La Scarpa Sciolta del Mese #5: Ilaria

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3 settembre 2016 di Scarpe Sciolte

Dopo un essere stati “a riposo” per un paio di mesi, causa Brexit, torniamo a bomba con una nuova intervista della rubrica piú conosciuta dalle casalinghe di Alberobello: La Scarpa Sciolta del Mese.
Ospite di oggi é Ilaria, Milanese trapiantata a Glasgow, arrivata in territorio scozzese da pochi mesi, ma con quasi 3 anni di esperienza “da immigrata” fatta direttamente nella umida e verde Inghilterra.
Vabbé, senza indugiare oltre, mi sembra piú che doveroso chiederti di parlarci di te!
Pronti? Via!

Innanzi tutto ti do un po’ di informazioni base 🙂 Mi chiamo Ilaria, ho 26 anni e vengo da Cologno Monzese in provincia di Milano. Ora vivo a Paisley, che è un paese vicinissimo a Glasgow (sono praticamente 10 min di treno da Glasgow Central), con il mio ragazzo. Vivo qui da Marzo 2016, quindi pochi mesi, ma in realtà siamo arrivati in UK quasi tre anni fa, a Ottobre 2013 per essere precisi.~
Come la maggior parte degli italiani in fuga, la nostra esperienza è iniziata da Londra, dove ci siamo rimasti per 2 anni e mezzo.
Visto che ci siamo, perché non ci racconti per quale motivo hai lasciato lo stivale per la vecchia isola di sua maestá?
Il motivo principale per il quale ci siamo trasferiti è stato ovviamente trovare lavoro ed eventualmente costruirci una vita qui. Eeravamo stufi della nostra situazione lavorativa in Italia, tutti questi strani contratti e precariato, eravamo in una situazione da cui non riuscivamo ad uscire. Io lavoravo part-time 16 ore a settimana in un call center, un lavoro che sinceramente non mi piaceva, ma pur avendo studiato lingue straniere era la cosa migliore che fossi riuscita a trovare. Il mio ragazzo lavorava come cuoco anche lui part-time. Io lavoravo in un posto abbastanza “onesto” per quanto riguarda i contratti, quindi dopo avermi rinnovato un contratto di 6 mesi per due volte è scattato l’indeterminato. Un contratto a tempo indeterminato part-time da 16 ore a settimana. Nel mentre ho provato a cercare altro, ma tutto quello che mi offrivano erano contratti di pochissimi mesi e poi chissà. Il mio dilemma era, prendermi il rischio di prendere un lavoro full-time per pochi mesi e sperare che poi mi rinnovassero il contratto oppure restare li dov’ero e avere almeno quelle 500/600 euro al mese garantiti, che mi bastavano perchè vivevo ancora con i miei, ma sentivamo comunque il bisogno di essere un po’ più indipendenti e ti trovare un posto per noi, e con ciò che guadagnavamo non ce lo potevamo permettere. Certo, potevo anche decidere di fare carriera all’interno del posto dove lavoravo, ma l’idea non mi allettava affatto. Tutto ciò iniziava a diventare davvero frustrante tanto che avevo iniziato a soffrire di attacchi di panico. Il mio ragazzo era più o meno in una situazione molto simile e quindi su consiglio di amici abbiamo deciso di trasferirci a Londra. In quel periodo c’erano un paio di nostri amici che già si erano trasferiti e ci avevano detto delle opportunità che si potevano avere e quindi abbiamo deciso di farlo.
Una volta arrivati e “sistemati” a Londra abbiamo iniziato a cercare lavoro. Io ho trovato lavoro più o meno in due settimane come Retail Assistant in una bakery [pasticceria Ndr], il mio ragazzo dopo un mese ha trovato sempre lavoro come cuoco in un pub.
Nel mio primo posto di lavoro ho iniziato ad appassionarmici dopo pochi mesi e così ho continuato, e dopo un po’ ho iniziato a lavorare nella cucina, dove ho imparato a fare dolci e decorare torte. Ho cambiato un po’ di posti di lavoro per vari motivi, sempre nello stesso campo ovviamente, però ciò mi ha permesso di vedere cose diverse, di imparare più velocemente e di farmi una “carriera”, lo faccio come lavoro tutt’ora.
Dopo tutto questo, ti chiederai, si, ma come ci sei arrivata in Scozia?

