Torna a casa Lassie! Come portare un animale domestico in UK

30

27 luglio 2016 di Scarpe Sciolte

È inutile girarci intorno, lasciatemi introdurre questo articolo dicendo che è più facile abbracciare un alligatore dell’Illinois idrofobo che portare un animale domestico in UK. Punto.
Ora, visto che senza remore alcuna ,vi ho smontato anche il più debole barlume di ottimismo, posso dare il La a questo articolo che, tanto per avvertirvi, sarà più lungo di Guerra e Pace, Orgoglio e Pregiudizio, Il Silmarillion annotato in tedesco e tutta la saga di Agatha Christie, messi insieme in un unico ed interminabile tomo.
E poi, tanto per essere precisi, io odio gli alligatori dell’Illinois…

illinois.jpg

Un fiume dell’Illinois pieno di “Alligatori”

Quando sono arrivato in quella antica e pittoresca isola, adagiata nelle gelide acque del mare del Nord, devo ammettere che non avrei mai e poi mai pensato che “importare” un cane/gatto, avrebbe richiesto un impegno e una dedizione tale che dovrebbero conferirmi, prima di subito, la carica di amministratore delegato del WWF ad honorem.

wwf.png

Una mia proposta per il nuovo logo

Per tutti quelli che non hanno idea di cosa significhi portarsi un animaletto dall’Italia, ma anche per quelli che lo sanno e che sono talmente tanto masochisti da voler sentire una storiella di quelle alla “Scarpe Sciolte”, vi consiglio di dedicarmi un 5 minuti del vostro prezioso tempo.

4904465

tenetevi pronti…

Se poi a tutto questo aggiungiamo che, per la prima volta da che ho tirato su questo malsano ammasso di informazioni, che i più gentili si ostinano a chiamare blog, questo articolo è stato scritto non ad una, nè a due, nè a tre, ma bensì a quattro mani, capirete bene che l’occasione è particolarmente ghiotta. Lasciatemi quindi consigliarvi di prendere un paio di giorni di ferie (giusto il tempo per leggere l’articolo) e, diretto come un servito della Williams, non vedo perchè indugiare ulteriormente.

RAI: presentazione conduttori Rai Uno

Una rara foto di Camillo Benso conte di Cavour mentre da il suo consenso per la scrittura “a quattro mani”

Partiamo subito subito dal fatto che, fino a qualche anno fa, per gli animali domestici che sbarcavano in UK, era previsto un periodo di quarantena nel quale il vostro simpatico amico peloso veniva tenuto sotto osservazione, con lo scopo di evitare di importare dalla vecchia, lurida e infetta Europa, ogni potenziale agente contaminante tipo Echinococco, Rabbia, Virus T, tessere del PD, volantini di Casa Pound e chi piu ne ha più ne infetti…
Lasciatemi inoltre aggiungere che l’antica profezia Maya narra che il costo di tale quarantena fosse totalmente a carico del padrone/proprietario del mammifero in questione.

carriola

Una rarissima, e completamente deconstestualizzata immagine di un semaforo ad energia solare. Spento.

Inutile dire quindi che portare nel Regno Unito un amichetto a quattro zampe comportava, all’epoca della quarantena, dei costi alti a tal punto che, a confronto, il costo di una cena da Gordon Ramsay a base di ostriche fresche dell’Himalaya e frittata di uova di gallo, poteva essere tranquillamente scambiato per quello di un panino gommoso a base di salame, pongo e olio motore, dallo zozzone abusivo sotto casa.

aaaa (2)

Il pane fresco dallo zozzone sotto casa. Bisogna tuttavia apprezzare il fatto che sta usando i guanti…

Visto peró che, per nostra fortuna, la legge un pochino è cambiata, mi sembra pure il caso di parlare di come sono le cose al giorno d’oggi nel momento in cui vi sto scrivendo questa perla letteraria talmente tanto ben elaborata da far sembrare Il Fu Mattia Pascal una brutta e banale uscita di “Ragazza Moderna”.

cioe

Un inserto di approfondimento culturale del Sole 24 ore

Vabbè, Anselmo Paleari permettendo, gentile come un licantropo a digiuno da 2 settimane durante un plenilunio coincidente con il perigeo lunare, vi dico fin da subito che non potete far entrare il vostro animaletto in UK attraverso mezzi di trasporto pubblici quali Aereo, treno, traghetto, teletrasporto, idrovolante, mongolfiera o dirigibile.

12189131_10207646255985202_2123655906944839277_n

Inutile ormai dire che Jim è un abitué del nostro blog… Ciò non toglie che la sua mancanza di fiducia mi arreca del disagio…

In realtà, visto che Jim non si fida, lasciatemi precisare che è possibile portare un animale in UK attraverso mezzi di trasporto pubblici ma, per avere ben chiara la situazione, vi conviene andare avanti con la lettura, visto che é piú difficile che starnutire ad occhi aperti. Parlando di “viaggiare insieme al vostro animaletto su un aereo di linea”, vi comunico che se andate a Fiumicino, Malpensa o dove vi pare a voi, e volete comprare un bel biglietto per il vostro amico affetto da irsutismo, dovete essere belli pronti a sbattere forte forte forte contro un bel muro di cemento, talmente tanto armato, che a confronto l’A-team farebbe la figura di un branco di monaci tibetani pacifisti con una vaga passione per i furgoni americani con l’assetto ribassato…

monk.JPG

Notate la felicità di un monaco davanti al famoso padiglione dei furgoni assettati, durante l’ultimo Motorshow a Bologna. Si noti inoltre il semaforo sullo sfondo. Questa volta acceso.

Mr-T a parte, prima che venga attaccato da quegli utenti che definire pignoli sarebbe come definire una zanzara sotto le coperte, a digiuno da 3 giorni, “vagamente fastidiosa”, lasciatemi fare le più che dovute precisazioni.

Ovviamente è possibile entrare in UK con il proprio animale domestico ma, per farlo, possiamo avvalerci unicamente di 3 diverse soluzioni e, senza indugio alcuno, ve le elenco qui sotto:
1) Il miliardario incurante
2) Il ramingo infaticabile
3) L’autista e l’energy drink

Il primo caso è dedicato a quelli che non hanno remore ad intaccare pesantemente i propri fondi per tornare a condividere il focolare domestico con il proprio mammifero da compagnia.
In cosa consiste il metodo del miliardario incurante? Vi starete chiedendo in un momento di massimà avidità conoscitiva. Senza indugio alcuno, vi consiglierei quindi di proseguire nella lettura di questo splendido testo che verrà ricordato dai posteri come l’ultimo baluardo letterario prima del baratro linguistico costituito dall’uso smodato di K, X e faccine ammiccanti che i giovani d’oggi non si pentono di chiamare “emoticons”.

abbreviazione

WTF?

In pratica esistono delle compagnie specializzate che si occupano dell’intero processo di trasporto e che rendono il tutto veramente facile e semplice come finire in cassaintegrazione in un’acciaieria di Taranto.
L’unico difetto di questa opzione è che, nonostante sia comoda e pratica come una poltrona massaggiante, ortopedica e reclinabile in pelle di narvalo, è anche costosa come una poltrona massaggiante, ortopedica e reclinabile in pelle di narvalo, pertanto, senza troppi giri di parole, bisogna “poterselo permettere” (o fare un mutuo…).

narvalo

Un narvalo con i suoi cuccioli

Per tutti i malfidati che, per un motivo che risulterebbe sconosciuto persino al professor X con tanto di Cerebro 2.0 al seguito, dubitano sempre e comunque della mia parola, vi posto un paio di preventivi che ho ricevuto qualche mese fa, per il trasporto del mio amico a quattro zampe “Totó”. Preparatevi a dare un’occhiata a quelli che, più che preventivi, sembrano un incentivo al commercio illegale di organi.

pet transport

pet transport 2

Ora che avete capito cosa comporta scegliere “l’opzione 1” e siete ancora con la bocca aperta e gli occhi sgranati, non vedo perchè non passare di prepotenza e senza la benchè minima titubanza, alla seconda opzione: Il ramingo infaticabile.

tumblr_mfqkyygjQK1qd88tjo4_500

Un ramingo infaticabile è intento a dedicarsi alla nobile arte del pranzo

Visto che se non ho fonti certe, evito sempre di parlare di qualsiasi cosa, e visto che non ho avuto modo (fortunatamente) di essere coinvolto in questa apolide esperienza, ho chiesto ad una mia conoscenza che, oltre ad essere un convinto amante degli animali, è anche un appassionato di fumetti, nonchè amico, ex collega e precursore della mia prossima pettinatura.
Signori e signore, vi presento Omar.
Ora, come in uno spettacolo teatrale da due spicci quindi, vi lascio in sua compagnia e, lentamente e con una musica d’effetto, mi incammino a ritroso dietro le quinte di questo nostro sipario virtuale….

