La Scarpa Sciolta del mese #9 – Giulia

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6 maggio 2017 di Scarpe Sciolte

Anche questo mese, puntuale come un problema idraulico la settimana a cavallo di Ferragosto, abbiamo ospite una nuova Scarpa Sciolta.
Con noi, in questa bella giornata di inizio Maggio, abbiamo una ragazza che ha girato parecchio e che, indubbiamente, si è data da fare.
Non voglio anticiparvi nulla perchè farmi un “auto-spoiler” sarebbe meno utile che aprire una fabbrica di parrucche per ippopotami, quindi, ciancio alle bande, diamo il la a questa nuova Scarpa Sciolta del mese.

Pronti?
Via!

Come da repertorio, partiamo con una breve presentazione, Come ti chiami e di dove sei!
Ciao A tutti, mi chiamo Giulia Marzetti e vengo dalla provincia Milano.

Da quello che mi hai mandato ho avuto modo di notare che che hai girato parecchio nel corso della tua vita. Ti va di dirmi qualcosa di più su questa esperienza?Assolutamente si!
Non nego che sono stata parecchio fortunata a viaggiare durante i miei studi e durante la mia esperienza lavorativa.
Ho avuto modo di visitare l’Arabia Saudita per presentare una paper ad una conferenza, ma anche il Giappone e qualche altro paese meno più o meno lontano.
Ho da sempre avuto la passione per i viaggi e spero proprio che il mio lavoro continui a darmi l’occasione di girare il nostro bel pianeta.

Come mai, di tanti posti possibili, sei finita proprio in Scozia?
Sono arrivata in Scozia per studiare all’Universita’ di Aberdeen nel 2012.
Il mio sogno e’ sempre stato quello di studiare nel Regno Unito e l’università, in Scozia, è gratuita.
Magari qualcuno non lo sa ma in Scozia è disponibile un fondo per lo studio chiamato SAAS che, di fatto, paga l’università al posto nostro.
[Evitate come la peste però di andare fuori corso che se nò vi spellano ndr].
Prima del mio arrivo in Scozia ero di tenda negli USA, e lavoravo per la Walt Disney.
In quel periodo stavo seriamente considerando l’ipotesi di frequentare l’università solo che l’, come sicuramente ben saprete, i costi della retta sono praticamente insostenibili.
Vuoi per questo motivo, vuoi anche per la vincita di una borsa di studio, ho deciso di ritornare in Europa e di andarmene a viverem, appunto, qui in Scozia.
Un’altra bella motivazione è stato il fatto che l’universita’ di Aberdeen era, ed è, rinomata per l’ingegneria chimica e del petrolio (Non per caso Aberdeen è la capitale europea dell’energia).
Il caso ha poi voluto che con la crisi del petrolio mi spostassi a lavorare nel “climate change” e sulle rinnovabili, come ho raccontato in questo blog con il quale collaboro.
Da qualche tempo a questa parte vivo nella capitale, Edimburgo e lavoro nella regione del Fife.

Sognare un posto e viverci sono, ovviamente, due cose diametralmente opposte.
Nel tuo caso, cosa ti ha colpito in positivo e cosa invece ti ha lasciato l’amaro in bocca?
Il Regno Unito mi piace perché è ordinato e le cose sembrano, e spesso sono, più semplici.
Molto cliché ma è una verità: comprare casa, aprire un mutuo, giusto per fare un paio di esempi, richiedono molte meno seccature che in Italia.
Una cosa che mi è sembrata strana fin da subito è che qui, al supermercato, la frutta e le verdure vengono pesate direttamente alle casse, mentre in Italia devi pesartela da sola.
Questa cosa infatti fa sì che, quando torno in vacanza in Italia per le vacanze, puntualmente consegni la mia verdura, ovviamente non pesata, direttamente nelle mani della cassiera che, giustamente, mi guarda malissimo.
Un’altra cosa che apprezzo di questo paese è la gente.
Gli scozzesi solitamente sono molto simpatici (tanto cliché anche questo ma verita’) e sono comunque gente con cui si scambiano volentieri quattro chiacchiere.
Magari vi sembrerà strano ma anche l’accento è una delle cose che amo di questo paese [perchè non vivi a Glasgow 🙂 ndr].