Ferma ferma ferma! Qui le domande le faccio io!
Allora, fammi pensare…
Ok, ce l’ho!
Come mai sei arrivata in Scozia?

Dopo più o meno un annetto passato a Londra ci siamo accorti di alcune cose. Prima di tutti i costi: Londra è estremamente costosa, soprattutto in termini di affitti!. I mezzi, che pur essendo efficienti sono una bella spesa ogni mese. La vita è frenetica, davvero troppo frenetica! E ve lo dicono due che sono nati e cresciuti a Milano.!Ogni posto di lavoro è da pazzi, davvero troppo busy. E poi ci sono troppe persone, (più di 8 milioni di abitanti)! In 2 anni e mezzo abbiamo cambiato 4 case per un motivo o per un altro. Condividere una casa con degli sconosciuti non è così semplice come sembra, ognuno ha il suo carattere, le sue manie, le sue abitudini, la propria vita, ma una appartamento tutto per noi non ce lo potevamo permettere. Contate che nell’ultimo anno pagavamo £900 (bills inclusi, almeno quello!) per una stanza doppia in un appartamento con due stanze da letto in seconda zona. E l’appartamento in questione non era nanche eccezionale se così si può dire. Era ok, ma di certo non valeva tutti quei soldi. Le leggi sugli affitti cambiano velocemente e negli ultimi mesi è diventato difficile trovare stanze per coppie di una misura decente. Insomma, eravamo un po’ stufi e quindi avevamo preso in considerazione l’idea di trasferirci da qualche altra parte, magari un posto un po’ più tranquillo, e così dopo un po’ abbiamo deciso di trasferirci in Scozia. Eravamo indecisi tra Glasgow ed Edinburgo, ma alla fine, essendo appassionati di musica, abbiamo deciso Glasgow. che di queste cose abbonda! E poi in tutta la Scozia in genere si possono fare delle bellissime gite fuori porta a pochi kilometri di distanza da casa tua. Anche in Inghilterra ce ne sono di posti belli in mezzo alla natura, ma solo per uscire dalla città devi spendere £20 di treno, invece qui è tutto più vicino. Ci sono davvero tante cose da vedere qui
Eccoci quindi arrivati qui a Paisley 🙂

Sei stata piú esaustiva di una puntata speciale di Super Quark!
Complimenti!
Adesso peró perché non mi racconti come é stato il tuo primo mese nel Regno Unito? Quali erano le tue principali preoccupazioni?

Forse per la maggior parte della gente le difficoltà sono trovare una stanza, la lingua e la ricerca del lavoro. Ecco, sinceramente per me le difficoltà del primo mese sono state le incertezze. Appena arrivata ovviamente non sapevo cosa aspettarmi, avevo un sacco di domande per la testa, del tipo “Mi basteranno i soldi fino a che troverò un lavoro?”, “E se non trovo un lavoro cosa faccio?” “Chissà che lavoro troverò” ecc. Forse è un po’ da paranoici eheh, però è la verità. Ho fatto un po’ di colloqui prima di trovare il mio primo lavoro, e ogni volta che non mi ricontattavano un po’ mi demoralizzavo, perchè in realtà non avevo nessuna “skill” per il tipo di lavori che potevo fare appena arrivata, ma avevo tanta voglia di imparare qualsiasi cosa. Tutto ciò poi si è risolto trovando il mio primo lavoro dopo due settimane.

Diciamo quindi pure che, una volta risolto con il lavoro, ti sei “calmata” ed hai avuto modo di gettare le basi per quella che attualmente é la tua vita “british”.
Visto che ormai sono quasi 3 anni che ti trovi in territorio anglofono, perché non ci racconti quali sono gli aspetti positivi che da subito ti hanno colpito, arrivando nel Regno Unito?