(cortesemente fategli un applauso di benvenuto virtuale)

joker.jpg

Orsù applaudite gente!!!

Guarda, Stefano, non so se posso definirmi un amante degli animali, ma uno stoico viaggiatore ramingo decisamente sì… o forse, più semplicemente, un testone che non si ferma davanti a nulla e che in questa occasione ha messo a dura a prova la propria pazienza e resistenza!

fonzi stupito

Anche la zia di Peter Parker è rimasta stupita da cotanta determinazione

Ma andiamo per ordine… quando nella tarda primavera del 2014 assieme alla mia dolce metà Sabina decidiamo definitivamente di trasferirci a Edimburgo per cominciare una nuova vita, un punto fermo che non abbiamo mai messo in discussione, era che il recente arrivo nella nostra famiglia, un gattino rossastro dalla coda leggermente storta a cui avevamo dato il nome Rocambole (nome datogli appunto per il rocambolesco modo in cui era arrivato fino a noi, e che aveva preso il posto della nostra gatta prematuramente scomparsa ) sarebbe venuto con noi nella terra d’Albione.
Inutile dirvi quindi che, quando a luglio inizio a a fare il giro di telefonate ed e-mail per informarmi su come chiudere contratti e interrompere forniture di vario genere, mi interesso anche su come far arrivare il nostro gatto nella nostra futura città di adozione.
Incomincio quindi a cercare qualche notizia su internet, dato che avevo sentito anch’io, come anticipato da Stefano nell’introduzione, di periodi di internamento in luoghi simili a dei lager, per tutti quei fortunati esseri pelosi che avevano la malaugurata idea di trasferirsi nell’isola della civilissima e flemmatica regina Elisabetta II, che nemmeno Alan Moore nel suo V for Vendetta (e parlo del fumetto, non film, please!) aveva avuto il coraggio di immaginarseli.

0dbc8f6c1b9286d4c1703ee73bb15307

Il seguito del capolavoro di Moore

Con mia grande sorpresa, leggo di cambiamenti epocali alle loro leggi, per cui si possono trasportare animali con la massima tranquillità se si espletavano tre semplici formalità per gatti, cani e, non si sa per quale ragione, furetti: l’inserimento di un microchip (Peraltro obbligatorio anche in Italia. Ndr), l’emissione del passaporto e la vaccinazione contro la rabbia da effettuarsi almeno 21 giorni prima della partenza.

hippo-leaving

Un furetto mentre gioca a palla con un altro furetto. Sott’acqua.

A questo si aggiunge, requisito scoperto in fase di ritiro del passaporto, una pastiglia da somministrare entro 48 ore dall’arrivo al confine. (Per i cani è necessario anche il vermifugo (echinococcus) ma ne parleró direttamente io più avanti nell’articolo. Ndr).

ziguli.png

La famosa “pillola”

Sembra tutto abbastanza semplice, soprattutto perchè le varie compagnie aeree possono portare l’amico peloso senza problemi. A luglio quindi, con un certo anticipo, telefono a KLM e British Airways, ovvero, i possibili vettori del nostro viaggio.

Ora, alla luce di quello che sarebbe accaduto successivamente, gli voglio concedere il beneficio del dubbio che, sebbene piuttosto improbabile, forse chiedo genericamente se è possibile trasportare in aereo un gatto, senza specificare la destinazione, e per tale motivo mi viene assicurato che lo si puó fare senza nessuna difficoltà.
Tranquillo che almeno una cosa è sistemata, mi dedico a occupazioni apparentemente più impegnative come lo svuotamento dell’appartamento a Bologna, dove avevo vissuto per vent’anni, e l’interruzione di allacciamenti e servizi come Sky o Fastweb che, per assurdo, mi conveniva continuare a mantenere attivi fino a oltre la mia partenza, piuttosto che bloccarli prima e pagare salatissime penali.

passamontagna_ninja

Un rappresentante del dipartimento commerciale di Fastweb

Ovviamente, i miei propositi di partenza a ottobre naufragano a causa della mia errata pianificazione ma, fortunatamente, il mio ritardo non sarà eccessivo mentre, nel frattempo, la mia compagna sta affrontando da sola l’approdo in Scozia, la ricerca della casa e l’adempimento di quelle pratiche di cui, se siete assidui frequentatori di questo blog, avete già avuto un assaggio.

patata 2

Una rarissima e inutile foto di una cinghia di distribuzione

Identifico la mia possibile partenza attorno al 4/5 di Novembre (tanto per restare in tema V per vendetta. Ndr) e in un appartamento semivuoto, in cui il gatto si accorge senz’altro che qualcosa non va perchè ogni giorno c’è sempre più spazio per giocare oppure quando torna, dopo essere stato parcheggiato un po’ a casa di una vicina, che da allora ho ribattezzato la “santa” Stefania , si accorge che qualcosa non c’è più.

In quest’atmosfera di “trasloco imminente” chiamo, un paio di settimane prima delle partenza, per prenotare il biglietto Venezia – Edimburgo. Quando parlo con l’operatore e chiedo di fare un biglietto per il gatto, il tipo dall’altro lato del telefono cade dalle nuvole e mi dice che non è possibile perchè loro non fanno quel “servizio” per la Gran Bretagna.
In quel momento, mi vedo di fronte ad uno specchio e, come un moderno Dorian Gray, la mia immagine riflessa si sbriciola davanti ai miei occhi e, con essa, ogni barlume di speranza.

bertinotti

L’ultima immagine di Dorian Gray prima della scomparsa

Immagino già di dover abbandonare il gatto a chissà quale destino.
Immagino me che devo dare questa notizia a Sabina e lei che decide di abbandonare tutto perchè non vuole lasciare il nostro Rocambole!
Tutti gli scenari apocalittici che vi potete immaginare li ho pensati prima di voi… con l’aggiunta senz’altro di almeno un altro paio in più!

social anxiety

Omar nel momento di massima concentrazione

Cerco di ritrovare la calma, che di solito mi contraddistingue, e contatto la British Airways.
Un operatore gentile e disponibilissimo mi informa che è possibile viaggiare con il gatto tenendo peró in considerazione che:
– gli animali viaggiano da soli, in stiva, in un giorno specifico e in un orario specifico
– Il volo è solo ed esclusivamente da Milano a Londra
– Una volta giunto a Londra, nel tardo pomeriggio, avrei potuto ritirare il povero Rocambole solo il giorno dopo con, di conseguenza, una notte di soggiorno a Londra obbligatoria per il sottoscritto.

Tutto questo per la modica somma di 800 euro (e stiamo parlando solo del felino).

passamontagna_ninja

Lo stesso tipo di Fastweb lavora anche per la British Airways

A questo dovete aggiungerci tutte le altre spese (cioè il tragitto fino a Milano, il mio biglietto aereo, la tratta Londra-Edimburgo) che avrebbero fatto lievitare il conto di parecchie centaia di euro…

12189131_10207646255985202_2123655906944839277_n

La mancanza di fiducia di Jim si ripercuote purtroppo anche su Omar…

Non mi scoraggio e, appena agganciato con la British Airways, contatto il servizio clienti della Lufthansa.
Manco a dirlo, con la teutonica compagnia aerea, la situazione è persino peggiore!
È vero che il gatto avrebbe avuto la possibilita di viaggiare ma, in realtà, il servizio di trasporto sarebbe stato gestito da un’altra società e che il prezzo totale sarebbe stato superiore ai mille euro.

il bigliettai del treno

Omar secondo la Lufthansa

Gli scenari, come avrete immaginato, si fanno più foschi e apocalittici…

omar.jpg

Il futuro visto da Omar

Inizio a cercare, sul caro e disponibile amico Internet ,qualche notizia per identificare una possibile strada alternativa che mi eviti di diventare povero come un banchiere negli anni ’20.

Incappo casualmente in un post di una donna che si è trovata, proprio l’anno precedente, nella mia stessa situazione .

adam-kadmon-illuminati-coincidenze-italia

Un abbraccio. Adam.

Questa signora aveva dovuto trasportare un gatto, dal Veneto nel Regno Unito, senza avere un mezzo di trasporto proprio e, finalmente, trovo quell’ispirazione che mi aiuterà nel realizzare quello che diventerà il mio viaggio.
Contemporaneamente, una mia amica mi tranquillizza e mi ricorda che a Treviso, mia città natale, da cui dovrò muovermi per recarmi a Edimburgo, conosciamo una persona che ha una agenzia di viaggi che magari potrebbe fare al caso nostro.
Veloce come un centometrista sotto anabolizzanti, mi metto al telefono e, tra le mie indicazioni e i suoi contatti, riusciamo a definire l’itinerario e a prendere i biglietti.

