La Scarpa Sciolta del mese #7 – Francesco

Lascia un commento

4 marzo 2017 di Scarpe Sciolte

Buongiorno gente!
Finalmente sono riuscito a mettere mano alla rubrica più amata dagli scafisti albanesi in sovrappeso! Oggi torniamo a bomba con una nuova Scarpa Sciolta del mese e lo facciamo con, il caro Francesco, chef piemontese che ci racconta la sua esperienza tutta cardi e haggis.
Senza farvi perdere ulteriore tempo, è il caso di cominciare!
Permettetemi solo di chiudere le tende per dare quel minimo di atmosfera.
Pronti? Via!

Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?

Ciao! Sono Francesco, ho 31 anni e vengo da un paesino in provincia di Cuneo.

Benissimo, veloce e diretto.
Adesso dicci quando sei arrivato nel Regno Unito e da dove ci stai scrivendo?

Il mio approdo in terra scozzese, precisamente a Glasgow, risale al novembre 2015.
Dopo circa 6 mesi di vita in quella città mi sono trasferito ad Edimburgo, dove tutt’ora risiedo e da dove in questo momento ti sto scrivendo.

Ok, ora perchè non ci dici come hai vissuto il tuo primo mese da “scarpa sciolta” in quel di Glasgow?

To be honest sarebbe stata meno dolorosa una pugnalata in pieno petto [che poi parlando di Glasgow non è che sarebbe stato così raro come evento ndr].
Lo dico con la sincerità che da sempre mi contraddistingue.
Purtroppo non è stato per nulla semplice.
Non fidatevi di chi vi dice il contrario, io penso che sia stata dura per tutti.
Per me è stata più una prova che un’avventura.
In primis poiche’ sono venuto in terra scozzese senza sapere nulla ma proprio nulla, della Scozia o del Regno Unito, in secundis perchè sono arrivato con un livello di conoscenza di lingua inglese pari a quella di uno studente delle scuole (senza q) elementari.
Oltre a questo, aggiungiamoci pure che l’accento di Glasgow è praticamente incomprensibile e che ero totalmente all’oscuro del sistema Scozzese, e  avremo ottenuto un bel mix di problematiche degne di nota.
In parole poverissime, è stato un dover iniziare nuovamente da zero. Ma dallo zero assoluto.
Per dirla tutta, dopo tutti gli avvenimenti negativi che avevo trascorso negli ultimi anni, non avevo proprio nulla da perdere e questo ha favorito non poco la mia “forma mentis” da expat.
Nella peggiore delle ipotesi me ne sarei tornato al mio paesello ed avrei continuato a sopravvivere alla meglio ma ,visto che il solo pensiero di dover tornare da “perdente” mi faceva accapponare la pelle, ho cercato di essere positivo e di tener duro.
Penso che il mio carattere e la mia personalità mi abbiano aiutato parecchio a non mollare e ad andare avanti per il mio cammino.
La mia fortuna è stata quella di avere un caro amico che viveva già da alcuni mesi a Glasgow ed è solo grazie a lui che, soprattutto nei primi tempi, sono riuscito a cavarmela.
Per questo saluto Fabio che anche Lui è ripartito da zero e si è realizzato qui in Scozia.

Ok, visto che qualcosa ce l’hai gia anticipata, perché non ci parli dei pro e i contro che hai riscontrato qui in Scozia?

Posso fare una classifica dei pro e dei contro?

Fai come fossi a casa tua!

Parto subito con i contro così mi tolgo il dente e, si sa, via il dente via il dolore:

1) LA LINGUA.
L’inglese e’ stata la barriera piu’ grossa da sormontare.Se aggiungiamo a questa un rude accento scozzese capite come mai non e’ semplice.

2) IL CLIMA.
Seppure proveniente da Nord, esattamente dal versante sud delle Alpi Cozie, ho sofferto tremendamente il freddo e il vento di Scozia nelle prime settimane di permanenza.

3) LA CULTURA ANGLOSASSONE.
Con le sue stravaganze e i suoi difetti, come ad esempio il problema dell’alcolismo e del teppismo.

Ok, tolto il brutto, parliamo di quello che mi ha colpito positivamente così ci tiriamo tutti su il morale!

1) IL RISPETTO.
La prima cosa che mi ha colpito in maniera positiva è stato il rispetto dell’individuo. Nella mia misera opinione c’è molto più rispetto tra le persone che in Italia, in qualsiasi luogo, ambiente e situazione.