Ho notato molto zucchero e poco amaro in questa risposta ma va bene così 🙂 La positività piace sempre a tutti 🙂
Prima di andare avanti però mi permetto di precisare che il concetto di “ordine Scozzese” può essere molto variabile. Si può tranquillamente passare da una dolce , romantica e ordinata Stockbridge, ad una sporca e sconquassata Sighthill.
In linea generale purtroppo devo dire che il popolo Scozzese non brilla per attenzione all’ambiente e cura degli spazi comuni.
Nonostante sia un paese leader nel campo delle rinnovabili, giusto per fare un paio di esempi, i cittadini che differenziano l’umido si contano sulle dita di una mano monca e, se non fosse per delle ditte che a cadenza regolare passano a bordo strada raccogliendo l’immondizia, le strade sarebbero se non ai livelli di quelle italiane, giusto una “punta” sotto. Io stesso quando porto a spasso Totò, non faccio altro che raccogliere buste di plastica e immondizia varia dal parco che abbiamo vicino casa, maledicendo, nella poderosa lingua dei Dovahkiin, quei cretini con madre ignota che se ne fottono del prossimo e seminano qua e la i propri scarti.
Che poi, che dio li fulmini subito dove si trovano adesso, ci sono secchi ovunque…
Roba che dove passeggio io ne trovi uno ogni 50/100 metri. Sarà che magari sono esagerato ma io, a sta gente, gli farei fare il bagno in un lago. Ghiacciato. Pieno di barracuda a digiuno.
Ok, momento sfogo personale off. Torniamo a Giulia…
Adesso veniamo però alle difficoltà più grandi che hai incontrato e le cose invece che, paragonate al resto dei posti che hai visitato (italia compresa) ti sono sembra estremamente più “easy”.

Venire in Scozia per studiare è stato relativamente semplice.
Della burocrazia iniziale si è occupata l’Università.
La semplicità è stata anche legata al fatto che, avendo avuto la fortuna di avere un background internazionale, non ho avuto difficoltà con la lingua inglese.
Una cosa che può risultare “scomoda” all’inizio, può essere la difficoltà di integrazione con gli studenti scozzesi.
Sarà forse una cosa Britannica, ma gli studenti autoctoni tendono a non mescolarsi con i “foreigner”.
Dall’altro lato della medaglia, parlando di difficoltà, probabilmente causa instabilità dovuta alla Brexit, devo ammettere che ho avuto delle difficoltà nel trovare lavoro.
Probabilmente questo a causa del fatto che le aziende stanno iniziando a pensare che forse in futuro gli verrà richiesto di sponsorizzare un eventuale dipendente non-britannico e, giustamente, si staranno facendo i loro bei conti.
Tornando sulle cose più allegre, [che piacciono sempre a tutti non c’è niente da fà ndr], come ho menzionato prima, di sicuro la burocrazia è un valore aggiunto al sistema scozzese.
Anche mettersi in proprio è una cosa che qui è talmente facile da risultare strano agli occhi di un forestiero (specialmente se italiano).
Giusto per farvi un esempio, durante gli studi universitari, mi sono mantenuta facendo traduzioni, ed è stato semplicissimo “ufficializzare” il tutto.
Lavorando nel Fife, una zona non propriamente “ricchissima e moderna”, una delle cose più difficili che ho riscontrato è indubbiamente comunicare con i locali che, spesso, parlano gaelico e hanno modi di fare decisamente poco ortodossi.
Infine essendo una donna ingegnere, sto riscontrando anche qualche difficoltà nel “farsi valere” visto che l’ambiente, vuoi o non vuoi, tende ad essere piuttosto a prevalenza maschile.

Adesso, è il momento di un pò di leggerezza. Parliamo di hobby e tempo libero.
Dicci come passi il tempo in quel di Edimbra!
Ho una grande passione per lo Yoga e non ti nego che mi piacerebbe a breve prendere il brevetto per l’abilitazione all’insegnamento.
Oltre questo, nel tempo libero, mi occupo di volontariato con “Rotary International” e “Rotaract” e con diversi gruppi focalizzati sul cambiamento climatico e l’ambiente come il “2050 Young leaders” e lo “Scotland Representative per il Climate-KIC”.
Parte del mio ruolo in queste organizzazioni è la consulenza per le start-up (le aziende neo-formatesi o in procinto di avviamento) e di training.
Ogni tanto, quando trovo un momento libero, faccio anche raccolta fondi per la ricerca contro il cancro per la “UK cancer research”.

Di sicuro non ti annoi visto tutte le cose che fai!
Adesso però, cme chiedo a tutti anche te non puoi sfuggire dalla domanda “come è il tuo rapporto con la madrepatria?”
Ultimamente credo che la stia idealizzando troppo.
Penso che ormai, dopo tutti questi anni, abbia sviluppato una concezione dell’Italia da “straniera”: bel tempo, buon cibo e tanto relax.
Poi, le rare volte che torno, mi rendo conto di quante cose non vanno e di quante poche cose sono cambiate negli ultimi anni e, dopo una o due settimane, già mi riprende la voglia di tornare “a casa” in Scozia. Avendo passando gran parte dei miei anni di formazione nel Regno Unito, sono abituata a condizioni lavorative e salariali totalmente diverse da quelle italiche e nei pochi colloqui che ho avuto giù nello stivale, mi sono resa conto di quanto effettivamente un mio ritorno, allo stato attuale delle cose, non sia un’ipotesi percorribile.