Ora posso dedicarmi quindi ai preparativi finali: ultimi oggetti della casa da regalare, vendere e/o buttare, amici bolognesi da salutare, stanza da imbiancare e trasportino da comprare che segua pedissequamente le regole di Air France, la compagnia che ci condurrà nella prima parte del viaggio.
Grazie al fatto che, come avrete capito abbondantemente nel corso della lettura, non è così semplice entrare in UK con un animaletto domestico, al contrario di come accade per altre nazioni europee e non, saremo costretti a diventare dei novelli protagonisti di uno dei romanzi di Verne: immaginateci quindi come dei moderni Phileas Fogg e Passepartout tranne per il fatto che nei panni dell’agile circense francese, avrete un bel gattone peloso e dalla pazienza senza fine.

Galeazzi

Una rarissima immagine di Verne durante un riposino pomeridiano.

La scommessa di Mr Fogg? Raggiungere la scozzese Edimburgo, partendo dalla profonda e nebbiosa Pianura Padana, in sole trenta ore e usando più mezzi di trasporto di quanti voi possiate immaginarne!

Jsf

Giochi senza frontiere: Omar edition

Ora iniziamo quindi a leggere le righe di questa Verniana avventura, sperando che, al contrario di come lo è stato per noi, sia di vostro gradimento.

A Treviso trascorro una manciata di giorni in occupazioni simili a quelle fatte in precedenza, compresa l’ultima visita ad una veterinaria per far prendere a Rocambole la famosa pastiglia, ovvero, l’ultimo adempimento da effettuare per farlo arrivare a destinazione.
Lui non sembra gradire particolarmente la cosa ma questo semplicemente perchè ancora non sa che quello è solo un piccolo assaggio di quello che lo attenderà di lì a breve…

facesweat

Rocambole a pochi giorni dalla partenza

La mattina inizia presto, attorno alle 9, con la mia amica Shanti che ci accompagna in macchina, il nostro primo mezzo di trasporto, all’aeroporto di Venezia.

puccioso

Pucciosità mode on

Arriviamo, con un certo anticipo, in aeroporto e noto con piacere che la presenza del gatto intenerisce, quasi fosse un bebè, le due ragazze del check-in che, in preda ad un raptus di “empatia pucciosa”, passano sopra al fatto che la mia valigia eccede di un paio di chili il limite concesso. Oltrepasso quindi i vari controlli e attendo l’aereo che ci porterà fino a Parigi.

Sul volo l’effetto Rocambole si ripete e, invece di dovermi tenere il trasportino con il gatto sulle ginocchia, le hostess, intenerite dagli occhi dolci e spauriti del mio compagno a quattro zampe, mi spostano in un sedile che ha un posto libero accanto, in modo da poter posare agevolmente l’animale.

puccioso

Pucciosità mode off

Sceso a Parigi, presso il “Charles De Gaulle”, mi reco nella stazione sotto l’aeroporto e attendo paziente il TGV (il treno ad alta velocità francese. Ndr) per Lille. Il viaggio scorre tranquillo e a destinazione trovo una coppia di amici, Massimo e Luana, che vivono ormai da qualche anno in Francia. Sono venuti a salutarmi per qualche minuto, ma soprattutto ad accompagnarmi nel luogo dove dovrò prendere il treno successivo, anche perchè in quella città esistono due stazioni ferroviarie che si trovano una di fronte all’altra, separate però da una specie di ponte. Massimo e Luana mi conducono all’altra stazione, piena zeppa di gente perchè, ovviamente, ci sono dei ritardi, forse causati da uno sciopero. Mi rifocillano con un muffin e mi fanno salire di peso sul secondo treno (un locale! ) che mi porterà in un paio d’ore a Serqueux. All’inizio la nostra sistemazione è un po’ sacrificata, a causa del numero di persone presenti in quello che puó essere definito più un carro bestiame che un vagone ferroviario ma, man mano che la gente scende, troviamo lo spazio sufficiente per rilassarci come si deve. Rocambole sembra prendere abbastanza bene il viaggio, ma vuole essere sempre rassicurato e deve sentire la mia presenza vicina, per cui tengo sempre la mia mano vicino alla grata della porticina, in modo da infilare le dita e magari toccarlo di sfuggita.

dita

Una rarissima foto di dita. Ben cinque.

Sono ormai le 19, la stazione di arrivo è praticamente vuota e fuori è buio pesto. Mi scarrozzo le valigie e il gatto nel trasportino per le varie scale. Ovviamente non c’è un ascensore manco a pagarlo oro!
Fuori mi attende quanto di più simile al nulla. Dovrei prendere una corriera fino a Dieppe, la mia prossima tappa, ma di quel mezzo di trasporto nemmeno l’ombra. Non è nemmeno chiaro dove prenderlo e non c’è nessuno a cui chiedere informazioni. Fortunatamente, dopo una diecina di minuti, la piazza viene illuminata dai fari del pulman e finalmente riusciamo a salire anche noi, gli unici passeggeri di quel nottetempo tutto francese. Ci posizioniamo davanti, vicino all’autista, e ho quasi l’impressione di essere io a guidare (Non so voi ma a me è venuta in mente la puntata “Immagine allo specchio” della serie “Ai confini della reltà” . Ndr).

twilight zone

Una delle serie TV piu belle del globo…

Passiamo attraverso innumerevoli paesi dall’aspetto abbandonato, dove non proviene nemmeno una luce dalle case, dove i bar sono tutti chiusi e l’unica fonte di illuminazione proviene dalla corriera e dai rari lampioni che fanno timidamente capolino dalle curve morbide e sottili delle strade normanne.
In quella situazione spettrale, dove vediamo chiaramente le strisce in mezzo alla strada, mi sembrava quasi di essere in un film di David Lynch!

salvini-punta-a-elettori-m5s-delusi-da-grillo

David Lynch durante le riprese del reboot di Twin Peaks. In questa immagine il grande regista stava valutando l’uso di campo piuttosto largo

Arriviamo puntuali a destinazione, all’incirca alle 20.30, e ci avviamo, dalla stazione dei pulman, verso l’albergo che ci ospiterà per qualche ora. A causa di una bella pioggia insistente mi trovo ad essere costretto ad accelerare il passo e, grazie ad una mappa sufficientemente dettagliata, riesco senza troppi problemi a trovare il posto dove passeró la notte.
Prendo quindi possesso della camera (avevo scelto ovviamente un albergo “pet friendly”) e finalmente, dopo tante ore di prigionia, riesco a liberare la belva che può finalmente sgranchirsi le zampette.

bates

L’allegro e comfortevole albergo di Omar

Mi basta poco, comunque, per rendermi conto che quella cittadina è praticamente “morta” come tutto il territorio che ho attraversato in corriera e che tutta la “vita” e le attività girano attorno al traghetto che fa la spola con il territorio inglese.
Se vi state domandando perchè io sia a Dieppe e non a Calais, la risposta è semplice: avendo un animale, ed essendo senza mezzo di trasporto, quello è l’unico punto di accesso consentito per entrare in UK. Sono le 21 circa e non c’è un ristorante, pizzeria o un buco qualunque dove trovare anche un semplice panino.

citta

L’allegria della cittadina francese

Considerata la giornata trascorsa e il fatto che mi dovrò svegliare prestissimo la mattina dopo, non ho voglia di esplorare i dintorni alla ricerca di qualcosa da mangiare, per cui mi devo accontentare di un appetitoso merluzzo bianco con burro fuso e riso, che si compra a una macchinetta nell’atrio e che il portiere dell’albergo ti scalda al microonde: il tutto alla modica cifra di 6,50 euro… a cui vanno aggiunti i due euro della Fanta (sempre fornito dalla provvidenziale macchinetta). In uno spirito organizzativo che ancora adesso mi colpisce, prima di crollare a letto chiedo di prenotare un taxi per andare fino al traghetto (non ho voglia di farmi 2 km e mezzo a piedi nel cuore della notte, magari, ancora sotto la pioggia). Non c’è problema, ovviamente, basta pagare la tariffa fissa di 20 euro. La classica vocina che sentite in ogni film che si rispetti, mi profetizza il fatto che difficilmente tornerò a far visita a questi tristi e desolati lidi d’oltralpe…

bestemmia

E vi assicuro che Omar è un tipo civilissimo

Faccio la doccia, punto la sveglia e vado a nanna… per svegliarmi “qualche minuto dopo” con una persona che mi bussa alla porta, annunciandomi che il tassista era arrivato. In quel momento realizzo che avevo puntato la sveglia non 45 minuti prima della partenza, come avevo pensato, bensì alle 4 in punto, orario prefissato per l’appuntamento con il tassista… Agitato come una peroni appena messa nel frigo, butto in valigia le cose sparse in camera, lancio Rocambole nel trasportino e mi scapicollo giù per le scale manco dovessi prendere l’autobus al volo per andare in megaditta.

fantozzi-autobus-fantozzi-sveglia

Pina ho deciso! Prendo l’autobus al volo!