2) IL LAVORO.
Nel mio specifico settore (ristorazione) è stata una sorpresa scoprire che c’erano piu’ annunci di OFFRO LAVORO che CERCO LAVORO.
Al mio paese su otto pagine di ANNUNCI LAVORO 6 erano di ricerca e 2 di offerta.

3) I TRASPORTI.
Non conosco la realtà dei paesini scozzesi, avendo vissuto sempre in città, ma per esperienza ho usato, e posso usare, i mezzi pubblici a qualsiasi ora del giorno e della notte con efficienza, puntualità e sicurezza.

4) STIPENDI/TASSE/LEGGI.
Sempre parlando in maniera personale, qui gli stipendi sono abbastanza adeguati al costo della vita. Spendere tutto è facile ma se si fa un minimo di attenzione a fine mese ci si arriva tranquillamente.
Stesso discorso per le tasse (adeguate ai servizi ottenuti) e per le leggi, semplici e chiare ma che vengono prese molto sul serio.

5) RISERVATEZZA .
I cosiddetti “cazzi tuoi”, qui te li puoi fare tranquillamente e nessuno viene a spiare cosa fai a casa tua o a criticare per come ti vesti, ti pettini, parcheggi l’auto, dove vai a fare la spesa.

6) BUROCRAZIA .
Molto piu’ snella rispetto a quella italiana.
Un esempio diretto?
Io e la mia compagna abbiamo comprato casa nel giro di due mesi presentando come garanzia per il mutuo solamente le nostre buste paga e svolgendo quasi tutte le pratiche comodamente da casa.

7) SENSO DEL DOVERE/VOLONTARIATO.
Esiste un senso del dovere verso la nazione ed i suoi abitanti molto maggiore che nel belpaese, così come la sensibilità verso le categorie più sensibili, esistono infatti negozi di roba usata che vanno a sostenere varie associazioni [i charity ndr] e che ti permettono di fare acquisti interessanti senza spendere un capitale.

Come avrai notato, ho messo molte più cose positive (potrei andare avanti per ore ad elencarne) che negative e, da questo, si può facilmente capire il motivo per cui ho deciso di rimanere in terra scozzese.

A prescindere il discorso “riservatezza” che mi ha fatto pensare che tu prima vivessi in un condominio di zitelle acide pieno zeppo di gatti, quoto alla grande ogni punto da te elencato. Riguardo i charity sarebbe il caso di scriverci un articolo apposito… ora che mi ci fai pensare…
Vabbè, dimmi la cosa piú strana che ti è capitata da quando sei qui!

La cosa più strana è legata al problema alcolismo e ad uno dei numerosi “ubriaconi del sabato sera”.
Mi ricordo un episodio di un distinto signore (in completo giacca e cravatta), completamente ubriaco, che cercava inutilmente di passare attraverso una recinzione di un palazzo, con la conseguenza che ogni volta vi ci sbatteva la testa e veniva sbalzato all’indietro sul marciapiede.

Un altra cosa che mi aveva colpito era stata la presenza di un omino delle pulizie presente nei bagni di un famoso locale a Glasgow.
In cambio di una piccola mancia, all’uscita dalla toilette il tipo ti apriva l’acqua del lavandino (miscelandola) porgendoti un asciugamano per le mani. Mi ricordo che alla quarta birra e alla mia conseguente quarta visita alla toilette gli dissi “Ti ho gia’ dato 3 sterline eh?”.

Come è cambiato il rapporto tra te e lo stivale?

Non vi è alcun dubbio che il rapporto che avevo con la madrepatria sia cambiato. E neanche di poco.
Penso sia una cosa abbastanza normale per chiunque abbandoni il proprio paese di origine.
Ricordo che durante le mie prime settimane, il desiderio di riabbracciare i miei cari e di rivedere gli amici era molto forte.
Lo stesso sentimento di ammirazione verso il mio Paese mi faceva sentire molto più patriota di quanto fossi mai stato in Italia.
Cercavo ossessivamente l’Italia, gli italiani, facevo paragoni (ovviamente sempre favorevoli verso il Belpaese) con la città in cui vivevo, mi mancava il cibo, il calore, le serate e mille altre cose con cui avevo vissuto per 30 anni ed a cui ero molto legato.
Penso che probabilmente sia una sorta di barriera che il cervello si pone quando si viene sottoposto ad un netto e drastico cambiamento.
Le abitudini di noi italiani poi, non ho paura a dirlo, sono belle toste e salde nel nostro modo di vivere la vita e questo non può che aumentare il senso di distacco a cui un expat è sottoposto.

Superato qualche mese, questa barriera pian piano si sgretola.