Aspetti positivi? Dal mio punto ti vista ce ne sono davvero tanti. Forse la prima cosa che mi ha colpito subito è la trasparenza con la quale vengono affrontate le cose burocratiche, dal contratto di lavoro ad aprire un conto bancario. Secondo me è stato molto più facile sbrigare queste faccende qui in Uk che in Italia, anche se eravamo qui da poche settimane tutto ci è sempre stato spiegato in modo abbastanza chiaro e semplice.
Poi ovviamente la facilità con la quale si trova lavoro e le opportunità, anche se non hai particolari qualifiche. Qui la meritocrazia esiste per davvero, se sei bravo e ti impegni hai la possibilità di andare avanti e far carriera in qualsiasi posto, lo so, è una cosa che probabilmente dicono tutti, ma è la verità! Io ho avuto l’opportunità di imparare un lavoro che non avevo mai fatto in vita mia. E poi non esistono tutti i contratti strani che abbiamo in Italia. Qui sei per tre mesi in prova, se gli piaci ti tengono e a quel punto il tuo contratto è a tempo indeterminato, punto.
Anche i mezzi ti trasporto è una di quelle cose che mi ha colpito abbastanza. Sono molto efficienti, ci sono dappertutto e sono collegati bene. Certo, sono costosi, però tutto ha un prezzo! E poi i parchi, anche Londra, essendo una grande metropoli ha dei parchi bellissimi, per la Scozia non conta, sei circondato da natura ovunque!
C’è anche uno spirito diverso tra la gente qui, si fa meno fatica ad accettare le novità. Questo permette di trasformare una novità di qualsiasi tipo in un profitto, cosa che secondo me in Italia manca.

Diciamo pure tranquillamente che la semplicitá burocratica, la meritocrazia e le opportunità lavorative sono un pó un evergreen, nel senso che chiunque abbia avuto a che fare con gli UK si é ritrovato ad impattare in un mondo diverso, fatto di semplicitá ed opportunitá. Cosa che ormai in Italia é piú rara di un tesserato del PD.
Ora peró, passiamo a qualche “frivolezza”: Parlaci della cosa piú strana che hai visto!
Mmmh, non direi strana, più che altro curiosa o forse qualcosa a cui non siamo abituati noi. Ce ne sono un po’ devo dire, ma forse la cosa che mi perseguita sono i bagni senza le finestre! Ahah! Qui quasi in tutte le case il bagno non ha una finestra, ma in generale il modo in cui sono fatte le case è abbastanza curioso.
E’ stato molto curioso anche vedere le diffierenze tra nord e sud Uk, sia linguistiche che culturali e scoprire che gli Inglesi non sanno assolutamente nulla di quel che succede in Scozia! Quando stavo per trasferirmi in Scozia ho cercato di trarre qualche informazione da amici Inglesi, ma con nessun risultato soddisfacente. Forse l’unica cosa che sanno è che “fa freddo e piove sempre”, oppure ti dicono che non c’è nulla, o che la Scozia è povera e non c’è lavoro (ovviamente non è vero). Per non parlare delle leggende su Glasgow e Paisley. Qui tutti dicono che Paisley è brutta e succedono un sacco di cose brutte, ma in realtà non è male! Secondo me sono solo abituati ad uno standard diverso, io dico sempre che se venissero nell’Hinterand milanese, che è dove sono cresciuta, se la darebbero a gambe in due secondi! Per esempio qui vivere in un appartamento è abbastanza strano, sopratutto se hai famiglia, loro preferiscono vivere nelle villette con il giardino e una stanza per ogni figlio. In Italia vivere in un appartamento e condividere la stanza con il proprio fratello/sorella è del tutto normale! E poi tutti si domandano perchè da Milano sono finita in Scozia, nessuno riesce a concepire perchè io abbia lasciato il paese dove c’è sempre il sole per venire in un posto dove piove sempre eheh! Si basano solo sulla meteorologia loro ahahah!
Per quanto riguarda il cibo non mi sono trovata malissimo, in generale non sono affatto schizzinosa, ma una cosa strana per me è la quantità di patatine fritte che ordinano! Patatine fritte ovunque e con ogni pietanza! Ordini una lasagna? Ovviamente con contorno di patatine fritte no?! E anche la Irn-Bru! [Sulla Iron Bru, apriró un discorso a parte! Promesso! Ndr]

