto di permanenza (il cosiddetto settle status).
Caso 1: Residente in UK che nel GICIAPDA ha giá raggiunto i 5 anni di permanenza: Deve sempliciemente presentare la candidatura quando questo servizio sarà attivato.
Caso 2: Residente in UK che nel GICIAPDA non ha raggiunto i 5 anni di permanenza: La candidatura per il settle status potrà essere presentata quando il candidato avrà raggiunto i 5 anni di permanenza.

Esempio pratico: Io sono arrivato in Scozia, nel Febbraio 2015. Nel GICIAPDA saranno poco piú 4 anni che saró arrivato nella terra di Wallace.
Nel mio specifico caso, potró applicare per il settle status, a partire da Febbraio 2020, anno in cui avró raggiunto i 5 anni di permanenza. Nel periodo che va tra il GICIAPDA e Febbraio 2020, nulla sará cambiato in termini di diritti personali.

Per i piú rabbini di voi, vi informo che la candidatura all settle status avrà un costo che sarà piú o meno come quello dell’emissione di un passaporto UK ad un cittadino britannico.
Potete trovare le attuali “passport fees” a link di seguito

https://www.gov.uk/passport-fees

Piccola nota a margine: In giro per la rete starete sicuramente leggendo che vi conviene, nel frattempo, fare la richiesta per il “permanent resident” perché poi avrete una “corsia preferenziale”. Mai minchiata fu sparata piú in alto.
L’unica differenza é che, se sarete giá in possesso del permanent residence, in fase di candidatura per il “settle status”, NON vi saranno richiesti alcuni documenti (in quanto già forniti in precendenza). Resta tuttavia il fatto che la verifica (assessment) sará identica a quella che dovrà sostenere un cittadino non munito di tale documento, quindi non aspettatevi un trattamento di favore. Sicuramente il conto da pagare per la candidatura per il settle status sarà leggermente piú basso o totalmente inesistente. Ma solo perché le sterlozze ve le avevano già sfilate con la pratica per la richiesta del permanent resident.
Che poi a ‘sto punto vorrei sapè che c’ha de “permanet” visto che, a conti, fatti non avrà alcun tipo di funzione visto che comunque l’application verrà comunque rivalutata da capo.

Riassumento, secondo il mio modesto parere, il permanent residence é e rimane una cazzata spazio-tempo di dimensioni bibliche. Peró ehi, ognuno coi propri soldini ci fa quello che vuole.
Se siete studenti, e siete arrivati prima del GICIAPDA, ma ancora non avete i 5 anni di anzianità, non preoccupatevi perché tutto resterà invariato.

Seconda nota a margine:
I parenti ravvicinati (Nonni e Nipoti dipendenti, Figli, Mariti/Mogli e partner non ancora sposati) potranno riconciliarsi con le scarpe sciolte anche dopo il GICIAPDA.

Capitolo 2: Arrivare dopo il GICIAPDA
Purtroppo quí la cosa non é ancora chiara. Se no era troppo bello…
Sembra che ci sará un nuovo tipo di candidatura da presentare ma, purtroppo, di piú ci é dato sapere. Ho la sensazione che non ci saranno grossi cambiamenti e che, fintanto che si lavora e non si ha la fedina penale di un camorrista, non ci dovrebbero essere grossi problemi. Ma questo prendetelo come una “sensazione personale”. Appena ci saranno novità sará mia premura darvi un update a rigurado.

Capitolo 3: Dettagli di una certa rilevanza
Senza perdere troppo tempo, vi sparo una lista dettagliata di alcuni particolari che potranno stimolare i vostri sensi di ragno:
1) Benefit: I beneficiari della Universal Credit e dei Child Benefits, non perderanno tale diritto.
2) NHS (Sistema sanitario nazionale): NON servirà un’assicurazione sanitaria. Tutto resterà in pratica come è giá al momento. (Potrebbe essere richiesta un’assicurazione sanitaria per coloro i quali arrivaranno dopo il GICIAPDA ma non é ancora stato confermato).
3) Turismo: Nulla cambia e il diritto all’accesso dovrebbe avvenire con la semplice carta di identità. Rabbini di tutto lo stivale, potete tirare un sospiro di sollievo (me compreso) ed evitare di regalare 100 e rotti euriz al nostro caro governo italiano per l’emissione del passaporto.
4) Procedura di candidatura per il settle status: I geni di Londra stanno studiando un sistema di candidatura online, direttamente collegato con l’HMRC, in modo tale da ottenere automaticamente uno storico dettagliato dell’attività lavorativa svolta in UK, evitando così di far presentare al candidato documenti di cui, che dio li aggiusti, dovrebbero essere già in possesso.
5) Criminal records: Ci sono buone probabilità che, per la candidatura per il settle status, venga richiesta una fedina penale aggiornata. In questo caso vi consiglio di farvene fare una dal tribunale competente quando scendete in Italia per le vacanze, visto che farla dal Regno Unito potrebbe essere particolarmente complesso (vedi voce burocrazia italiana). Metto le mani avanti perchè potrebbe essere necessario solo il Disclosure and criminal checks britannico. Purtroppo ancora non ci è dato sapere…