Tornassi indietro ci sono cosa che faresti meglio o non rifaresti affatto?
Forse mi sarei postata direttamente a Edinburgo, oppure in Inghilterra, dove le lauree sono si più costose rispetto a quelle Scozzesi ma, a conti fatti, anche più corte.
Oltre questo, avrei tanto voluto dedicarmi maggiormente ad attività “collaterali” a cui ora, lavorando a tempo pieno, non riesco purtroppo a dedicarmi come vorrei.


Che progetti hai per il futuro?
Nell’immediato futuro non ho intenzione di muovermi.
Se non altro per capire cosa succederà con la Brexit.
Nel medio/lungo termine, vorrei partire con “Engineers without Borders”, che portano avanti numerosi progetti umanitari come la costruzione di sistemi sanitari/energetici nei paesi in via di sviluppo.

Anche oggi siamo arrivati alla fine di questa nostra rubrica e, come sempre, mi piacerebbe che anche tu dessi un consiglio a chi vuole mettersi in gioco e diventare una Scarpa Sciolta.
Il mio consiglio è piuttosto semplice: non abbiate paura!
Al giorno d’oggi è impossibile “perdersi”.
In rete si trovano un sacco di enti e di blog (come il fantastico Scarpe Sciolte) che vi aiutano a sistemare le cose e che vi danno qualche dritta che sicuramente vi darà la possibilità di partire con una marcia in più.
A questo aggiungeteci pure che esistono settori, come la ristorazione, dove si può iniziare anche se non si possiede una solida base linguistica.
Diciamo quindi che i margini di rischio sono piuttosto bassi quindi, Why not?

Grazie a tutti per aver speso un pò di tempo leggendo questa mia breve intervista e grazie a Stefano per avermi dato la possibilita’ di raccontare la mia storia.
In fondo, dopo tanti anni vissuti in Scozia, mi farebbe tanto piacere che la mia
esperienza possa essere utile anche a chi, come me e Stefano, hanno deciso di compiere il passo, lasciandosi alle spalle l’amata/odiata madrepatria.

Non fatevi scrupoli infatti e mettetevi pure in contatto qualora vi servissero maggiori informazioni.
Cheers!

E alla fine siamo giunti al termine di questa intervista e, sperando di avervi intrattenuto piacevolmente.

Prima di chiudere vi lascio un paio di link che Giulia mi ha mandato e che non posso che non condividere con piacere.

http://www.informazione.tv/it/Attualita/art/66329-l-emancipazione-i-diritti-delle-donne-le-diversita-culturali-l-incontro-con-giulia-marzetti-ingegnere-chimico-di-fermo-a-spasso-per-il-mondo/

http://www.mollotutto.info/giulia-ha-20-anni-e-si-occupa-di-ingegneria-elettrica-a-brisbane-in-australia/

Tornando a noi, la Scarpa Sciolta del mese tornerà Sabato 3 Giugno con nuove e mirabolanti avventure ricche di colpi di scena, pallet di tofu e ciabatte commestibili aromatizzate al radicchio.

Prima di lasciarvi però, è con piacere che vi anticipo che questo blog è stato premiato all’unanimità come “blog molto bello dell’anno 1995” da una giuria popolare composta da capotribù Sioux, amanti delle cime di rapa, trasferitisi ad Alberobello tra Aprile e Giugno del 1997.

Se anche tu vuoi raccontare la tua storia da Scarpa Sciolta, non hai che da chiedere!
Contattati e sarà mio piacere mandarti tutte le domande (oltre al mio iban in caso vi venisse un attacco di generosità).

Anche per oggi è tutto.
Statemi bene gentaglia!
Un abbraccio
Ste

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2 thoughts on “La Scarpa Sciolta del mese #9 – Giulia

  1. massimotorino ha detto:

    Intervista molto bella e utile, grazie ragazzi!!

    Piace a 1 persona

  2. Aquila Noctis ha detto:

    Sei sempre fortissimo e il riferimento alla lingua dei Dovah ci ha preso nel segno…

    Piace a 1 persona

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Ciao bella gente! É con estremo piacere che vi informo che finalmente la nostra guest house é pronta! Se cercate, quindi, un bel letto matrimoniale comodo con TV e Wi-Fi vi consiglio di dare un'occhiata al nostro sito web! Stefano, Federica, la piccola Ale e quel mattacchione di Totó, vi danno il benvenuto a "The Shire": la nostra guest house nel cuore della Scozia Centrale :-) www.theshireguesthouse.com

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