Con piacere noto che la pioggia non ha smesso, anzi è aumentata, ma arriviamo all’imbarco del traghetto in un attimo perchè a quell’ora e con quel tempo, solo bipedi accompagnati da esseri a quattro zampe che vogliono entrare in UK hanno il coraggio di mettersi in strada.

Nella sala di attesa c’è solo un passeggero arrivato prima di me, per cui sbrigo le pratiche velocemente (controllo del biglietto per entrambi nonchè verifica del passaporto del micio e della presenza del microchip) e mi informano che durante la traversata dovrò separarmi da Rocambole, che viaggerà nella stiva, all’interno di una gabbia più grande. Passiamo il primo controllo di dogana, lascio Roc ad un incaricato che lo mette nell’apposito veicolo e, sperando che il mio compagno di viaggio non mi odi troppo per quella tortura, salgo a bordo.
Noto con piacere che la caffetteria della nave è già aperta per i passeggeri che, inaspettatamente, non sono poi così pochi come pensavo (non avrei mai immaginato che ci potesse essere un passaggio così frequente tra una costa e l’altra in un periodo “non turistico”) e provo l’emozione del mio primo vero e proprio “English breakfast” (uova, salsiccia, fagioli, funghi, pane e bacon).
Ancora frastornato dal risveglio tumultuoso, cullato dal dolce movimento del traghetto che lentamente si allontana dalle coste francesi, in un insieme di rumori ed odori completamente nuovi, mi gusto i nuovi sapori british che da li in poi avrebbero fatto parte della mia esistenza e, lentamente mi avvicino verso la mia prima tappa in territorio britannico.

Rimpinzato per bene, mi assopisco in una sala, stile aereo, fatta apposta per il riposo dei viaggiatori, mentre il traghetto trasmette un’atmosfera irreale con le persone che vagano per i ponti deserti, che cercano di dormire oppure che mangiano le cose più disparate dall’aspetto peraltro poco commestibile.
Il rumore dei passi è attutito dalla moquette che riveste praticamente tutto il traghetto e il vociare non è altro che un misto di lingue diverse che, alle mie orecchie ancora assonnate, arriva come una nenia rilassante, cantata in una lingua antica.

oratore

Luca è rimasto colpito da cotanta profondità

Mi rialzo verso le 8.30 (ora locale UK) e mi appresto verso il punto di raccolta dei “passeggeri a piedi”, detti anche “pietons” o “foot passenger”. Siamo in tutto cinque e abbiamo il privilegio di uscire prima di tutte le persone che sono venute in macchina e che, nella maggior parte dei casi, hanno preso una cabina per dormire comodamente e non in modo spartano come ha appena fatto il sottoscritto.

IMG_9053-2

La sensazione di confomt dopo una pennichella sulle poltroncine del traghetto

Un bus ci porta al punto di confine per il controllo dei passaporti dove aspetto la valigia che avevo caricato e, soprattutto, Rocambole, che mi accoglie miagolando all’impazzata. Lo rimetto nel trasportino, aiutato da altre due persone, dato che la sua sopportazione incomincia, comprensibilmente, a calare a vista d’occhio e mi avvio verso la vicina stazione dei treni: praticamente una casettina in legno lungo i binari, senza nemmeno una insegna e che all’inizio fatico a identificare come il luogo che mi permetterà di affrontare l’ultima parte del viaggio.

omar

L’analogo giapponese della stazione appena descritta

Acquisto il prezioso biglietto ferroviario per Edimburgo, che mi costa quasi quanto un rene: avrei potuto prenderlo via internet pagandolo almeno un terzo in meno, ma con tutti i mezzi di trasporto che dovevo prendere e con così tante variabili e imprevisti che potevano accadere, non mi ero fidato a comprarlo in anticipo, così come invece avevo fatto per tutto il resto.

omar

L’equivalente del costo di un biglietto per Edimburgo

puccioso

Pucciosità mode on

L’unico aspetto positivo è che la signora della biglietteria, probabilmente impietosita dal carico che trasportavo, invece di farmi fare il tragitto originalmente concepito, che consisteva di due treni fino a Londra (con cambio a Lewes e Haywards Heath), un viaggio in metropolitana per raggiungere un’altra stazione ferroviaria e poi il treno finale dalla capitale fino a Edimburgo, mi suggerisce di prendere un treno in più per evitare la metropolitana (durante l’ora di punta di mezzogiorno!), per arrivare alla stazione dei treni di St. Pancras, che si trova proprio di fronte a quella di Kings Cross, da dove sarebbe partito il quarto e ultimo treno di questo nostro lungo viaggio.

puccioso

Pucciosità mode off

Ormai il grosso è passato e il tragitto in questi quattro treni scorre liscio… a parte aver preso al volo il secondo e aver provato l’ebrezza di stazioni senza ascensori o scale mobili, per cui sono dovuto arrancare con tutto il bagaglio con il sottofondo di miagolii.

Arrivato finalmente ad Edimburgo attorno alle 17.30, trovo Sabina ad aspettarci sul binario. Prendiamo un taxi, ultimo mezzo di trasporto, che ci porta diretto alla nostra nuova casa… vista l’ora, c’è anche un po’ di traffico, ma ormai vediamo la nostra destinazione stagliarsi all’orizzonte. Una volta entrati, come prima cosa liberiamo Rocambole, che comincia a correre come un folle.
Chiusa la porta di casa alle spalle, gli mostriamo la sua lettiera, dove si accomoda immediatamente e si rilassa. Espletato quel bisogno piuttosto impellente, cerca il nostro letto e si riposa vicino a noi.
Il nostro viaggio è appena finito, ma l’avventura in Scozia ha inizio…
Un abbraccio a tutti
Omar

joker

Orsù applaudite gente!!!

Grazie carissimo per il tuo prezioso intervento.
Devo ammettere che quando mi avevi raccontato questo viaggio, durante il nostro rientro dal lavoro sul 25 della Lothian buses, non avrei mai pensato che fosse stato veramente così tanto complicato….

25

Il 25 ad una fermata del quartiere di  Gorgie

Probabilmente sei tu quello che merita di essere amministratore delegato del WWF ad honorem. Io casomai quella di vice….
Sono quindi più che certo che, carissimi lettori, abbiate capito perchè ho definito questa opzione “il ramingo infaticabile”….

Ora peró è arrivato il momento di riprendere le redini di questo articolo che sta sempre più prendendo la forma di uno strano diario di viaggio, raccontandovi la mia personale esperienza che altro non è che la terza opzione: “l’autista e l’energy drink”.
La via di mezzo tra l’apolide e il miliardario, ovvero il non delegare il tutto a terze parti rischiando di dover impegnare un organo al mercato nero di Calcutta, ma neanche saltare di continuo da un mezzo di trasporto all’altro rischiando di essere scambiato per un punkabbestia squattrinato (non me ne voglia il caro Omar 🙂

In pratica la terza opzione altro non è che prendere la macchina e viaggiare dalla Scozia all’Italia.
Un viaggio più lungo di una maratona di film appositamente selezionati dal Professor Guidobaldo Maria Riccardelli, ma che rappresenta il giusto compromesso tra le prime due opzioni, sia in termini di comodità che di costi.

riccardelli

Il maestro durante una delle tante proiezioni del cinema espressionista Tedesco di cui “Das Kabinet” é una delle massime rappresentazioni

Ovviamente, per mantenere le spese contenute, si sottintende che siate già in possesso di una vettura in grado di sostenere il viaggio (anche perchè affittandola i costi lieviterebbero e renderebbero praticamente inutile fare 74 milioni di kilometri in giro per l’Europa e bruciarsi come minimo 6/7 giorni di ferie) e che abbiate una buona propensione alla guida perchè quello che vi aspetta sono parecchie ore al volante, per un esperienza divertente ed avventurosa come puó esserlo solo un documentario in cinese sulle pantofole in lana sintetica con la suola antiscivolo.