Ovviamente parecchie altre cose sono state dette ma mi sono volutamente preso la libertà di fare un sunto di quello che ho ritenuto piú importante per le Scarpe Sciolte o per le aspiranti tali, quindi, se volete avere un quadro piú ampio, vi consiglio di visitare i seguenti link:

https://www.gov.uk/guidance/status-of-eu-nationals-in-the-uk-what-you-need-to-know

https://www.gov.uk/government/publications/citizens-rights-administrative-procedures-in-the-uk/technical-note-citizens-rights-administrative-procedures-in-the-uk#criminality

https://www.gov.uk/government/publications/prime-ministers-commitments-to-northern-ireland

https://www.gov.uk/government/publications/joint-report-on-progress-during-phase-1-of-negotiations-under-article-50-teu-on-the-uks-orderly-withdrawal-from-the-eu

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2004:158:0077:0123:en:PDF

Capitolo 4: Conclusioni di un certo rilievo
Purtroppo, parlo per chi vorrà trasferirsi post GICIAPDA, ancora non abbiamo un quadro serio e ben definito di come verrà gestita la cosa, tuttavia ho idea che non ci saranno grosse problematiche, visto che il nostro apporto (parlo di expat economicamente attivi), in termini di sviluppo economico é, checché ne sparlino i fascisti locali, piú che necessario.
In parole povere, senza expat, questo paese finirebbe in seri problemi in termini di “risorse umane”.
Solo per darvi un’idea, nel mio piccolo attualmente sto lavorando come Networking engineer in una società Britannica che si occupa di server, cloud computing ed altro.
Nel team di supporto in cui lavoro, ci sono 8 persone di cui una solo é scozzese. Il resto sono immigratacci luridi e puzzolenti provenienti da: Italia, Egitto, Pakistan, Ungheria e Polonia.
Stessa cosa avviene per ospedali, case di riposo e società pubbliche.
In soldoni, se mi mandi a calci a casa, fai la fine de Verdone dopo che gli fecero il buono in farmacia. E, senza girarci troppo, i nostri cari governanti bevitori di Thé lo sanno bene.

Per il momento non ho altre info da darvi e spero che quanto scritto sin’ora abbia dato una mano a fare chiarezza sugli eventi delle ultime ore.
Mi scuso se non ho potuto scrivere di piú oggi ma, dopo una notte passata a bestemmiare sui server, e una bimba e una compagna che pretendono che io veda per la zilionesima volta “Miracolo sulla 34ma” su Netflix, questo é stato il massimo che sono riuscito a fare.

Nel caso in cui abbiate curiositá e dubbi, potete sempre provare a scrivere un post sulla mia pagina facebook https://www.facebook.com/ScarpeSciolte.

Se magari questo articolo é stato di vostro interesse e vi ha dato una mano a chiarirvi un pochino le idee, non fate i rabbini e condividetelo su ogni social su cui siete iscritti.
Mica mi offendo 🙂
E ricordate che, se non lo fate, Babbo Natale non vi porta i regali quest’anno.

