La sterlina: questa sconosciuta

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2 marzo 2017 di Scarpe Sciolte

Se per caso non si fosse capito, chi vi scrive in questo momento è un fervente sostenitore dell’indipendenza scozzese e, nulla potrebbe rendermi più felice che vedermi finalmente distaccato da quel Regno che ormai di Unito non ha più nulla.
Ora però, proprio per questo motivo, mi ritrovo spesso ad avere delle belle e soddisfacenti discussioni con la mia nemesi politica: il caro Federico che, ormai è diventato, con mio sommo piacere, vero e proprio autore fisso di questo blog.
Il fatto che lui contribuisca alla stesura di succosi articoletti che nelle ultime settimane vi ho dato in pasto, non significa che siamo dello stesso parere ma, dato che le sue argomentazioni sono sempre valide e ben scritte, mi sentirei più fazioso del TG1 a non condividere con voi il suo pensiero.

L’articolo di oggi nasce proprio da una nostra recentissima discussione in cui io, con la faccia pitturata di blu e vestito di tutto punto, rigorosamente senza “underwear”, insistevo sul fatto che sono più che convinto di voler affrontare l’incertezza di un’eventuale indipendenza Scozzese, piuttosto che restare con il carrozzone UK che, a meno di qualche magia che nemmeno Silente con la bacchetta di sambuco, dopo la Brexit, sarà preda di una recessione che a confronto la crisi degli anni ’20 sarebbe potuta benissimo essere scambiata per una puntata particolarmente divertente di Benny Hill.
Vabbè uno dei tanti argomenti è stato proprio il valore di un’eventuale Sterlina scozzese in caso di indipendenza.
Da qui, quindi il nostro caro Federico ha preso spunto per darmi una sonora e pubblica “mazzata” che mi tocca prendere tra capo e collo, in religioso silenzio oltretutto.
Per quanto aspettatevi a breve un mio articoletto “pro” indipendenza, per il momento, dal fronte #indyref è tutto.

Vi lascio in buone mani!
Godetevi la lettura…

Leggendo online di economisti laureati/e all’università della strada, che elogiano la forza dell’economia scozzese e della Sterlina Scozzese, mi è venuto in mente di scrivere un articolo in merito alla moneta del Regno Unito.
Sto cercando anche di scrivere due righe con lo scopo di spiegare cosa sia esattamente una valuta, come si forma e a quali regole deve sottostare, per chiarire ai molti parte delle mie paure in vista di un’indipendenza scozzese, ma data la complessità dell’argomento, la stesura è particolarmente lunga.

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E’ ora che anche Federico subisca quello che subisco io in ogni articolo…

Iniziamo con un po’ di storia. Il Pound Scot (o Sterlina Scozzese), la moneta del Regno di Scozia è stata abolita ufficialmente nel 1707 in seguito all’unificazione con il Regno d’Inghilterra. Queste monete erano coniate in vari metalli preziosi in modo da garantire il loro valore intrinseco, ovvero il loro valore era basato dalla precise quantità di metallo nobile che era contenuto. Quindi dal 1707 niente più moneta scozzese, benvenuta Sterlina Inglese.
E nulla è cambiato fino ad oggi.

 

So che questa notizia rattristerà i vostri cuori romantici, se volete potete stringere una banconota da £20 con la faccia di Sir Walter Scott da un lato e dall’altro il Forth Bridge, ma ciò non toglie il fatto che quella che stringete tra le mani è una Sterlina Inglese, camuffata da Scozzese.
Se fate assoluto silenzio potete sentire le risate di Enrico III Plantageneto, mentre il grido di Mel Gibson “Freedoooooom” si spegne in lontananza.

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e vabbè ma uno si potrebbe pure offendere…

L’attuale moneta “Scozzese” viene stampata da tre istituti bancari con il kilt: Bank of Scotland, Royal Bank of Scotland e Clydesdale Bank.
Queste sono banconote che sono riconosciute in Scozia ma non hanno valore legale al di fuori dello stato dell’Haggis e del Mars fritto.
Questo meccanismo ha una particolarità: la Banca d’Inghilterra deve di fatto garantire per il valore di ogni Sterlina Scozzese stampata.
Per agevolare questa garanzia, la Bank of England emette delle banconote “speciali” del valore di un miliore di sterline chiamate “Giants” e da cento milioni di sterline chiamate “Titans” per uso interno nel settore bancario.