large

I sentimenti del regista del documentario sulle pantofole

Con estrema probabilità vi starete chiedendo quale percorso ho fatto per scendere nella terra dei poeti, santi e navigatori giusto?
Diciamo pure che in linea di massima è possibile percorrere 3 diversi percorsi:
1) UK – Francia (attraverso il tunnel della manica) – Svizzera – Italia/Roma [c.ca 1500 miglia]
2) UK – Olanda (prendendo il traghetto da Newcastle ad Amsterdam) – Germania – Austria – Italia/Roma [c.ca 1800 miglia]
3) UK – Olanda (stesso traghetto di cui sopra) – Francia – Italia/Roma [c.ca 1700 miglia]
Noi personalmente scegliemmo l’opzione numero 2.
Diciamo che quello che puó essere utile, è essere consapevoli del fatto che il traghetto da Newcastle ad Amsterdam dura una cosa come 16 ore ma che, viaggiando in notturna, ti permette di farti una bella dormita e di partire la mattina dopo fresco e riposato come un orso marsicano appena terminato il letargo.

koal;a

Una rarissima e totalmente decontestualizzata immagine di un coccodrillo aggrappato ad un cancello in ferro battuto. Si noti il drago di comodo sullo sfondo in alto a destra mentre combatte un serpente alato d’acqua dolce. No scherzo é solo un barbagianni.

E adesso, celere come il temporale appena accendi il barbeque, lasciatemi raccontare questa mia “breve” gita fuori porta.

bbq

Nel momento esatto in cui butti la carbonella sul fuoco

Primo atto: L’andata. ovvero dalla Scozia all’Italia

Siamo partiti il primo giorno, intorno alle 11.30 di mattina e, nel giro di un paio di ore, siamo arrivati a Newcastle, attraversando l’area dalla nebbia perenne e dalla visibilità praticamente nulla, conosciuta ai più come “Scottish Borders”.

scottish

Gli Scottish borders durante una giornata di sole

Dopo un check-in in cui il personale è stato gentile e cordiale come un ultrà fascista in campeggio a lampedusa, siamo saliti a bordo e ci siamo accomodati su una nave del gruppo DFDS seaways, una compagnia con un equipaggio con talmente tanti orientali che ad un certo punto mi era venuto il dubbio che stessimo seriamente andando in Olanda…

Fotolia_55682610_il-dubbio-2-680x365

Io mentre penso che la mattina seguente mi sarei svegliato a Pechino

Il traghetto non era male per niente, una bella sala per i bambini con animazione (ci siamo visti con Alessia un’oretta di Zootropolis), qualche ristorante/bar con dei prezzi accessibili come una crociera 5 stelle in Svizzera, e delle cabine con bagno “en-suite”.

Merita particolare menzione anche il cinema e il casinó che, da immigrato povero quale sono, ovviamente non ho visitato.

vincent money

Il mio portafogli

Aggiungerei pure che un pochino ho “rosicato” visto che davano Batman contro Superman che ancora non sono riuscito a vedere… (il primo che spoilera lo sacrifico a Visnù).
Diciamo quindi brevemente che, magari, ho speso quelle 50/80 sterline in più rispetto allo scendere direttamente attraverso la manica ma, alla fine, la cosa mi ha reso il primo giorno di viaggio leggero e confortevole come un materasso ortopedico nuovo di pacca, e sopratutto mi ha fatto evitare di scendere attraverso la Francia che si sà, insieme all’Italia (come non immaginarselo), sono le uniche due nazioni, lungo il percorso, che hanno le autostrade a pagamento… (Giusto per chi non lo sapesse, in Germania, Olanda e UK le autostrade non si pagano).

metarsso

Un’immagine incredibilmente rara di un materasso ortopedico

Ah, giusto per chiarezza, in Austria si “dovrebbe” acquistare un permesso per percorrere le autostrade (la vignetta) che costa una cosa come 9 Euro ed è valido illimitatamente per una settimana. Poi ci sono anche altri tipi di vignette ma non ne ho la più pallida idea… Googlate se siete interessati 🙂

Sbarcati il giorno seguente in quel di Amsterdam, intorno alle 9.30 di mattina, ci siamo rimessi a guidare nel lato giusto della strada e abbiamo iniziato a macinare km su km…
Piccola premessa di un’importanza notevole (l’ho scoperto a mie spese al ritorno…): attenzione a dove passate, specialmente in territorio tedesco. Purtroppo i tedeschi hanno una grandissima passione per i lavori lungo le autostrade e, sono quasi convinto, che siano costantemente impegnati per far sorgere quanti più cantieri possibile e nei punti quanto più strategici possibile, al fine di deturpare in maniera permanente, le gonadi del malcapitato guidatore di turno.

disonore

Non avete idea del disonore che ti avvolge quando percorri le autostrade tedesche

Se a questo ci aggiungete poi che, grazie al fatto che su alcuni tratti non c’è limite di velocità, e ci sono parecchi cretini che, scambiando la propria vettura per un proiettile, hanno la tendenza a schiantarsi dove capita, capirete bene che pianificare attentamente il percorso da fare non è una cosa particolarmente stupida. Anzi.
Nel mio caso, dall’Olanda a Roma, ho fatto questo percorso: Amsterdam –> Eindhoven –> Venlo –> Bergheim –> Koblenz –> Mannheim –> Heilbronn –> Stuggart –> Ulm –> Kempten –> Innsbruck –> Bolzano –> Bologna –> Roma
Devo ammettere che le cose sono due: o siamo stati particolarmente fortunati, o il giro che ci siamo studiati ha funzionato…
Lungo tutta la germania abbiamo trovato solo un paio di cantieri, peraltro scorrevolissimi.
Anche sul fronte incidenti, bene o male, non ci si puó lamentare. Giusto un paio e, oltretutto, dall’altro lato della carreggiata.
Il problema piuttosto è stato il clima…
Ci siamo praticamente sparati tutta la Germania sotto talmente tanta acqua che ad un certo punto pensavo i tergicristalli sarebbero esplosi.

news_55016_allagamento_palermo

Io sono quello nel cerchio rosso

Proprio mentre stavo valutando se mettere su un bel paio di branchie o costruire un’arca raccattando senza ritegno alcuno qualsiasi tipo di animale mi si sarebbe parato davanti, siamo infine giunti ai confini meridionali della nazione che ha dato i natali a gente simpatica e coccolona come Hitler, Mengele, Goebbles o Ratzinger e, manco a farlo a posta, il tempo ha iniziato a migliorare…
Coincidenze?

adam-kadmon-illuminati-coincidenze-italia

Un abbracio. Goebbels.

Il risultato di questo bel viaggetto di andata è stato un totale di 26 ore di guida da Amsterdam a Roma (escludendo il traghetto e le due ore da Bathgate a Newcastle), un paio di litri di Energy Drink e due ore di dormita in macchina nel parcheggio di un autogrill a Bologna.
Con estrema probabilita questo viaggio sarà una di quelle cose che mi ricorderó per sempre (degenerazione della guaina mielinica permettendo).

 

aaaa.jpg

Le mie condizioni a fine viaggio

Vabbè, abbiamo parlato dell’andata, ora parliamo del ritorno, ma prima vediamo in dettaglio le normative vigenti per l’import di un animale domestico.
Nel momento in cui scrivo, la legge ci obbliga a:
– Avere il passaporto in regola (ovviamente dell’animale)
– Fare il vaccino antirabbico almeno 21 giorni PRIMA dell’arrivo al confine
– Esclusivamente per i cani, fare il trattamento vermifugo (Echinococcus/tapeworm) massimo 5 giorni prima dell’arrivo al confine. In pratica si puó accedere in Uk a partire da 24 ore dopo la somministrazione del farmaco e si ha la possibilita di attraversare il confine fino ad un massimo di 120 ore dopo il trattamento (5 giorni).
Nel mio caso il veterinario mi ha fatto comprare il Drontal Plus e mi ha scritto due righe necessarie per far ufficializzare il trattamento dalla mia ASL di competenza ,direttamente sul passaporto.

asl

L’accogliente ASL di zona… Notate la cura nei dettagli e provate solo ad immaginare l’interno…

Come ogni volta che sono finito in un ufficio pubblico, anche qui, l’esperienza è stata un misto tra comfort ed educazione, nonchè competenza e cura nei dettagli.
Provate ad immaginare un un forno con il grill acceso (senza ventilazione), sovraffollato e senza sedie e forse avrete un’idea piu o meno adeguata dell’ASL di zona…

asl

Rappresentazione per immagine dell’interno dell’ASL

Dato che la divisione veterinaria della ASL, al fine di evitare uno stress troppo elevato dei dipendenti dei suoi uffici, non è sempre aperta, sono praticamente stato costretto a somministrare il Drontal il giorno stesso della partenza e, con la macchina carica come uno Sherpa stakanovista a cui hanno elargito un extra, sono stato costretto a fare una piacevole e comfortevole sosta alla ASL per la certificazione.

load

La mia macchina il giorno della partenza

Questo è quello che accadde all’ufficio dell’ASL:
Arrivo al primo piano, in un corridoio largo un metro e mezzo dove, davanti a me, c’era un tipo con uno di quei cani piccoli che pare che se li metti per terra muoiono e quindi sei sempre costretto a tenerli in braccio.
Inutile dire che il corridoio in questione era privo di aria, nel senso che non c’era nemmeno una finestra né ossigeno disponibile in un raggio di 12 metri.
Purtroppo non c’erano nemmeno uno straccio di sedia e le porte degli uffici erano più anonime di una puntata di Beautiful e piú inaccessibili dei rendiconti pubblici italiani durante gli anni ’30.

cassa

Rappresentazione per immagini del grado di accessibilità delle porte degli uffici della ASL

In pratica era un corridoio più anonimo di un rapitore sardo e più triste di un elettore di Adinolfi il giorno dopo gli spogli.
Vabbè, chiedo direttamente al tipo che aveva il cane in braccio e questo mi indica qual è la porta dove attendere un segnale divino che al suo interno ci sia una qualche entità senziente e, paziente come un bambino il 24 dicembre a sera, mi metto in attesa.

adinolfi

Adinolfi mentre tiene il conto dei suoi elettori

Dopo un 20 minuti abbondanti presento tutta la documentazione e mi viene richiesto di fare un ticket da circa 15 euriz.
Colto nel pieno del mio lato rabbino, scendo al piano inferiore e vado a pagare questo benedetto ticket.

rabbino

Io secondo me stesso

Rientro nell’ufficio agitando, a mo di sbandieratore da parata, le due ricevute del ticket appena pagato.

Mentre il veterinario affigge la certificazione relativa al vermifugo, mi faccio cogliere da un dubbio e chiedo “scusi ma il tapeworm è l’echinococcus vero?” Praticamente se avessi bestemmiato in latino e gli avessi tirato in faccia pezzi di capra appena sacrificata, probabilmente si sarebbe stupito di meno.

Mähnenrobbe_(Otaria_byronia).JPG

Un’otaria completamdente random

Sembrava gli avessi chiesto una cosa complicatissima, tipo di spiegarmi un capitolo di fisica quantistica o di giustificarmi la presenza di Antonio Razzi in senato.
Senza pensarci troppo mi rispose semplicemente “e che ne so io?”.

razzi

Mah guarda, io non cretoh…

Beh, giusto… Sei soltanto un veterinario che lavora alla ASL e che timbra sui passaporti degli animali che devono essere portati all’esterno. Mica è compito tuo sapere ‘ste cose… (in questo preciso istante mi stanno venendo su parecchie parole poco educate ma, visto che sono una personcina a modo, preferisco andare avanti).

don camillo

Io di fronte all’ignoranza abissale del “veterinario”

Rispolverando le nozioni di biologia apprese all’università, mi sono risposto da solo e poi ho chiesto: “Mi scusi, sarà mica il caso di certificare la buona salute? Mostrandogli l’ultima certificazione di meno di 20 giorni prima aggiunsi “Vede? La buona salute è stata accertata meno di 20 giorni fa, magari possiamo aggiornarla”.
Lui, ligio al dovere, mi fa “Beh, non posso metterti il timbro se non visito il cane. Prima mi hai chiesto di fare lo scribacchino (timbrare per il vermifugo Ndr), ma adesso mi stai chiedendo di fare il veterinario. Se vuoi posso fargli la visita ma devi pagare un altro ticket”.

12305622_10207455508338228_1259258635_n

Er pizzetaro di via della scrofa non é d’accordo a rimpinguare le casse della ASL

Ormai, visto che a forza di ticket ero diventato socio dell’ASL, mi sono detto “vabbè, alla fine spendiamo pure ‘sti altri 15 euri così almeno stiamo tranquilli”.
Veloce e scattante come un impiegato alle 5 di pomeriggio il giorno in cui inizia le ferie, corro verso il CUP e la porta, ovviamente, era chiusa.

testacaprone

In quel momento l’idea di iscrivermi alle bestie di satana era molto forte…

Resto in attesa di qualcuno per 5 minuti abbondanti e, proprio mentre stavo andando ad affittare una palla demolitrice, arriva l’impiegata che, tranquilla come un senatore che ha raggiunto il vitalizio, arriva alla porta, la apre e si siede.
Ovviamente il tutto come se io fossi completamente trasparente

biascica

Io di fronte all’indifferenza della tipa alla ASL. Mi sono messo forzatamente in stand-by per evitare l’ergastolo

Vabbè, sopportiamo pure questa, pago altri 15 euro, altre due rampe di scale, altra sbandierata del ticket di fronte al veterinario e questi, con fare tranquillo che nemmeno un disoccupato la domenica mattina a mezzogiorno, si incammina verso il piano terra.
Lo porto verso la macchina e, ingenuo come un cucciolo di foca, attendo la fantomatica visita.
Si avvicina al cane, tira fuori il macchinario per leggere il chip sotto pelle, attende il bip della macchinetta e in mezzo secondo si reincammina verso il suo ufficio.
Visita finita. Punto.

faccia

Il mio sguardo rivolto alla schiena del “veterinario”

Alla faccia del bicarbonato! Come direbbe Totó, che poi sarebbe pure il nome del mio cane, 15 euro per controllare il microchip e fare avanti e indietro su due rampe di scale…
Praticamente questa farsa mi è costata più di 15 centesimi a scalino. Roba che a doverli costruire ex novo avrei speso meno, financo mi avesse fatto il progetto Renzo Piano in persona….
E meno male che doveva visitarlo…
Potrei dire qualsiasi cosa ma rischierei di risultare volgare e fuori luogo e non è questo lo scopo di questo articolo.
Vero è che un “che dio ve furmini” non glielo leva nessuno…

calmi

Francy ormai mi conosce…

Vabbè il “veterinario” mi mette quest’altro timbretto e mi lancio giu per le scale alla ricerca di aria respirabile. Una volta fuori da quel palazzo fatiscente, pieno di gente altrettanto fatiscente, faccio un respiro di quelli da “training autogeno” e salgo in macchina e, cercando di non pensare troppo a quanto appena accaduto, mi faccio coinvolgere dalla Flaminia, direzione Terni.
Ha quindi inizio il rientro in Scozia.

Qualora vi ritroviate con altre domande/dubbi, sulle normative attualmente vigenti in UK, potete tranquillamente contattare l’ufficio britannico preposto, ovvero, la Pet Travel Scheme Helpline al numero (+44) 03702411710 che, come è giusto che sia, risponde dopo un singolo squillo (li ho chiamati due volte ed entrambe le volte hanno risposto immediatamente).
Ripensandoci, più o meno, è lo stesso livello di efficienza che ho avuto l’incredibile piacere di riscontrare presso la mia ASL locale dove, dopo 10 minuti di attesa, suddivisi in 3 tentativi di chiamata, non sono riuscito a parlare con nessuno… Grazie ASL e, come sono solito congedarmi da ogni ufficio pubblico in cui mi manifesto sotto l’antica forma di “utente”, che ve possino cecavve.

very-angry-man-shutterstock

Io mentre attendo che qualcuno risponda al centralino della ASL

Secondo Atto: Dall’Italia alla Scozia
Per il ritorno ce la siamo presi più comoda e abbiamo previsto ben 2 tappe: una in Germania e una in Olanda.
In pratica il primo giorno ci siamo sparati un 12 ore di macchina e, a notte fonda, siamo arrivati nel B&B di Brigitte, una crucca DOC che stranamente parlava pure italiano, situato nella campagna a sud della Germania, nel paesino dal romantico e melodioso nome di Rot an der Rot.
Ovviamente il posto è stato scelto per due semplici motivi: il prezzo e la possibilità di ospitare il nostro compagno a quattro zampe.
Per caso vi interessasse il posto è QUESTO QUI

camera

La camera crucca dove abbiamo passato la notte

Dopo una notte passata a riposare le stanche membra, la mattina dopo ci siamo messi in viaggio verso la nostra seconda tappa: il B&B di Liesbeth, nella piatta, calma, rilassatissima Olanda e, tanto per essere pignoli, esattamente nel paesino Drunen.

camera2

La camera del B&B di Drunen – Olanda

Al fine di evitare di farvi invecchiare più del dovuto eviteró di dirvi che attraversare la Germania, seguendo la via “piu breve” consigliata da google maps è stato, a differenza dell’andata, un vero e proprio incubo. Provate ad immaginare voi stessi, di colore, musulmani e con un discreto livello di cultura, ad una cena a due con Salvini, mentre si cerca di portare a termine un discorso circa il rapporto tra economia estera ed immigrazione e, con estrema probabilità, non sarete neanche lontamente vicini al senso di disagio provato durante il tragitto.

salvini

Salvini in un momento di massima espressione politica di qualche anno fa.