Ciao gente!
Un abbraccio natalizio 🙂
Ste

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9 thoughts on “Speciale Brexit: Facciamo chiarezza

  1. LaPasionaria ha detto:

    Ciao Stefano, io non sono molto contenta dell’accordo che hanno stilato ieri.
    La newsletter dell’Home Office dice chiaramente che il processo di richiesta del settled status prevede il diritto di appello, per cui i nostri diritti attuali (e acquisiti per legge, cosa che, comodamente, l’Home Office non menziona mai), non sono automaticamente garantiti come vuole farci credere la signora May. A mio parere, per garantire automaticamente i nostri diritti, dovrebbero approvare d’ufficio tutte le richieste per il settled status, ma in realta’ saranno sottoposte a un processo decisionale di cui ci stanno tenendo all’oscuro. Chiamami cinica ma ho il sospetto che tutta questa vaghezza su come funzionera’ la modalita’ di richiesta del settled status e’ intenzionale perche’: a) l’Home Office stesso non sa che pesci pigliare b) possono mettere i parametri che vogliono a nostra insaputa per approvazione o bocciatura delle domande, facilitando il processo di espulsione dei cittadini europei.
    Io ho contattato il mio MP e sto facendo pressione sui partiti scozzesi affinche’ i poteri sull’immigrazione vengano delegati a Holyrood. Tra l’altro, non so se hai letto la dichiarazione del governo scozzese di un po’ di settimane fa in cui annunciavano che hanno intenzione di introdurre uno schema che paghera’ il permesso di soggiorno soltanto degli europei impiegati nel settore pubblico. Questo dopo le belle parole della signora Sturgeon: “siete tutti i benvenuti in questo Paese e il vostro contributo e’ apprezzato”. Chiaramente, il contributo di alcuni e’ piu’ apprezzato di altri. Io ho distrutto la mia tessere SNP e ho cancellato il direct debit.

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    • Scarpe Sciolte ha detto:

      Potresti linkarmi la dichiarazione di cui parli? Mi era completamente sfuggita ‘sta cosa…

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      • LaPasionaria ha detto:

        Questa e’ (parte de) l’email che mi e’ arrivata dall’Home Office:

        Dear Marta,

        Today, EU citizens in the UK and UK nationals in the EU have more certainty about their future following an agreement on citizens’ rights between the UK and the EU Commission.

        Since the outset of the negotiations, the Prime Minister has been clear that safeguarding the rights of people who have built their lives in the UK and EU was her first priority.

        Today’s agreement delivers that commitment and follows months of negotiations with the EU. It will help the millions of EU citizens who have made their lives in this country, as well as UK citizens living in the EU, plan for the future as valued members of UK society.

        It means that EU citizens living lawfully in the UK and UK nationals living lawfully in the EU by 29 March 2019 will be able to stay and enjoy broadly the same rights and benefits as they do now.

        The agreement includes that:

        Close family members will be able to join after the UK has left the EU. This includes spouses, unmarried partners, children, grandchildren, dependent parents and grandparents. Children born or adopted outside of the UK after the 29 March 2019 will also be covered.
        People will be able to be absent from the UK for up to five years without losing settled status, more than double the level of absence allowed under current EU law. There will be the same reciprocal protection for UK nationals living in the EU.
        Professional qualifications (e.g. doctors and architects) will continue to be recognised where these are obtained before the date of the UK’s departure from the EU.
        It will be easy to apply for settled status and there will be a full right of appeal.
        Those EU citizens who already hold a valid Permanent Residence document will be able to have their status converted to settled status free of charge.

        Dal momento in cui dicono che “there will be a full right of appeal”, significa che l’approvazione del settled status non e’ d’ufficio, ma che l’Home Office si riserva il diritto di bocciare la domanda. Dopotutto, stiamo parlando di un governo conservatore e non mi sarei aspettata niente di meno truffaldino, scorretto e poco trasparente.

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      • Scarpe Sciolte ha detto:

        Vabbe ma cosa potevamo aspettarci? Non è che sia la persona più felice del mondo ma ala fine è un risultato che, bene o male, non è proprio pessimo. Quello che piuttosto mi lascia col dubbio è il sapere i criteri per essere ritenuti idonei per il settle status. Vediamo che si inventeranno nei prossimi giorni.

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  2. illettorecurioso ha detto:

    Grazie per tutti i chiarimenti, avevo le idee un po’ confuse, ora ho capito meglio!

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  3. Paolo ha detto:

    Ciao Stefano,avrei un quesito da porti… Un amico è stato a Edimburgo circa una decina di mesi a cavallo tra il 2015 ed il 2016,dopodichè è tornato in Italia.
    Secondo te se ritorna in Scozia adesso potrà far valere quel periodo come permanenza per il futuro da attaccare poi ai 5 anni come permanent resident oppure sarà come ricominciare da zero?
    Grazie di tutto e soprattutto per il tuo Blog.

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