Speciale Brexit #11: L’età dell’indipendenza

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2 febbraio 2017 di Scarpe Sciolte

Ebbene ieri, 1 Febbraio 2017, il parlamento britannico ha ufficializzato quel grosso tumore cerebrale metastatico chiamato dai più Brexit.

498 parlamentari hanno dato il loro parere favorevole sul fatto che questa pazzìa “S’ha da fare”.

Sicuramente molti di voi si staranno chiedendo cosa succederà adesso.
Verremo tutti deportati in vecchi e sgangherati treni merci mentre ci daranno da bere con gli idranti?
Verremo tatuati a forza e portati in campi di lavoro vestiti col pigiama a strisce?
Saremo costretti ad indossare i moon boot durante un’ospitata televisiva?
Vabbè mo non esageriamo…

Nonostante la brutta piaga che il nostro pianeta sta prendendo, non credo che succederà nulla di tutto questo, tuttavia adesso bisogna essere più attenti e lucidi che mai.

Ci tengo a precisare che, se effettivamente l’articolo 50 verrà invocato il prossimo Marzo, ci saranno due anni di tempo durante i quali avverranno negoziazioni, trattative e, perchè no, eventuali nuove “indipendenze” quindi tutto ancora è da decidere e da valutare.

In pratica, quello che succederà lo scopriremo nei prossimi mesi, in base a quali trattative avranno luogo tra UK e EU ed, ovviamente, quali risultati queste trattative saranno in grado di portare e quali meccanismi interni si avvieranno.

I temi principali sono ovviamente 2: Single Market e Frontiere. Il primo problema è di natura prevalentemente economica (si parla pur sempre di import/export), il secondo più di natura “Umana” (accesso al mercato del lavoro, permessi di soggiorno e altre cazzate che Goebbels spicciame casa).

Prima che cominciate a messaggiarmi con frasi di panico alla “MORIREMO TUTTI”, lasciatemi ripetere ancora una volta che non ci è dato sapere cosa succederà. Non ancora. Purtroppo.

Fintanto che le trattative non saranno concluse, e sappiate che potrebbero volerci 6 mesi come 1 anno come 2, non sapremmo se il Regno Unito resterà o meno nel Single Market e nemmeno se sarà necessario un visto per vivere e lavorare qui e, qualora mai servisse, come questo verrà rilasciato.

Non voglio dare false speranze, la situazione non è semplice ne allegra ma cerchiamo, per quanto possibile di restare lucidi ed evitiamo come sempre di cadere nel baratro delle notizie non verificate tipo “ho sentito…”, “mi hanno detto….”, “ho incontrato un unicorno e mentre mi prendeva a ciabattate mi ha detto che…”.
Vediamo cosa accade e restiamo informati al meglio delle nostre possibilità.

Adesso, finita questa breve parentesi vorrei fare una breve analisi del voto di ieri e delle eventuali ripercussioni che si avranno in territorio scozzese.

Nel parlamento britannico ci sono ben 650 MP (Member of parliament), 59 di questi sono i cosiddetti Scottish MP, ovvero i parlamentari eletti per il territorio scozzese.

Nella giornata di ieri, solamente un parlamentare scozzese ha votato in favore della Brexit: il Tory David Mundell, peraltro già responsabile dell’unico voto “scozzese” a favore di quella schifezza del Trident nel Clyde. Se volete saperne di più a riguardo, vi informo che all’epoca ci scrissi un articoletto sempre della rubrica “Pensieri”: Children of the atom.
‘Sto simpaticone di Mundel, tuttavia, non ha potuto nascondere il fatto che il 98% dei parlamentari scozzesi (praticamente TUTTI salvo Mundell) erano e sono contro la BREXIT.

Bello è? La Scozia, praticamente compatta, si staglia come sempre contro le schifezze imposte da Westminster… Peccato che sia tutto completamente inutile…
Perchè?
Beh, avete presente la battaglia al fosso di Elm? Parlo proprio dei momenti iniziali.
Prima dell’arrivo di Gandalf con i Rohirrim.
Avete presente quando inizia a tuonare e si illumina tutta l’armata di Saruman?
Avete presente quel momento in cui i soldati di Theoden e gli elfi si guardano intorno e si rendono conto che sono praticamente quattro gatti a confronto?
Ecco quello è più o meno il rapporto tra MP scozzesi e inglesi.

Purtroppo, infatti, i parlamentari inglesi sono in netto sovrannumero e, per quanto possa sembrare assurdo, il loro voto compatto rende praticamente nullo il contributo scozzese e irlandese.
Si pensi appunti a vicende importanti quelle sulla Brexit e sul Trident.
Scozia e Irlanda sono risultate essere delle povere e semplici succursali della potente Inghilterra, senza la minima voce in capitolo.

Inutile quindi dirvi che da ieri l’intera Scozia è in fermento ed, ovviamente, da questa mattina, l’ipotesi Indyref2 è sempre più tangibile.

Quello che ora mi piacerebbe condividere con voi è una sorta di arringa da avvocato del diavolo e voglio, per quanto le mie totali incompetenze in campo di politica internazionale mi mettano i bastoni tra le ruote, parlare di pro e contro di un eventuale indipendenza della Scozia dal Regno Unito.

Prima di venire lapidato da tutti gli aspiranti Wallace che albergano questo sconclusionato blog, lasciatemi spoilerare il fatto che sono un fervente attivista “Pro-indipendenza” ma in questa grigia ma stranamente calda giornata invernale, volevo provare un pò a vedere i reali contro di un’eventuale uscita, della terra dei cardi, dal Regno Unito che ormai di unito gli è rimasto solo il nome.

Partiamo a bomba con il discorso “Occupazione”.

In caso di Scottex cosa cambierebbe in termini di accesso al mercato del lavoro Inglese, Irlandese o Gallese?
Avendo un passaporto Scozzese, questo potrebbe garantirmi il libero accesso alle varie frontiere che si verrebbero a creare lungo gli Scottish boarders?
Ovvio che la risposta è fortemente legata alle eventuali negoziazioni che Holyrood dovrebbe portare avanti con Westminster ma certo è che la cosa non può essere presa sotto gamba.

Senza false ipocrisie, nella cara e vecchia Inghilterra, le opportunità lavorative ed i relativi salari sono generalmente parecchio superiori a quella che è la reale offerta del mercato lavorativo scozzese ed, in caso dell’istituizione di una vera e propria frontiera, questo potrebbe creare non pochi problemi a coloro i quali ricevessero un’offerta allettante nella terra che ha dato i natali a Shakespeare.
Anaologo problema si potrebbe verificare con le società che dalla Scozia scendono in Inghilterra per dei lavori temporanei.
Cosa accadrebbe a queste aziende? Che fine farebbero?
Cercando di restare quanto più lucidi possibile, il quantitativo di lavoro che si svolge attraverso il Regno Unito svolge un ruolo economicamente più sostanziale di quello che si svolge tra Scozia ed Europa.
Questo dato, se evitiamo populismi e frasi scontate da bar, non può essere ignorato.
D’altra parte se voi doveste scegliere tra perdere 20 e perdere 80 cosa scegliereste di perdere?

Ora, fatta la parentesi “mercato del lavoro”, passiamo senza indugio alcuno al problema “valuta”
Qualcuno di voi già saprà che ci sono attività commerciali che, nella cara e dolce Inghilterra, si rifiutano di accettare cartamoneta scozzese, nonostante abbia lo stesso valore di quella inglese. Non è raro trovare negozi con cartelli sulle vetrine in cui si dice “ci scusiamo ma non accettiamo denaro Scozzese”. Un pò come se, quando c’era la lira, il tabbaccaio sotto casa si fosse rifiutato di prendere le monete coniate dalla zecca del Vaticano. Assurdo no?
Ebbene questo è quello che capita su base giornaliera in territorio inglese…
E dire che siamo ancora “Regno Unito”…
Le domande che mi frullano per la testa sono semplicemente due:
Cosa accadrebbe al valore nominale di una sterlina Scozzese in caso di Scottex?
E come verrebbe “vista” in Inghilterra?

Io non so voi, ma sento molto forte il rischio inflazione e, per quanto se ne dica, la svalutazione della moneta locale è sempre un bel problema. Specialmente per quelle nazioni che, a causa del clima o di altri fattori, sono obbligati ad importare grosse quantità di beni primari dall’estero (frutta e verdura in primis).
Diciamo che in caso di Scottex, la Scozia, dovrebbe avere la possibilità di accedere al Single Market quindi dovrebbe avere meno problematiche in termini di facitilità di importazione ma, nonostante eventuali “sconti” sulle importazioni provenienti dal territorio europeo, avremmo sempre il rischio inflazione che comporterebbe comunque a bruciare quello “sconto” a causa di costi alla fonte nettamente più alti.

La mia terza maggiore preoccupazione in caso di Scottex, sarebbe il Single Market.
Ma non il Single Market Europeo, bensì il Single Market “UK”.
Si perchè il single market altro non è che un concetto di confini e frontiere semplficate e, come tale, può essere applicato ad ogni contesto in cui si ripristinino dei confini il cui accesso vada in qualche modo regolamentatato.

Magari qualcuno non ci avrà pensato ma, in caso di indipendenza, si verrebbero a creare le stesse problematiche che avrà il Regno Unito con l’acesso al Single market europeo.

In pratica questo è quello che è esempre accaduto da quando esiste il Regno Unito e l’Unione Europea.

UK ↔ EUROPA

Dopo la Brexit si avranno queste differenti situazioni:

Situazione Europea post-Brexit
UK ← | → EUROPA

Situazione Nazionale post-Brexit
Scozia ↔ Inghilterra ↔ Galles ↔ Irlanda del nord ← | → Irlanda

La doppia freccia blu rappresenta il libero accesso di beni e persone.
La freccia sbarrata rossa altro non è che la dogana regolamentata (e tassata).

Qui sotto, invece, quello che succederà in caso di Scottex (dando per buono l’accesso della Scozia al single market europeo)

Situazione Europea post-Brexit e post-Scottex
Scozia ↔ Irlanda ↔ EUROPA
Inghilterra ↔ Galles ↔ Irlanda del nord ← | → EUROPA

Situazione Nazionale e post-Scottex
Scozia ↔ Irlanda ← | → Inghilterra/Galles/Irlanda del nord

Quello che si verrebbe a creare sarebbe un caos infinito fatto di confini e dogane dove, a conti fatti, ci rimetterebbe chiunque.

Inutile infatti negare che la maggior parte del fatturato fatturato che la Scozia produce, si ottiene proprio all’interno del Regno Unito mentre i rapporti commerciali con l’Europa, seppur di importanza strategica, non sono, in termini di fatturato, così sostanziali come quelli che avvengono all’interno dell’isola di sua maestà.

Ora la domanda che mi gira per il cranio è “uscendo dal Regno Unito” in che modo il mercato ne risentirà?
Ovvio è che, vada come vada, ci sarà sempre una qualche forma di perdita e/o di riassestamento e, a meno che non veniamo dalla montagna del sapone, sappiamo bene che questo comporterà instabilità e, di rimando, possibile recessione. Con o senza Scottex.

La reale motivazione per cui ho scritto questo brutto articolo (perdonatemi gli eventuali errori ma sto scrivendo mentre lavoro e non sempre riesco a fare le cose per bene come vorrei…) giusto per cercare di avere un dibattito civile con voi per conoscere i vostri pensieri e le vostre preoccupazioni circa un nuovo referendum di Indipendenza che, da questa mattina, sembra essere più concreto che mai.

Voi siete pro o contro un’evenutale distacco del Regno Unito? Perchè? Cosa ne pensate?
Che il dibattito abbia inizio qui sotto nei commenti o, magari, nella più comoda e pratica pagina facebook di Scarpe Sciolte.
Mi piacerebbe proprio per poter fare due chiacchiere insieme.

Sia mai che ne esce qualcosa di carino…

In bocca al lupo gente
Ste

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6 thoughts on “Speciale Brexit #11: L’età dell’indipendenza

  1. Claudio Massimo ha detto:

    Ciao Stefano, premetto che non sono un economista ma ho studiato un po’e, seppure opinabile, una mia idea me la sono fatta. Vivo in Scozia da quasi due anni e sento nei confronti di questa terra e questa gente una sorta di debito di riconoscenza perché a 53 anni suonati qui ho trovato quel lavoro che in Italia era un miraggio. Fatta questa premessa, credo che un’uscita della Scozia dall’UK porterebbe di certo dei gran casini, ma anche gli Inglesi ne uscirebbero con le ossa rotte, non fosse altro che per una questione di immagine. Inoltre credo che la Ue darebbe sostanziali aiuti economici alla neonata Scozia Indipendente, non fosse altro che per dare uno smacco alla perfida Albione. Ciò detto, la mia curiosità è un’altra: che tipo di governo si avrebbe? Una Repubblica? Una monarchia costituzionale? E chi sarebbe il/la pretendente al trono? Comunque credo che una Hard Brexit sia contro gli interessi di tutti, UK in primis. Ma si sa che le guardie poste all’entrata dei palazzi del potere sono messe lì per bloccare l’entrata del buon senso.

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    • Scarpe Sciolte ha detto:

      Claudio io la penso esattamente come te e sono convinto che, nonostante i problemi elencati da Federico, un’eventuale Scottex non potrebbe che far bene a questa piccola nazione.
      Io sono del parere che si avrebbe una repubblica parlamentare non diversa dal sistema italiano o francese o tedesco.
      Ma queste ovviamente sono solo supposizioni.
      Io, come detto all’inizio dell’articolo, ancora sono del parere che “st’inglesi hanno rotto gli zebedei”

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      • Mike - L'uomo da un braccio solo ha detto:

        Salve. Da Italiano amante della Scozia, sebbene impossibilitato ad andarci per una sequela di motivi che non sto qui a elencare mi permetto di consigliare qualche blog o sito che parla di politica scozzese o indipendenza.

        L’ottimo ScotGoesPop di James Kelly: http://scotgoespop.blogspot.it/

        o Wings over Scotland, ottima macchina smacchiabufale dei media:http://wingsoverscotland.com/

        Ce ne sono molti altri ovviamente, ma credo che qui si possano trovare ottimi spunti e qualche risposta anche ai quesiti di Claudio Massimo.

        Comunque sia, da quello che ho capito la maggior parte degli scozzesi, soprattutto i pro-indy, vedrebbero di buon occhio una Repubblica. Una monarchia sarebbe comunque molto difficile, visto che biosgnerebbe trovare quantomeno il bis bis nipote di Maria Stuart :-D.

        A risentirci e complimenti per il blog.

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      • Scarpe Sciolte ha detto:

        Grazie per il contributo! Sicuramente domani ho qualcosa di nuovo da leggere 😉
        Ste

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  2. A. T. ha detto:

    Buonasera Sig. Stefano. Mio malgrado sono capitato sul Suo blog ed ho letto cose che non mi fanno affatto piacere ed offeso come cittadino Inglese: definire la scelta DEMOCRATICA presa da milioni di Britannici ” un grosso tumore cerebrale metastatico” mi sembra a dir poco assurdo. Ma lei chi si crede di essere? Se a Lei e a tutti gli Italiani che risiedono nel Regno Unito (e che quindi lavorano e mangiano grazie a questo paese) non sta bene questa situazione siete liberissimi di alzare i tacchi, nessuno vi ha chiesto di venire qui. Per quanto riguarda l’eventuale indipendenza della Scozia non credo avverrà mai per il fatto che la Scozia senza l’Inghilterra vale 0. Le auguro una buona serata ed a giudicare con meno saccenza e più umiltà la decisione presa dalla maggioranza di un popolo sovrano.

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