Come avrebbe detto il replicante impersonato dall’olandese Rutger Oelsen Hauer, “Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare. Cantieri in auge al largo dei bastioni di Monaco, chiavi beta balenare nel buio alle porte di Essen. E tutti questi momenti andranno perduti come la pazienza, in coda, dopo un incidente”.

piton

Piton é rimasto colpito della mia vena poetica… 100 punti a grifondoro!

Lasciatemi dire che in vita mio non ho mai visto così tanti cantieri/deviazioni/incidenti/ufo/portali dimensionali e chi più ne ha più ne metta.
Ho fatto più fila io che un pensionato alle poste durante tutta la sua vita e, potessi scegliere,con estrema probabilita non tornerei mai più in germania su un veicolo con più di due ruote….
Dannati crucchi con la fissa per i cantieri!!!!

germania

Cartina della Germania. In giallo sono rappresentati i cantieri attualmente attivi

Vabbè dopo un viaggio pressocchè eterno, siamo arrivati nel B&B e siamo stati accolti da un simpatico e distinto signore olandese che ci ha accompagnati in camera.
Devo precisare che la scelta di sostare nel paesino di Drunen è stata legata al fatto che il traghetto da Amsterdam a Newcastle, purtroppo, NON è una tratta autorizzata per il trasporto di animali (o almeno così era per il periodo di giugno di quest’anno), mentre strano a credersi, lo era/è per il viaggio opposto (quello che abbiamo fatto per scendere per capirsi). In parole più povere di uno stagista di mediaset, abbiamo dovuto optare per un altro traghetto: quello della linea della Stenaline da Hook of Holland a Harwich e Drunen é a solamente un’oretta di strada.
Il problema fu che l’unico traghetto dai prezzi abbordabili salpava la mattina e, dopo circa 7/8 ore di navigazione, ci si sarebbero parate davanti altre 7 ore abbondanti di macchina, visto che Harwich, a differenza della dolce Newcastle, si trova al sud della malefica anglaterra…
Vabbè consci della giornata che ci aspettava, carichi e felici come Adinolfi dopo un commizio con la bellezza di 25 partecipanti, lasciamo il B&B e in un’oretta circa ci ritroviamo al porto di Hook Of Holland.
Dopo un’oretta di attesa, e dopo essere caduto a faccia avanti a causa di una catena nascosta in una siepe che, agile come un 94enne con l’artrite stavo tentando di scavalcare, ci imbarchiamo e facciamo un giretto per il ferry boat.

igiene

Io appena “risorto” dalla siepe in cui ero finito

Anche qui, area bimbi, cinema, ristorante (con prezzi nettamente più abbordabili di quelli della DFDS dell’andata), bar e tante altre cosette che non sto qui a dirvi tipo duty free e pub.
Ci sediamo su dei divanetti e cerchiamo di trovare la posizione adatta per fare un sonnellino.
Purtroppo chi ha progettato quelle sedie del demonio lo ha fatto con un semplice ed unico scopo: tenere sveglie le persone. Neanche il contorsionista più capace e più assonnato riuscirebbe a farsi una dormita su quei trabiccoli dallo schienale rigido come una lastra d’acciaio e dall’altezza esattamente a metà tra un’ernia a disco e una frattura cervicale.
Dopo due ore di viaggio, ho messo da parte il mio lato rabbino e ho speso i migliori 30 euri della mia vita: Ho preso una cabina….

il bigliettai del treno

Come mi sono sentito quando ho chiesto la cabina

Devo ammettere che la cabina era spaziosa a sufficienza, con dei letti belli comodi ed un’altrettanto bella e comoda doccia.
Il riassunto è stato quindi una bella dormita di più di 3 ore, con conseguente doccia fresca appena svegliati.
Salvo il fatto che ci siamo svegliati all’ultimo e che in pratica sulla nave eravamo rimasti solo noi e gli addetti alle pulizie, con conseguente panico da “corri corri che siamo gli ultimi”, non ci si puóproprio lamentare del viaggio sul traghetto di ritorno!

panic

La mia espressione da “MORIREMO QUA DENTRO”, alla vista di tutti quegli inservienti che stavano pulendo la nave

Sbarcati ad Harwich, dopo un breve controllo, ci siamo rimessi a guidare contromano e, direzione Bathgate, abbiamo iniziato a macinare kilometri su kilometri.
Lasciatemi dire un’ultima cosa circa questo rientro in territorio britannico:
siamo rientrati in UK subito dopo il Brexit e non vi nego che la sensazione di essere uno straniero in terra straniera è stata molto forte, specialmente perchè eravamo sbarcati sul suolo inglese e, almeno per quanto mi riguarda, ancora ben lontani dall’accogliente Scozia.
Tutte le bandiere e i cartelli “Vote for Leave” che incontravamo lungo il cammino non facevano altro che aumentare quella strana sensazione di disagio.

leave

I simpatici e accoglienti cartelloni per il referendum

Da Harwich a Bathgate è stato un viaggio notturno, tranquillo e senza traffico, fatto di energy drink a basso costo e un bel pó di podcast di “610” a tenerci compagnia.

alba

La cosa più bella vista durante il tragitto “Inghilterra-Scozia”

Una brevissima sosta negli Scottish Borders per fare gasolio e, alle 4 e 30 di mattina, di domenica 26 Giugno, una volta arrivati in Scozia, a Bathgate e accolti dall’odore di casa, il ricordo di essere stranieri in terra straniera andó via, lasciandoci liberi di rilassarci, dopo più di 5000 km di viaggio, nel caldo e accogliente tepore casalingo.
Il viaggio era finito.

12189131_10207646255985202_2123655906944839277_n

Jim è incredulo sul fatto che l’articolo sia finalmente finito…

Sia io che Omar vi ringraziamo per aver speso un po del vostro prezioso tempo leggendo il nostro articolo.
Personalmente non avrei mai creduto di scrivere così tanto ma, in cuor mio, spero di aver fatto cosa gradita e, come sempre, spero che abbiate passato un momento piacevole leggendo queste elucubrazioni di due brutti, sporchi e poveri immigrati.
Ovviamente se anche voi avete avuto la vostra bella esperienza non esitate a farmelo sapere!
Ora quindi commentate, condividete, spolliciate come se non ci fosse un domani!
Vi informo inoltre che sono venuto a sapere che un recente studio ha evidenziato una forte relazione tra la condivisione di questo blog e la diminuzione della pannicolo adiposo nell’area addominale.
Non rischiare di fallire la prova costume! Condividi e commenta!

Un abbraccio
Ste

 

 

 

Annunci

30 thoughts on “Torna a casa Lassie! Come portare un animale domestico in UK

  1. lauryn77 ha detto:

    sulla fiducia 😀 lo faccio girare ahhaha

    Mi piace

    • Scarpe Sciolte ha detto:

      Come sempre gentilissima 🙂 Poi fammi sapere che ne pensi!

      Mi piace

      • lauryn77 ha detto:

        alla fine mi sono presa mezz’ora di tempo per leggere tutto ahaha ma ne è valsa la pena, mi è piaciuto molto anche il racconto di Omar, nonostante le tue “incursioni” ahhahah
        l’importante è che gattino e cagnetto sono arrivati a destinazione sani e salvi 🙂
        certo che andare in auto è una vasca!!

        Mi piace

      • Scarpe Sciolte ha detto:

        Non ho idea di cosa significhi il termine “vasca” ma la cosa che piú si avvicina al viaggio che ho fatto é la parola “suicidio”…. 🙂

        Mi piace

      • lauryn77 ha detto:

        ma sai che dopo averlo scritto ho pensato che il termine “vasca” fosse molto milanese in realtà? ahahah è riferito al nuoto, quando ti fai una vasca si intende che percorri la corsia della piscina. in realtà sarebbe più corretto dire un sacco di vasche, perché una sola non è poi così faticosa, ma il modo di dire non l’ho inventato io hahahah
        comunque sì, forse tentato suicidio rende meglio 😀 ma oltre agli energy drink mangiavate? ahhah ma siete andati tutti e tre o solo tu?