Come é il tuo attuale rapporto con il bel paese?
Se devo essere sincera non ho un grande rapporto con la mia patria. Certo ho lasciato tutti gli affetti, la mia famiglia e amici e questo mi dispiace, ma non ho mai sentito tutto questo senso di appartenenza all’Italia, so che forse è triste da dire, ma è così. Ho sempre avuto la senzasione che il mio paese non mi abbia mai rispecchiata, in un certo senso ho sempre saputo che un giorno me ne sarei andata, ma non sapevo ne quando ne dove. Tante volte mi è stato chiesto “ma sei sicura di essere Italiana?”, in modo scherzoso, perchè dal mio carattere non si direbbe eheh. Però sono sempre molto orgogliosa del nostro panorama culinario, Mi piace andare in giro, viaggiare e assaggiare piatti provenienti da paesi diversi, però la varietà che abbiamo in Italia è davvero unica. E te lo dice una che ha imparato a fare colazione con “egg and bacon roll”!

Vuoi o non vuoi Glasgow é famosa per una cosa in particolare: il dialetto che, ai piú (me comprenso) risulta essere di una difficoltà estrema.
Tu, come ti trovi cole “Glaswegian slang”?

Tutte le volte che mi fanno questa domanda mi viene sempre da ridere, non so perchè, forse perchè il Glaswegian lo trovo buffo! Il primo mese è stata un po’ dura, il gap linguistico da Londra a Glasgow è davvero enorme, per non parlare di Paisley. Per i primi due mesi ho lavorato in un ristorante a Paisley, erano tutti, ma proprio tutti scozzesi di Paisley e dintorni, io ero l’unica non-scozzese e all’inizio ho fatto un po’ di fatica a capirli, poi con il passare del tempo ho iniziato a capirli di più. Per esempio, quando parlavano con me li capivo, ma quando iniziavano a parlare in slang stretto tra di loro era incomprensibile! Riuscivo a capire il topic della conversazione, ma per il resto zero! Ovviamente loro sanno di essere incomprensibili e quindi ti chiedono sempre se stai capendo quel che dicono, e se non capisci ti aiutano, questa è una cosa che ho apprezzato molto. Però non parlano tutti così, dipende dall’età, da che scuole hai fatto, se hanno vissuto fuori dalla Scozia per un periodo e altre cose. Il capo del posto dove lavoro ora è sempre dell’area, ma ha un modo di parlare abbastanza neutro e non ho assolutamente problemi a capirla e così per tante altre persone. Però mi piace che abbiano il loro modo di parlare, ogni giorno impari parole, frasi e modi di dire diversi che si usano qui, tutto ha sempre quel tocco di glaswegian humor! [Da non confondere con il Glaswegian smile… Ndr]

Una cosa che personalmente ho apprezzato vivendo qui in Scozia é stato il riappropriasi della propria vita, del proprio tempo. Il livello di frenesia é nettamente inferiore rispetto a tante altre nazioni, senza dover per forza scomodare Londra e, questo, mi ha permesso progressivamente di riprendere mano a passioni interrotte da tempo. Immagino anche tu, come il sottoscritto, avrai del tempo libero e non mi dispiacerebbe se ci raccontassi come lo investi!
Essendomi trasferita da poco a Glasgow non conosco molta gente, quindi per lo più passo il mio tempo libero con il mio ragazzo quando siamo off tutti e due insieme, facendo gite fuori porta dato che la Scozia offre davvero tantissime cose belle da visitare, andiamo a vedere concerti o suoniamo un po’ in casa dato che siamo appassionati di musica o semplicemente anche andare a prendere un caffè, andare in pub per una birra oppure facendo da guida turistica a qualche amico o parente che ci viene a trovare 🙂 Lui ha fatto qualche amicizia in più di me, c’è un Comic Book store in zona che organizza ogni sera giochi e attività diverse e qualche volta, lavoro permettendo, spende del tempo li. Io invece ho scelto di impegnare il mio tempo con un secondo lavoro. Cioè, tecnicamente è un lavoro perchè vengo pagata, però è una cosa che faccio con piacere. Siccome mi sono molto appassionata al mio lavoro, oltre a quello full-time, spendo anche qualche ora a settimana a fare torte e cupcakes per una ragazza che ha un piccolo business. In realtà sembra davvero troppo lavoro, ma lo faccio con piacere, poi siamo tutti ragazzi giovani più o meno della stessa età, quindi l’ambiente è molto rilassato e per questo motivo non mi pesa affatto passare qualche ora a settimana li.
Quando eravamo a Londra abbiamo avuto l’occasione di fare degli amici con cui siamo ancora in contatto, sono più che altro gente con cui abbiamo condiviso le case in cui siamo stati o colleghi di lavoro. Li spendavamo la maggior parte del tempo con loro perchè si lavorava molte più ore rispetto ad ora e quindi non avevamo tutto questo tempo libero, oppure quando lo avevi eri stanchissimo, però son state delle belle esperienze. Ora per fortuna abbiamo molto più tempo libero rispetto a quando vivevamo a Londra, quindi speriamo di conoscere più gente, e magari trovare qualcuno con cui suonare 🙂