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Le cose si complicano…

Ma facciamo un passo indietro per chiarire il concetto di valore legale: questo concetto ha pochissima influenza nella vita di tutti i giorni, quando andate al supermercato a fare la spesa o comprate il giornale in edicola o acquistate una canzone su iTunes.
Il valore legale entra in gioco quando viene contratto un debito.
L’esempio che mi piace fare è quello della corsa in taxi, dove il tassista svolge un servizio e solo alla fine della prestazione vi chiede il pagamento.
Questo avviene perché voi che siete i passeggeri avete già usufruito del servizio e quindi siete in una posizione di debito nei confronti del tassista.
Il pagamento che il debitore offre al creditore, deve essere riconosciuto da quest’ultimo come di pari valore al servizio offerto, in modo che entrambe le parti siano soddisfatte.
Se il debitore paga con una valuta che ha valore legale, il creditore non può rifiutarsi di riceverla, altrimenti sarebbe una violazione che libererebe il creditore da ogni obbligo.
Se invece il pagamento avviene tramite una valuta che non ha valore legale, il debitore può anche accettarla, ma è una casistica che è frutto di un espresso accordo tra le parti.

In caso il tassista non accetti il pagamento, il debitore sarebbe in questo caso in violazione.

 

 

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No. Purtroppo non funziona così…

Per questo quando andate in un paese straniero, cambiate il denaro nella valuta locale, perché gli Euro, in Inghilterra o negli Stati Uniti, non hanno valore legale. Questo non vuol dire che non valgano nulla, perché le banche centrali dei rispettivi stati devono riconoscere un tasso di cambio per permettere a chi viene da paesi con valuta diversa di poter pagare beni e servizi nella moneta locale.

 

La Sterlina che viene stampata in Scozia è una Sterlina Inglese, stampata da banche scozzesi con disegni e ritratti tipici di quel paese ed è una moneta cui viene riconosciuto un cambio 1:1 con la controparte inglese.

La Sterlina Inglese è l’unica moneta che ha valore legale in tutti gli stati del Regno Unito e tutti i paesi che hanno adottato questa valuta come le Channel Islands, la Isle of Man, Gibilterra, le Isole Falkland e St. Helena, Ascension and Tristan da Cunha.
Le rispettive varianti, come la Sterlina Scozzese, quella Nord Irlandese o quella della Isle of Man non hanno un valore legale propriamente detto, ma sono riconosciute per consuetudine solamente negli stati di emissione.

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Touché

 

Nel recente periodo sono tornati a soffiare venti indipendentisti e in tutta risposta la Bank of England ha già dichiarato che toglierà la copertura legale alle Sterline Scozzesi in caso di voto di indipendenza.

Immaginate di svegliarvi un giorno e ritrovarvi con il vostro conto in banca pieno di bei numeri che non valgono assolutamente nulla. Simpatico vero?
Eh ma volete mettere il gusto di poter dire di essere indipendenti?
A casa mia, nella ridente Rieti la saggezza popolare dice “vale più un gusto che un casale”. Ma questo modo di pensare è tipico di chi ragiona a breve termine.
Ma vorrei sapere cosa ne pensate voi: meglio essere indipendenti e poveri in canna o sottomessi e ancora in grado di pagare per il mangiare e i nostri vizi?

Che il dibattito abbia inizio…

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4 thoughts on “La sterlina: questa sconosciuta

  1. mommo94 ha detto:

    penso che difficilmente rinunceranno ai privilegi, sei anche tu de “reatae”? e sei ad edinburgo?

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  2. aleronte ha detto:

    Ma possibile che delle banche così vecchie e di queste dimensioni non abbiano una sorta di copertura di emergenza? Possibile che gli inglese rinuncerebbero, togliendo la garanzia sulla sterlina scozzese, ad una tale fetta di economia? Inoltre, dato che una scozia indipendente rimarrebbe in EU (da quel che si è capito fin’ora), non potrebbe essere a quel punto garante, anche se solo temporaneamente, la BCE?

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