        Mi piace

      • Scarpe Sciolte ha detto:

        oggi ho imparato un nuovo termine 🙂
        All’andata, io, non ho mangiato (salvo un paninazzo a pranzo), e il viaggio lo abbiamo fatto Io, Fede, Ale (che é stata un angelo) ed un’altra signora che stava facendo il nostro viaggio all’inverso, ovvero stava portando il suo cane in Italia

        Liked by 1 persona

      • lauryn77 ha detto:

        doppiamente eroi!!

        Mi piace

      • Scarpe Sciolte ha detto:

        io direi piú pazzi assassini ma ormai ho capito che sei una persona incredibilmente gentile 🙂

        Mi piace

  2. magicraftshop ha detto:

    Vedo che le esperienze con le nostre bellissime ASL non hanno mai fine… per poco non mi facevano saltare il viaggio a poche ore dalla partenza per la loro, incompetenza… cose da matti.

    Mi piace

  3. Annalisa ha detto:

    Ciao Stè! Alla fine non ho avuto modo di raccontarti la mia avventura…diciamo che l’inizio è andato un pó come per Omar…chiamate su chiamate con le compagnie aeree (con Lufthansa stavo per pagare il biglietto per me e la belva quando poi si sono resi conto che su Edinburgh l’unica soluzione era con il Cargo e relativa compagnia di carissimi spedizionieri)…le ho pensate tutte,anche alle altre soluzioni da te citate! alla fine grazie ad una ragazza ho scoperto di una compagnia che si occupa esclusivamente di trasporto animali via terra e door to door!!! Così la mia amata Golden di 30kg dopo due giorni di viaggio è passata dalla ridente Latina a Edinburgh per un costo di 700 euro (non sono pochi lo so!)
    È arrivata con un muso che sembrava avesse le occhiaie… ma stava bene!!! Qualsiasi cosa avessi scelto sarebbe stata stressante per lei allo stesso modo.
    Comunque grazie per i tuoi articoli…sono stati di grande aiuto e ispirazione per me e il mio compagno 😁😁😁 un saluto!!!

    Mi piace

  4. Massimiliano roma ha detto:

    Grandi! Lettura come sempre piacevole ed utile! Fortunatamente le informazioni che ero riuscito a reperire -non senza fatica- erano corrette (temevo sorprese) e la profilassi che ho attuato per i miei due mici è corretta. Ad oggi mi manca solo il passaporto, che all’ASL di Ravenna rilasciano solo il martedì ed il giovedì dalle 8:30 alle 9:30 senza possibilità di prenotazione…sia mai che si pecchi di troppa efficienza. Per il viaggio invece opteremo per la tratta Ravenna- Calais, riposo in struttura pet-friendly e poi traghetto sulla manica ed infine Dover- Edimburgo, il tutto in auto. Sperando che tutto vada al meglio, a presto!

    Mi piace

  5. Silvia ha detto:

    Presente, Roma-Cardigan (costa gallese) con tre cani a bordo e, giusto per rendere le cose più piccanti, una macchina a GPL. Viaggio a gennaio, Europa coperta di neve, un freddo becco a farci compagnia insieme alle improbabili radio francesi (colpa dell’inesperienza, prossima volta Gemania, e podcast). Se ve lo foste chiesti, lo standard GPL è diverso nel resto d’Europa, quindi scordatevi l’ecologia oltre il monte banco (o comprate il carissimo adattatore su Amazon prima di partire). Noi abbiamo usato il traghetto Calais-Dover, peccato che ci fosse uno sciopero, avessero dato fuoco a uno dei ponti, e abbiamo avuto 6 ore di ritardo. Per la cronaca, mi risulta che lo sciopero sia ancora in atto, ora che siamo ad agosto (non scherzo).

    Tutto sommato, a parte quelle sei ore, la musica francese e i pedaggi che mi sarebbe costato meno il casinò sulla tua nave, è il bel ricordo di un viaggio molto simbolico… ma la prossima volta, simbolico o no, si passa per la Crucconia.

    Mi piace

  6. Nemain ha detto:

    Ciao!
    Ho letto ieri questo fantastico papiro 😂
    La mia lettura è stato un intervallarsi di lacrime (per le risate) e lacrime (per la consapevolezza di dover vendere non uno ma due reni).
    Non vorrei fare la parte di quella che fa una domanda idiota e che faccia pensare “ecco che arriva il genio con la soluzione del secolo…”!!!
    Ma… io sono di Catania.
    Ho cani e gatti.
    E partissi da Catania in aereo solo con i gatti in cabina e atterrassi, che so, A PARIGI, e facessi la stessa cosa con Alitalia Cargo per i cani (che io sappia sono 60 euro ad animale CIRCA).

    Una volta giunti tutti a destinazione, prendere una macchina (o nel mio caso un FURGONE a noleggio) e prendere il traghetto. Sarebbe un’utopia?

    Mi piace

    • Scarpe Sciolte ha detto:

      La tua soluzione è ottima (parlo di arrivare a Parigi) e più che fattibile, tuttavia devi considerare che non credo esistano compagnie che affittano veicoli e che poi ti permettono di riconsegnarli in paesi diversi da quello dove è stato preso in affitto.
      Puoi farlo ma dovresti trovare il modo di rimediare un van che ti aiuti nel passaggio a Calais.
      Magari puoi cercare qualcuno al confine che faccia proprio la spola apposta o potresti affittare un van solo per la tratta dell’eurotunnel.
      Affittando al confine però devi considerare che, in teoria, dovrai attraversare il confine, lasciare gli animali in UK, rientrare in francia per consegnare il VAN e tornare senza bestiole al seguito.
      Sembra la storiella del lupo, la pecora e l’insalata….

      Mi piace

  7. Nemain ha detto:

    Innanzitutto grazie per la risposta 🙂
    Eh, come vedi mi mancava un pezzo. Non credevo non fosse impossibile o difficile trovare un mezzo a noleggio da poter lasciare in Scozia neggiandolo dala Francia.
    È sempre una gran sfacchinata 😂
    Mi sa che l’odissea con un proprio mezzo rimane la scelta “migliore” economicamente. Sempre che si disponga di un mezzo abbastanza capiente 😐

    Mi piace

  8. […] consiglio un articolo di Stefano Scarpesciolte in cui ha raccontato la sua Odissea canina per portare il cagnolotto a […]

    Mi piace

  9. […] gente! Oggi, come successo con Omar qualche tempo fa, abbiamo un […]

    Mi piace

  10. […] scritto qualche giorno fa dal caro Federico, o che sia fintanto ben scritto e argomentato come Torna a casa Lassie!, che ha visto come coprotagonista il caro Omar, richiede sempre tantissimo […]

    Mi piace

  11. Francesco ha detto:

    Ciao Ragazzuoli, un consiglio devo andare a Londra in macchina a portare il cane di mio figlio, dovrei imbarcarmi a Dunkerque qualcuno sa la prassi oltre al passaporto con antirabbica e la pastiglia contro la Tenia ci vuole altro, devo avere la delega da parte di Mio figlio.

    Mi piace

    • Scarpe Sciolte ha detto:

      in teoria devi avere una delega in quanto non puoi passare il confine con un cane che non è intestato a te.
      Se non hai problemi con la lingua, mi permetto però di consigliarti di fare una chiamata al numero apposito per avere conferma.
      Pet Travel Scheme helpline pettravel@apha.gsi.gov.uk
      Telephone: 0370 241 1710
      Monday to Friday, 8am to 6pm (closed on bank holidays)

      Mi piace

  12. Scarpe Sciolte ha detto:

    Allora mandagli questa email all’indirizzo pettravel@apha.gsi.gov.uk
    fai copia e incolla

    Dear Sir/Madame

    I am contacting you as I am planning to bring my son’s dog by car from Italy.

    As he will not be with me (my son), I was wondering if I need a sort of “authorization” from him because the dog’s passport is under his name.

    I hope to hear from you soon
    Kind regards

    fammi sapere se hai bisogno di aiuto!
    Ste

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

La nostra guest house

Ciao bella gente! É con estremo piacere che vi informo che finalmente la nostra guest house é pronta! Se cercate, quindi, un bel letto matrimoniale comodo con TV e Wi-Fi vi consiglio di dare un'occhiata al nostro sito web! Stefano, Federica, la piccola Ale e quel mattacchione di Totó, vi danno il benvenuto a "The Shire": la nostra guest house nel cuore della Scozia Centrale :-) www.theshireguesthouse.com

Archivio

Calendario dei post

luglio: 2016
L M M G V S D
« Giu   Ago »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: