Pensieri: la lenta transumanza

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6 ottobre 2016 di Scarpe Sciolte

Da questa mattina ho la bacheca di Facebook intasata da una simpatica indagine svolta dal nostro ministero degli esteri. Mi é venuta una voglia matta di scrivere qualcosa a riguardo e quale migliore rubrica di quella della serie “Pensieri”?
Anche questa volta partirá un monologo noioso come un film d’autore e interessante come una puntata di un posto al sole che, piú che un articolo é uno sfogo a voce alta, come fanno gli anziani mentre guardano un cantiere.
Vabbé, senza perdere ulteriore tempo, lasciatemi iniziare…

Un report diffuso stamattina indica che nel 2015, il numero totale degli expat é stato di 107mila unitá e sembra che anche quest’anno tale fenomeno non sia diminuito, anzi, sembra stia persino aumentando.
Avrei voluto ignorare questa cosa, come ormai ignoro il 90% dell’informazione spazzatura proveniente dal belpaese ma non ci sono riuscito…
Lasciatemi quindi dire la mia.
Nel 2015, tra le silenziose fila di quell’esercito fatto di speranza e di voglia di riscatto, c’eravamo pure noi…
Eravamo armati fino ai denti. Armati di determinazione e di voglia di cambiare. Di non continuare a vivere passivamente una situazione in cui il lavoro non é un diritto ma un lusso, in cui devi vergognarti anche solo di provare a pensare di accedere ad un mutuo, una realtá in cui la “reference” diventa, in un meccanismo silenzioso ed inesorabile, una raccomandazione. Necessaria. Obbligatoria. Data per scontata.
Questo esercito non era costituito solo da ragazzi e ragazze che “vogliono farsi l’esperienza”, ma anche da uomini e donne, bambini appena nati e che ancora devono nascere, anziani e malati cronici che, stanchi del non dormire piú la notte per colpa di un futuro incerto e meno stabile di una ripresa amatoriale fatta da Papa Wojtila ai tempi d’oro, hanno messo in gioco loro stessi e si sono lanciati in un’avventura piena di insicurezze e difficoltá. Un’avventura difficile ma, al contempo, gratificante.
Complice di questa “emigrazione di massa”, una politica che dopo un ventennio di “destra”, che ha agito oltre ogni limite imposto dalla decenza, é riuscita a trovare il modo per scavare sempre piú in basso, trovando sistemi sempre nuovi e all’avanguardia per ignorare le reali necessitá e i reali problemi di un paese che viaggia su un binario morto in cui tutti hanno da perdere. Tutti tranne il conducente.

É inutile girarci intorno, l’Italia é un paese che potrebbe essere una potenza economica di spicco e che, invece, si ritrova ad essere una specie di macchietta che serve piú per far fare bella figura che altro. Avete presente quando le ragazzine vanno in giro con le amiche bruttine per risaltare meglio alle giostre del paese?
Ecco, noi siamo quella bimbetta bruttina, con l’apparecchio, i capelli sott’olio e le gambe storte, che serve per far fare bella figura alle altre bambine.
Meglio se dai capelli biondo teutonici.
Siamo semplicemente un paese allo sbando, in cui ogni livello é ricolmo da una sorta di apatica accettazione.
Accettazione che tutto é cosí e cosí deve essere e, sopratutto cosí sará.
Ovvio che la colpa non puó essere solo delle istutizioni. Basta vedere le bacheche dell’italiano medio per capire che qualcosa si é rotto. Da quando c’é internet abbiamo la possibilitá di accedere senza limitazione alcuna, ad ogni tipo di informazione. Grazie al web potremmo essere esperti di politica, attualitá e scienza e, nonostante questo, siamo in balia della peggior DC, crediamo che il Brexit sia un “dono divino” e facciamo le campagne anti-vaccinazione convinti che i bambini possano diventare “autisti”.
Qualcosa indubbiamente si é rotto.
Ovvimente io non sono nessuno per poter parlare di politica, di destra, di DC travestita da sinistra, di economia, di immigrazione, di futuro.
Sono solo un immigrato che sta “rubando il lavoro” agli scozzesi…
Un abbraccio
Ste

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3 thoughts on “Pensieri: la lenta transumanza

  1. Daniel ha detto:

    Incredibile come tu sia riuscito a sintetizzare il mio pensiero e a renderlo meno cupo con la tua ironia . Sei un grande

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  2. Luigi V. ha detto:

    L’italia è come il Titanic dopo aver colpito l’iceberg.

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