Quali sono le motivazione che ti spingerebbero a tornare in Italia e quali ti tengono ancorata a terra?
Motivi per prendere l’aereo per casa oggi stesso, sinceramente, oltre alla mia famiglia e amici, non riesco proprio a trovarne. Vabbè, magari un po’ il cibo dai ehehe. Non dai, non voglio parlare di questo stereotipo, in realtà il cibo qui non è male, però a volte ho un po’ di nostalgia del cibo di casa. Però davvero, a parte il fatto che ho la famiglia lontana, sono abbastanza contenta di essere qui. Non torno neanche tanto spesso in Italia a dire la verità, massimo una volta all’anno, mi piace girare e vedere posti nuovi in genere, solo l’idea di tornare a Milano ogni volta che ho le ferie mi fa sentire come se stessi sprecando tempo. Per quanto riguarda i miei amici più stretti, siamo un po’ tutti sparsi per il mondo oramai, però mi manca uscire con loro, andare nei nostri posti preferiti, andare a vederli quando suonano, o andare a vedere amici di amici di amici quando suonano, suonavo anche in una band quando ero in Italia e ovviamente mi manca molto anche quello.
Finito il momento nostalgia, tutto sommato sono contenta di essere qui e son convinta che trasferirmi sia stata la cosa migliore. Tutte le sicurezze che ho qui, in Italia penso non le avrei mai avute. Poi mi piace che ci siano tante opportunità, se ti stufi di un posto di lavoro puoi sempre cambiare e avere comunque le stesse sicurezze. Rende il tutto un po’ meno monotono! Io personalmente mi stuferei a lavorare sempre nello stesso posto di lavoro per tutta la mia vita, o per 20, 30 anni, è bello cambiare a volte. Il problema è che in Italia non lo si può fare, perchè se trovi un posto che ti da una mezza sicurezza devi tenerlo stretto per tutta la vita!

Se avessi a disposizione un Tardis, tornando indietro nel tempo a qualche mese prima della partenza, considerando tutte le esperienze vissute, cosa faresti per prepararti al meglio?
Non saprei, in realtà tutte e due le volte in cui ci siamo spostati eravamo abbastanza organizzati, quindi ti direi che probabilmente rifarei tutto esattamente nello stesso modo. Forse l’unica cosa che avrei voluto cambiare è stata la scelta della città, magari prima di buttarmi a pesce su Londra avrei potuto considerare qualche altra opzione, ma va bene così in realtà, non fossi andata prima a Londra, probabilmente ora non sarei qui in Scozia! E non fossi andata a Londra probabilmente non avrei avuto l’opportunità di imparare il mio lavoro e altre skills utili. Probabilmente non avessi fatto quell’esperienza non sarebbe stato così facile trovare lavoro a Glasgow. Insomma, tutto accade per un motivo, no? 🙂

Un consiglio a chi ci legge dallo stivale e che vorrebbe darsi alla macchia come te!
Potrei soltanto dire che quel sogno può diventare benissimo realtà, basta volerlo!
Però voglio essere realista, ci sono un po’ di cose da considerare se volete farlo, perchè ovviamente qui, come in qualsiasi altro posto al mondo, nessuno ti regala nulla!
Per prima cosa risparmiate, tutto sarà molto più facile e meno frustrante se avete una piccola sicurezza economica. Seconda cosa, se non siete ferrati sulla lingua, fate un corso, soprattutto se volete trasferirvi in Scozia! L’accento scozzese è molto particolare, anche gli inglesi stessi a volte fanno fatica a capire certe cose. Certo, dopo un po’ ci si fa l’abitudine, però meglio arrivare il più preparati possiblie no? Anche perchè ciò vi permetterà avere più chance nel trovare lavoro. Terza e ultima cosa, abbiate pazienza, con quella si ottiene tutto. Dopo di che partite e godetevi la Scozia, non ve ne pentirete 🙂
Dopo tutto ciò spero non vi abbia annoiato, se volete dei consigli o avete delle domande domade riguardo al trasferirsi o vivere a Glasgow (o anche a Londra) chiedete pure! 🙂

Siamo anche oggi arrivati alla fine di questo nuovo incontro! Voglio ringraziare Ilaria per il tempo speso nello scrivere questa breve intervista e, come sempre, voglio anche ringraziare tutti voi che bazzicate questo bloggaccio che spero vi intrattenga almeno quanto intrattiene me 😉
Ora, con la Scarpa Sciolta del mese chiudiamo qua (per oggi), e vi do appuntamento a Sabato 1 Ottobre con una nuova intervistina della serie “La Scarpa Sciolta del Mese”.
Lasciatemi chiudere questo articoletto dicendo che se volete partecipare o avete amici, parenti, nemici, lontani conoscenti che sarebbero perfetti per questa rubrica, non dovete fare altro che mandarmi un messaggio privato sulla pagina facebook www.facebook.com/ScarpeSciolte e, diligente come un militante di sinistra disoccupato, ci penseró io ad organizzare il tutto!
Vi mando un abbraccio di quelli che a Glasgow se li sognano 😉
Ste

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11 thoughts on “La Scarpa Sciolta del Mese #5: Ilaria

  1. lauryn77 ha detto:

    Come tua assidua e fedele lettrice non potevo non leggerla tutta, anche se ho dovuto farlo in tre tranche, prima di andare al parco con la piccola, prima di fare la spesa ed ora nel rilassante post prandiale 😀 Ce l’ho fatta! E sai una cosa? Porca miseria assomiglia troppo alla protagonista del romanzo che sto scrivendo! Volevo chiederle, se ha voglia, di approfondire il discorso attacchi di panico. In Scozia va meglio visto che la vita è meno frenetica, vero?

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    • Ilaria Tarantino ha detto:

      Ciao! In realtà avevo iniziato a soffrire di attachi di panico quando ero ancora in Italia, nel periodo poco prima che decidessi di partire per Londra, poi una volta arrivata li non ne ho più avuti. Quindi non sono dovuti dalla vita frenetica, ma penso più al fatto che quando ero in Italia non riuscivo a vedere una via d’uscita dalla situazione frustrante in cui ero.
      Certo ora che sono in Scozia sono ancora più tranquilla. A Londra, per quanto mi riguarda, secondo me il problema non è proprio la vita frenetica di per se, anzi, sono il tipo di persona a cui piace sempre essere impegnata, ma il fatto che nei posti di lavoro sei continuamente stressato dai tuoi capi per le cavolate e ti vedono più come una macchina che come un umano. Almeno, questa è stata la mia esperienza 🙂

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      • lauryn77 ha detto:

        grazie Ilaria, sono di milano anche io e capisco cosa intendi. sono contenta che le crisi di panico ti siano passate, ne ho sofferto in passato e tranne qualche rara occasione, ne sono uscita. la situazione lavorativa incerta è un fattore determinante. a me fa tanto anche il caldo asfissiante di milano, infatti d’estate sono intoccabile. in bocca al lupo per tutto!

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    • Ilaria Tarantino ha detto:

      Ciao! In realtà avevo iniziato a soffrire di attachi di panico nel periodo poco prima di decidere di partire per Londra, poi una volta arrivata li non ne ho più avuti. Penso siano dovuti al fatto che quando ero in Italia non riuscivo a trovare una via d’uscita dalla situazione frustrante in cui ero.
      Ora in Scozia sono più tranquilla. La cosa che mi dava più fastidio di Londra non era troppo la vita frenetica, anzi, sono il tipo di persona a cui piace sempre essere impegnata, ma il fatto che quasi su tutti i posti di lavoro sei continuamente stressato dai tuoi capi per qualsiasi cavolata. Devi essere perfetto, non sono ammessi errori, e per questo motivo ti vedono più come una macchina che come un essere umano (e su questo potrei davvero scrivere un libro). Almeno, questa è stata la mia esperienza 🙂

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  2. Marta ha detto:

    Ciao bellissimo articolo! Anche io vorrei trasferirmi in Scozia ma mi frena troppo la PAURA! questo perché sono italiana e sono abituata a pensare che sia impossibile trovare lavoro e casa. Conosco l’inglese ma se devo parlarlo mi blocco quindi credo di dover fare un bel corso di lingua prima perché già sono terrorizzata dall’idea di fare un colloquio di lavoro figuriamoci in inglese! E sono ripeto spaventatissima all’idea di cercare un lavoro perché non saprei che annunci guardare come fare se cercare da casa oppure cercare li direttamente. Io lavoro in in assistenza tecnica informatica quindi se andassi in Scozia non saprei proprio per cosa candidarmi! Puoi darmi qualche consiglio? Vorrei tanto partire ma ho troppi dubbi e troppa paura di non farcela!

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    • Scarpe Sciolte ha detto:

      Marta, da come scrivi, mi sembra che più che un consiglio (che peraltro puoi ampliamente trovare in questo blog), tu cerchi un incoraggiamento e questo, se me lo permetti, non è un buon approccio.
      Nessuno credo debba convincere nessuno. Quello che è stato difficile per me, per te potrebbe essere una stupidaggine, e vice versa ergo, ogni esperienza è a se stante.
      Sei preoccupata per il lavoro? C’è, stai tranquilla.
      Hai paura per la casa? Nel frattempo puoi temporeggiare in una guest house o in un ostello.
      Cerchi il coraggio di fare il passo? Cercalo dentro di te. Se sei decisa a partire non avrai problemi, altrimenti forse, non sei ancora pronta
      Ste

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  3. LaPasionaria ha detto:

    Ciao Ilaria, anche io vivo a Glasgow dopo aver vissuto a Manchester per quattro anni e mezzo e ti assicuro che anche li’ la vita e’ molto piu’ cara e frenetica che qui in Scozia. Per non parlare della differenza tra le persone, un abisso proprio. In Inghilterra non ci tornerei mai piu’.
    Quella delle leggende metropolitane sulla delinquenza a Glasgow non l’ho mai capita neanche io. Forse una volta ma ora, con le dovute eccezioni (e le zone da evitare, tra l’altro, ci sono ovunque), non mi sono mai sentita in pericolo da nessuna parte e a nessuna ora.
    Buona permanenza a nord del Vallo 🙂

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  4. Lorenzo ha detto:

    Ciao Stefano e a tutti i lettori.. Innanzitutto vorrei farti i miei complimenti per l’articolo che ho trovato molto interessante e incoraggiante per chi si accinge a fare la stessa cosa, un plauso merita anche il tuo blog. L’ho scoperto quasi casualmente mentre “googlavo” alla ricerca di notizie e davvero mi sta tornando utile per acquisire quante più info possibili sulla Scozia.. Purtroppo il nostro paese al momento non offre prospettive di futuro rosee per noi giovani e (sebbene la questione Brexit e tutta la situazione annessa mi lasci un po perplesso nel fare questo passo) voglio partire lo stesso, provarci.. Da qualche tempo anch’io ho in testa l’idea di fare su armi e bagagli e trasferirmi li per cercare lavoro e poter avere una vita dignitosa e serena; proprio come la nostra protagonista Ilaria ha fatto. Ho 24 anni, un diploma come Tecnico dei servizi turistici più altre qualifiche che ho acquisito nel tempo (che arrivato li vorrei far riconoscere) e diverse esperienze lavorative ma di tutt’altro genere, molte in ristorazione. Con l’inglese me la cavo piuttosto bene, nel mio caso però non ho amici o “agganci” li e partirò da solo: un biglietto di sola andata, i risparmi messi da parte durante l’estate, una valigia con tutto il necessario ma carica anche di speranze, sogni, tenacia e tanta voglia di farcela e rimanerci possibilmente a tempo indeterminato! Apparte la mia famiglia e qualche amico d’infanzia non c’è nulla che mi trattiene più dal rimanere qui… Per arrivare al dunque (sono logorroico, scusatemi xD) avrei in mente di partire per metà Ottobre massimo inizio Novembre ma vorrei chiedere a voi che vivete in loco da diverso tempo: Questi mesi sono adatti per cercare lavoro li o è meglio partire più avanti e magari con il lavoro già dall’Italia? Eventualmente si trovano offerte di lavoro con vitto e alloggio? Mediamente nel giro di quanto tempo si trova lavoro? E inoltre: Come città dove trasferirsi all’inizio in Scozia ho pensato ad Aberdeen, perchè di medie dimensioni forse più a misura d’uomo (stando a quello che ho capito mi sembra abbia tutto) ma secondo me può offrire cmq buone possibilità di lavoro, qualità dei servizi e quant’altro e di contro dovrebbe avere un costo della vita più contenuto rispetto ad altri luoghi maggiori oppure conviene puntare direttamente a posti come Edimburgo o Glasgow che sono sicuramente più grandi e quindi potrebbero offrire opportunità migliori ma di contro potrebbero essere più care, per affitti, mezzi di trasporto, cibo e forse già sature tipo Londra? Sono proprio indeciso al riguardo. Grazie a tutti per le risposte chiarificatrici. Saluti! 🙂

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    • Scarpe Sciolte ha detto:

      Ciao Lorenzo! Quello che dici non é altro che la stessa cosa che ho fatto io personalmente.
      Partito con due spicci in tasca, senza lavoro e come appoggio una stanza nel bel mezzo del nulla (stavo a 50 km da edimburgo e a 45 minuti a piedi dalla stazione piu vicina).
      Se hai una base di inglese adeguata e sei disposto a fare dei sacrifici, il lavoro non é assolutamente un problema fidate 😉
      Per quanto riguarda il periodo migliore ne stavamo parlando sulla pagina facebook https://www.facebook.com/ScarpeSciolte
      e, per come la vedo io, aprile é il mese migliore.
      Cio nonostante stai parlando con uno che é venuto su nel periodo piu brutto in assoluto (Febbraio) e, nonostante tutto il lavoro lo ho trovato lo stesso.
      L’unica cosa che ti consiglio é di dedicare qualche ora al mio blog. parti dal primo articolo e, una volta letto tutto, il 90 percento delle tue domande troveranno risposta! Per il restante 10 % siamo qua 😉
      Ste

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  5. Luigi V. ha detto:

    Caro Stefano, ho passato gli ultimi due giorni a leggere da cima a fondo il tuo blog. Per intenderci, dal primo articolo del 13 gennaio 2015 a questo qui, l’ultimo.

    Sono morto dalle risate in ogni articolo, specie con le divertentissime immagini didascaliche. E’ stato veramente un piacere leggerti, e continuerò a farlo, promesso.

    Per essere in tema da Scarpa Sciolta, mi sa che devo prendere anche io in considerazione l’idea di andarmene da tutto questo schifo. Qui, a 28 anni, la gente ha il fegato di propormi ancora lavori full time (pagati a nero) per 300€ al mese. Assurdo! E intanto la mia vita scorre senza una prospettiva (di cui hai già trattato in uno dei tuoi articoli).

    Un abbraccio napoletano

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    • Scarpe Sciolte ha detto:

      Ciao Carissimo! Credimi se ti dico che ti sono vicino e che ti capisco in pieno…
      Purtroppo la nostra cara Italia non sta investendo sul suo futuro e i risultati sono che sempre piú persone stanno facendo i bagagli.
      Purtroppo, come avrai capito dal blog, la vita dell’immigrato non é sempre facile e “deve areggete la pompa” ma, se hai forza di volontá e voglia di fare, posso dirti che ne vale sicuramente la pena 🙂
      Non sia mai che ci si becca in giro e ci si prenda presto una pinta insieme 😉
      Un abbraccio e un in bocca al lupo di quelli che dio ce ne scampi e liberi
      Ste

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