Se prima vivevo il distacco con molta sofferenza, sia fisica che mentale, ora ho accettato il fatto di far parte di un’ altra nazione che, sebbene molto differente da quella italiana, mi sta dando da vivere e nella quale mi sto trovando particolarmente bene.

Ovviamente, con questo non voglio dire che ho rinnegato il mio paese, tutt’altro, ma ho imparato ad essere molto più realista e molto meno sognatore.

Non vi nego però che ogni volta che posso tornare (circa 2 volte l’anno) per un breve periodo di vacanza nella mia terra natia , provo una bella sensazione e trascorro dei bei momenti con amici e parenti ricordando il passato e godendomi le ferie.

D’altro canto, so che un futuro per me in quel posto (ma anche nel resto d’Italia) al momento non c’è e, quindi, sono fiero di dire che attualmente vivo in Scozia e che ho la fortuna di far parte di una società che cerca di progredire invece di retrocedere. [Brexit a parte ndr]

Posso dire quindi, in sintesi, che sono italiano e, al contrario di Gaber, tale mi sento ma, la mia casa oggi è Edimburgo.
Qua vivo e lavoro ed ho accanto la famiglia che mi sto costruendo, quindi non vedo una valida ragione che mi potrebbe far pensare di tornare indietro.

Come spendi il tuo prezioso tempo libero?

Per dirla con un termine inglese, in my spare time ,a parte riposare (confesso che mi piace ancora svegliarmi in tarda mattinata) mi occupo delle cose più disparate.

Dalla stesura di poesie, passione che mi accompagna da una quindicina di anni ormai, alla produzione musicale (sono un ex dj appassionato di black music, dal funky all’hip hop all’rnb) alla lettura (soprattutto in ambito di storia, cultura e letteratura).

Ovviamente in questi ritagli di tempo amo anche stare con la mia compagna (conosciuta qui ad Edimburgo) e fare shopping sia per la città che nei paesi limitrofi.

Purtroppo non pratico più sport da diversi anni ma mi piacerebbe ricominciare, soprattutto per mantenere quella “linea” che noi Chef tendiamo a perdere con gli anni.

Siamo quasi arrivati alla fine di questa nostra breve chiacchierata…
Quindi, come di consueto, mi piacerebbe avere un tuo personale consiglio dedicato a chi vuole lasciare l’italico territorio in vista di nuovi lidi..

Non sono il tipo di persona a cui piace dare consigli o a cercare di stimolare qualcosa nella mente di altre persone. Da un certo punto di vista sono sempre stato un “solitario” e “antisociale” poichè ho sempre pensato e agito in totale autonomia.

Quello che posso solamente fare è raccontare la mia esperienza, con i suoi pregi e difetti.
Posso garantire che quello che dico corrisponde a verità, non sono certamente ricco o famoso, conduco una vita normale come altre milioni di persone, sia in Scozia che in Italia.
L’unica cosa che mi rende veramente fiero è stata quella di aver fatto una scelta.
Giusta o sbagliata che sia , coraggiosa oppure no, l’importante e’ stato fare una scelta.
In 30 anni di vita non avevo mai compiuto una scelta (in maniera drastica intendo).
L’unica volta che l’ho compiuta si è rivelata essere una cosa parecchio positiva per me quindi….perché no?
Più che un consiglio, vi lascio con una parola: SCELTA…
A voi lettori il compito di trarne le dovute dedizioni.

Ciao a tutti.

Un ringraziamente personale va a Stefano che mi ha concesso questa piccola intervista sul suo blog.

Cheers
Francesco

E niente, dopo un periodo vergognosamente lungo sono riuscito a tornare in auge con la scarpa sciolta del mese…
Ringrazio Francesco per aver partecipato e per averci detto la sua “versione dei fatti”.
Nel ricordarvi che questo spazio è aperto a tutti e per partecipare non dovete fare altro che mandarmi un messaggio sulla pagina facebook, vi lascio come sempre con un bell’abbraccione di quelli che Brexit non te temo.

Voi nel frattempo statemi bene
Ste

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

La nostra guest house

Ciao bella gente! É con estremo piacere che vi informo che finalmente la nostra guest house é pronta! Se cercate, quindi, un bel letto matrimoniale comodo con TV e Wi-Fi vi consiglio di dare un'occhiata al nostro sito web! Stefano, Federica, la piccola Ale e quel mattacchione di Totó, vi danno il benvenuto a "The Shire": la nostra guest house nel cuore della Scozia Centrale :-) www.theshireguesthouse.com

Archivio

Calendario dei post

marzo: 2017
L M M G V S D
« Feb   Apr »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: