La Scarpa Sciolta del mese #8 – Fabio

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1 aprile 2017 di Scarpe Sciolte

In questo primo di Aprile è finalmente tornato uno degli eventi più apprezzati dai macachi mancini dell’Indonesia occidentale, la rubrica che ha fatto impallidire Super Quark, l’appuntamento che Licia Colò levete: La Scarpa Sciolta del mese.
Ospite di oggi abbiamo Fabio, genovese DOC di quelli che hanno più Belin che capelli.
Oltre ad essere una personcina di quelle che difficilmente si incontrano nel mezzo del cammin di nostra vita, è una delle persone che per primo ho incontrato quando sono giunto nella terra dove il concetto di venticello viene associato ai tornado di forza 4.
In poche parole Fabio è un amico “nuovo” di vecchia data.
Spero che vi faccia piacere conoscerlo così come lo è stato per me più di due anni or sono.
Vabbè, Fabiè, come ti chiami ormai lo sanno tutti, io passerei direttamente all’età e ad un minimo cenno sulle tue origini geografiche.
Fammi solo mettere in play 500 miles però, visto che noi non siamo personcine banali, ho scelto la versione del musical Sunshine on Leith che se non l’avete ancora visto siete proprio delle persone che sarebbe meglio non frequentare.
Ok, mettiamoci pure comodi e via con il play…
Click!

Ciao gente, come ampiamente anticipato dal nostro caro blogger di fama internazionale, mi chiamo Fabio. Quello che non sapete è che a Luglio di quest’anno [2017 ndr] compirò la bruttezza di 32 anni, sono savonese di nascita e genovese nell’animo.
Insomma, sono un 32enne che di meglio non si può sperare.

Facci sapere quando sei arrivato nel caro e vecchio Regno Unito e da dove ci stai scrivendo!

In questo preciso istante ti sto scrivendo dalla capitale scozzese, dove sono arrivato nel lontano 15 ottobre 2014, dopo un viaggio di 9 ore in autobus da Londra.

Ormai ci siamo riscaldati a sufficienza, passiamo a qualcosa di più “serio”: come è andato il tuo primo mese da Scarpa Sciolta?

Alcool, donne e autostrade di cocain… ehm…volevo dire che ho vissuto in un ostello con tanti ragazzi spagnoli in cerca di lavoro, e ragazzi australiani e neozelandesi, impegnati nel loro Grand Tour europeo.
Ho passato le mie prime 3 settimane a mandare curriculum e a mangiare solo patate.
Ricordo con piacere lo stupore che, da bravo italiano, provavo quando ricevevo qualche risposta alle mie candidature… Roba che le apparizioni a Medjugorie a confronto erano banali come una puntata di Beautiful a casa della nonna.
Ricordo che il 6 novembre ho iniziato a lavorare in quella simpatica azienda che prende il nome di Amazon.
Esattamente come magazziniere, a Dunfermline.
Ho un bellissimo ricordo di Amazon e non vedo perchè non condividerlo: Un luogo di lavoro dove si applica al cubo il concetto di Darwinismo, ovvero, sopravvive solo l’individuo che riesce ad adattersi meglio degli altri.
A prescindere il discorso “selezione naturale”, devo ammettere che lì ho anche avuto la fortuna di conoscere persone splendide, con le quali, tuttora che ho da tempo cambiato lavoro, mi tengo costantemente in contatto.

Direi che è arrivato il momento di raccontarci delle difficoltá iniziali in cui sei incappato, e delle cose che fin da subito ti hanno colpito positivamente.

In Scozia ero venuto qualche anno prima (2013), per vacanza e di Edinburgo mi aveva immediatamente colpito la dinamicita’ e l’oggettiva bellezza storica.
All’epoca feci anche un bel giro nella parte scozzese piu’ selvaggia e bucolica e, in un campeggio immerso nel verde, mentre il sole tramontava in un cielo dipinto di rosso (Rob Burns per cortesia fatti da parte), giurai a me stesso che se non avessi trovato lavoro in Italia, beata ingenuita’, sarei partito per la Scozia.

Aspettai sin troppo.

Quando arrivai la fatidica mattina del 14 Ottobre mi sentii come nuovo e mi dissi che qui mi sarei potuto reinventare, insomma principiare ex novo. E cosi e’ stato.

Si vabbè Fabiè ma restiamo sul pezzo, ho detto “difficoltà” non “Scottish Dream”…

Difficolta’ … mumble muble, i tuoi 25 milioni di lettori devono sapere che, quando sono arrivato qui, avevo una gran pressione sulle spalle poiche’ al tempo la mia ragazza era in cinta di 4 mesi. Quindi qualunque piccolo sassolino sulla strada che sembrava rallentarmi nel conseguimento del lavoro, o del mantenimento del lavoro, li vedevo come immensi macigni che si ponevano fra me e il mio bambino. Ma ho cercato di tenere duro.

La cosa effettivamente piú strana che ti é mai capitata, cosa mi diresti?

Mi stavo preparando per un colloquio, e domandai alla recruiter “senta, c’e’ una cosa molto importante che pero’ mi preoccupa, che non saprei come rigirare…” e lei mi chiese che cosa fosse, io risposi “avro’ un figlio ad aprile, nascera’ qui, e’ un problema?”. Penso che lo dissi con un tono a meta’ strada fra l’affranto ed il disperato.

Mi ricordo che, sorridente, la sua risposta fu “e’ una cosa molto bella e la legherebbe ancora di piu’ a questa citta’, se glielo domandassero lo dica tranquillamente”. Capisci bene che, abituato al sistema Italia, dove erano arrivati a domandarmi se avessi una compagna e volessi avere una famiglia, questa e’ stata una cosa strana.

Vabbè, alla fine sembra che tu sia l’unico che di difficoltà non ne abbia avute. Non so se è invidia la mia ma mi tocca dirti che sei proprio una brutta persona 😉
No vabbè, a parte gli scherzi, torniamo seri e parliamo di Italia.
Come lo stai vivendo il rapporto con la madre patria?

In realtà al momento vivo quella fase delicata di rifiuto del paese dal quale sono partito.
Sono impantanato in una strana sensazione di rimpianto degli amici, della famiglia, degli odori della natìa Liguria, tuttavia rifuggo tutto quello che e’ tipico del sistema Italia, motivi per i quali siamo fuggiti in molti: corruzione, menefreghismo, incuria, privazione del futuro etc.
Ogni tanto ho quasi i brividi a pensare che mio figlio poteva nascere in Italia poiche’ qua in Scozia, nonostante la Brexit, sento che posso avere un futuro e impegnarmi a darne uno a lui.
Ormai mi rendo conto che, quando vado in Italia, sono sempre contento di avere una data di ritorno, non troppo lontana, sul biglietto aereo.

Converrai con me che un genovese che abita in Scozia dovrebbe essere il massimo in termini di economia domestica, e si sa, gli hobbies sono generalmente costosi. Tu? Quali hai? Come ammazzi il tempo libero?

Ah ah, sono un papa’ a tempo pieno ma mi piace andare nei parchi per respirare aria pulita e sto imparando lo svedese “Jag lär mig svenska”. Quando mi sento di voler di nuovo essere un adolescente irresponsabile gioco a Medieval Total War II.

Anche se preferisco il caro e vecchio Age of Empires 2 (magari con l’espansione The age of kings), non posso non ammettere che MTW II è veramente fico a bestia…

Che dire, questo piccolo e informale incontro è quasi giunto al termine.
Come sempre vorrei chiudere un una richiesta: ti va di darci il tuo personale consiglio per chi vuole diventare come te (e me) una Scarpa Sciolta?

Non posso dire altro che bisogna essere consci del proprio valore e dei propri limiti.
Avere l’umilta’ di principiare da capo ma di non farsi prendere in giro.
E soprattutto non avere ne’ fede ne’ speranza (quelle non esistono) ma tenacia nel perseguire senza farsi abbattere dalle prime avversita’.

Un saluto a tutti
Fabio

Anche oggi siamo giunti alla fine di questa Rubrica che è diventata un cult tra i gatti calici dell’Isola di Pasqua, ringrazio Fabio per aver partecipato e invito voi che state leggendo, e che magari fate parte della tribù delle scarpe sciolte, a raccontarmi la vostra storia.
Se vi và, mandatemi un messaggio sulla pagina facebook e, veloce e diligente come un metronotte a cui stanno pagando il festivo notturno, provvederò ad organizzare il tutto.

Vi mando un abbraccio di quelli che non badano a spese
Ste

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3 thoughts on “La Scarpa Sciolta del mese #8 – Fabio

  1. Lauryn ha detto:

    ho la lacrimuccia, davvero.

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  2. Olivia Tani ha detto:

    Carina questa scarpa sciolta del mese, una curiosita’ perche’ studi lo svedese? Hai progetti di trasferimento oppure per puro sadismo? Vista la difficolta’ della lingua?

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    • Fabio Nattero ha detto:

      Ciao Olivia, allora lo sto imparando per diletto (mi garbano le lingue e la cultura scandinava), per sfida (con me stesso, ho imparato abbastanza bene lo spagnolo a 28 anni) e anche per motivazione economica: i norrenofoni sono pagati sempre meglio.

      Poi conta un ultimo fattore:in questi tempi di eesternalizzazioni anglofoni e italofoni li trovi ovunque…quindi un domani potrebbe essere veramente utile

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