AIRE: questo sconosciuto….

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7 giugno 2016 di Scarpe Sciolte

Alla fine ce l’ho fatta… Nei piccoli ritagli di tempo sono riuscito a trovare il tempo necessario per dare alla luce la mia ultima fatica letteraria….
Lo so che stavate rischiando una crisi da sindrome abbandonica… Scusatemi se non sono riuscito ad essere presente come avrei voluto… Chiedo umilmente perdono… Mentre vi leggete l’articoletto vado in un angoletto buio a mettermi in punizione…

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Rappresentazione a ribasso delle mie ultime settimane…

Vabbé, mentre il mio Io se ne sta in punizione,  andiamo diretti al punto!
Oggi é finalmente arrivato il momento di parlare di AIRE.
Che cos’é l’AIRE? É obbligatorio iscriversi? Come si fa? A che serve? Perché le caldaie si rompono sempre il pomeriggio alle 5 della vigilia di Natale? Perché a Pasquetta piove sempre? Che fine ha fatto Bertinotti? Tutte queste domande e molto molto molto altro in questo ultimo articoletto targato Scarpe Sciolte!
Diamo quindi pure il via alle danze, signore e signori!
Ready? Steady? Go!

bertinotti

Uno degli ultimi avvistamenti pubblici  di Bertinotti.Le sue ultime parole furono “vado un attimo di lá, torno subito”.

Come ogni buon immigrato che si rispetti, volente o nolente, un legame con la madrepatria resta sempre e, proprio come con un parente scomodo (tipo quelli che ti danno i pizzicotti che ti danno talmente tanto fastidio che gli percuoteresti il cranio con una barra di acciaio filettata), non puoi fare altro che tollerarne la presenza, che ti piaccia o no.

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Una rarissima immagine di una barra di acciaio filettata

Questo é il concetto che ho dell’Italia nel momento in cui vi scrivo.
Sia chiaro non voglio sputare nel piatto in cui ho provato a mangiare, ma vi assicuro che dopo piú di anno di servizi UK, quando torno a combattere con quel pachiderma artritico affetto da demenza cronica conosciuto ai piú col termine “Italia”, mi sale un’ansia talmente alta che a confronto una maratona nottura della strega di Blair potrebbe essere scambiata per un mockumentary sui puffi trasmesso la domenica pomeriggio, in piena fascia protetta su rai due.

 

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Un cosplay riuscitissimo della Strega di Blair

Vuoi per un documento, vuoi anche solamente per far finta di contare qualcusa durante un referendum, o per essere rintracciato/a dai sicari di Equitalia, essere iscritti all’AIRE ha i suoi indubbi vantaggi (salvo nel caso di Equitalia. Li no… Anzi).

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Il nuovo Logo di Equitalia

Per chi non lo sapesse, l’AIRE, non é altro che l’acronimo di Anagrafe Italiani Residenti all’Estero, e indica quell’apposito registro in cui sono registrati appunto, tutti gli italiani che sono sparsi qua e la nel mondo e che tengono alta la bandiera della Carbonara senza funghi…. (per quei pochi che non lo sapessero qui in UK, quei simpatici “assassini da fornello con i capelli rossi”, hanno la malsana convinzione che la carbonara si facci con la panna da cucina e i funghi. (Per chi se lo stia domandando, facci é congiuntivo, cosí come batti, eschi e si istruischi).

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Ragioniere che fa, batti?

Questo registro é stato ideato nel 1988 e, in soldoni, contiene i dati dei cittadini italiani che risiedono all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi.
Questa lista é gestita direttamente dai comuni che ricevono gli eventuali aggiornamenti dai vari consolati sparsi sul pianeta terra.

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Una foto di Uan messa lí cosí. Senza il minimo senso

L’antica leggenda Azteca narra che, per poter usufruire degli incredibili servizi erogati dai nostri consolati, l’iscrizione all’AIRE sia un requisito fondamentale.
Lasciatemi quindi fare un brevissimo esempio del perché ci si dovrebbe iscrivere all’AIRE:
– rilascio e/o rinnovo di documenti di identitá (carta di identitá e passaporto)
– come detto sopra, possibilitá di ricevere le tessere per partecipare ad elezioni e referendum per corrispondenza (i famosi voti degli italiani residenti all’estero)
– rinnovo patente di guida
– essere rintracciati dalle cartoline di auguri natalizi di equitalia.

Prima di partire per la tangente con un aneddoto divertente (per voi, visto che per me é stato un incubo), mi sembra giusto chiarificare alcuni punti che potrebbero diradare quella foschia conoscitiva che aleggia intorno all’AIRE…
Chi DEVE iscriversi all’AIRE?
In linea teorica TUTTI coloro i quali trasferiscono la propria residenza all’estero per un periodo superiore alla quinta parte di un lustro, e tutti coloro i quali sono nati all’estero da genitori italiani e/o che hanno acquisito la cittadinanza italiana in un secondo tempo.

É obbligatorio iscriversi all’AIRE? Esiste un limite di tempo massimo entro il quale ci si deve iscrivere? In linea puramente teorica la risposta é si. Ma non mi é mai capitato di sentire di qualcuno che, essendosi iscritto anni dopo essere arrivato in UK, abbia avuto qualsiasi tipo di problema… Diciamo quindi che, come ogni cosa di origine italiana che si rispetti, l’incertezza é d’obbligo…

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Praticametne chiunque di fronte ad una legge italiana

Ora, fatte le dovute introduzioni, mi sembra piú che doveroso partire per la tangente con la storiella del giorno…

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Immagino la vostra emozione di fronte al mio imminente attacco logorroico….

Vabbé, gatti a parte… Pronti? Via!

Per un motivo che adesso non staró qui a raccontarvi altrimenti rischierei di essere piú noioso del discorso di fine anno di Mattarella, sono stato costretto ad inviare i documenti di tutta la sagrada famiglia all’HRMC (se volete avere info su cosa sia cliccate pure il terzo punto dopo la virgola ..,...…).

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Un Mattarella sbarazzino vestito da orologio a pendolo

Diligente come un chierichetto assenteista, la settimana prima della cresima, ho inviato tutti i documenti dell’erede al trono (mia figlia per intenderci), ovvero carta di identitá e certificato di nascita ORIGINALI, in una unica busta sigillata e incollata con tanto di UHU di rinforzo, apposta con piú nonchalance di Giovanni Mucciaccia mentre costruisce le maschere di carnevale con la carta igienica e le foglie di eucalipto del monte Fuji.

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Io mentre chiudevo la busta con i documenti

Faccio partire la busta con i documenti di Alessia e nel frattempo mi dedico all’antica e nobile arte dell’invecchiamento.
Piccolo intermezzo: prima che qualcuno mi attacchi dicendo “Sei un pazzo a mandare i documenti originali”, vi anticipo che qui, se mandi una copia, fintanto autenticata, non ti si fila nessuno… Fine intermezzo.
Passano i giorni, le settimane e dopo un periodo talmente tanto lungo che a confronto Ben Hur potrebbe benissimo essere scambiato per un riassunto del riepilogo di una puntata precedente di Gotham, mi arriva una lettera simpatica come un infezione estesa del cavo orale, in cui mi viene comunicato che i documenti erano stati ricevuti in modo parziale.

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Per una volta sono d’accordo con Jim…

In pratica mi veniva comunicato che l’ufficio preposto aveva ricevuto solamente il certificato di nascita.
Ora, visto che, come detto pocanzi, il tutto era stato inviato in un’unica busta, il dubbio che il documento fosse stato semplicemente “preso in prestito a lungo termine”, mi era venuto.

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Non so chi sia Tropé ma effettivamente qualquadra non cosa…

Mi misi subito al telefono e da li in poi sono stato catapultato in un vortice infinito fatto di scarica-barili, attese, bestemmie e caricabatterie di emergenza.

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Quando ti accade qualcosa peggiore del disonore…

Ora non vi racconteró tutta la storia perché sappiate che é durata piú di due mesi e che, oltretutto, nemmeno si é risolta (questo giusto perché parlare sempre bene di una nazione estera é troppo mainstream…), ma, semplicemente, questa é stata la motivazione per la quale ci siamo iscritti all’AIRE: rifare il documento ormai “smarrito” di mia figlia.

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Persino Goemon mi ha preso in giro quando ho detto “smarrito”…. E per chi non lo sapesse Goemon non ride mai. MAI

Inutile dire che l’intera faccenda é accaduta a circa un mese e mezzo dalla mia partenza per le vacanze in Italia e, ovviamente, Ale non avrebbe potuto prendere l’aereo senza documento di identitá, senza contare poi che é una minore, peraltro immigrata, per la quale noi genitori non potevamo in alcun modo provarne la paternitá/maternitá….

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Quando il cinema é precursore dei tempi…

Diciamo pure che era una situazione simpatica e piacevole come la rimozione di una verruca sotto il pollicione (per i meno avvezzi alla terminologia scientifica, il pollicione sarebbe l’alluce).

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Una rara foto di un pollicione destro insieme a tutti gli altri diti

Per dovere di cronaca é bene dire che in caso di smarrimento di un documento di identitá é possibile richiedere, direttamente presso il consolato, un documento temporaneo alternativo che ha lo scopo, appunto, di dare la possibilitá di prendere l’aereo per tornare a casa.
Nel nostro caso specifico ne abbiamo approfittato per richiedere finalmente il passaporto.
Da qui in poi siamo finiti in un vortice di incompetenza, da parte del nostro comune italiano, talmente tanto contorta che il quarto livello di sogno di Inception poteva essere paragonato al primo quadro di Angry Birds.

 

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L’ufficio anagrafe é quello nel cerchio rosso

 

Giusto per farvi capire di cosa parlo… Il mio comune in Italia aveva avuto la splendida idea di perdersi il documento corrispettivo di mia figlia e non potevano quindi inviarlo al consolato per verifica.

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Jim come al solito non si fida… purtroppo é tutta storia vera…

Ora in un posto “normale” la soluzione sarebbe stata quella di contattare il consolato di Edimburgo dicendo “salve carissimi, purtroppo ci siamo persi il corrispettivo e non possiamo mandarvelo. Conosciamo personalmente le persone che avete di fronte (cosa piú che vera peraltro), Vi andrebbe bene un foglio firmato dal resposabile anagrafe come prova di identitá?”
Ovviemente questo non é successo, o meglio é successo con un ritardo talmente tanto elevato che stavo per iscrivermi ai terroristi, citando il bidello abbruzzese piú famoso del globo.

 

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Che poi la lavatrice la presi e la pagi 480000 lire!

Il risultato é stato che dopo una lunghissima serie di telefonate che nemmeno Massimo Lopez nella pubblicitá della SIP degli anni 90, un quantitativo inimmaginabile di email e una buona dose di maledizioni in sanscrito, il consolato ha ricevuto questo benedetto foglio con su scritto “Si, sono loro, purtroppo ci siamo persi il documento perché siamo personcine veramente competenti”, e dopo qualche giorno, siamo stati ricontattati per andare a ritirare il passaporto nuovo e fiammante.

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Una rara foto di Massimo Lopez mentre cavalca una tigre albina

In brevissime parole questo é quello che é successo:
Documento Smarrito – Iscrizione AIRE – Accettazione Iscrizione AIRE – Richiesta Documento/Passaporto.
In teoria sarebbe stata una prassi semplice come il disertare le primarie del PD e facile come parlare male di Forza Italia, ma a causa di un comune meno utile di un rotolo di coppa durante un aperitivo in un convegno per fruttariani, l’intera pratica é stata piú lunga e difficile di una scalata del K2 in infradito e maglietta della salute macchiata di sugo.

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Collezione autunno-inverno, per lo scalatore che non deve chiedere mai (il sigaro va acquistato a parte)

Vabbé magari adesso vorrete pure sapere come fare per iscrivervi all’AIRE vero?
Ma se me lo chiedete con cotanta gentilezza, come faccio a dire di no?
Allora partiamo peró dal presupposto che ho sentito talmente tante versioni della storia che in questo articolo vi indicheró quello che IO ho fatto e, per tale motivo, non chiedetemi conferme di altre modalitá tipo “ho sentito dire del tipo che ha inviato il modulo tramite gufo e il giorno é arrivata la risposta tramite corriere espresso a cavallo di un unicorno giallo senape”, non ho mai parlato per sentito dire e non comincieró oggi….

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Una foto dei nuovi furgoni di UPS (Che poi UPS é l’acronimo di Unicorn Postal Service)

Cosa ho fatto per iscrivermi all’AIRE?
First of all bisogna compilare il modulo apposito scaricabile QUI!
Una volta compilato il modulo, bisogna farsi un due passi al 32 di Melville street e, fatta la dovuta fila, consegnare il tutto all’addetto allo sportello.
Quello che succede poi é questo:
– Il consolato controlla il documento di identitá e il modulo consegnato
– l’addetto invia un messaggio tramite PEC (posta elettronica certificata) al comune di residenza e, nel mio caso, sono stato messo anche in copia
Ora se non parlassimo di in un paese dove la parola efficienza é scambiata per magia nera della peggior specie, il risultato sarebbe che nell’arco di un giorno o due il comune conferma al consolato e, in teoria, anche all’interessato, l’avvenuta registrazione nell’apposito registro.
Ovviamente il mio comune é una simpatica eccezione e avrei fatto prima a portare la richiesta a piedi…. Vabbé sono comuni che capitano….

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Quando il disonore raggiunge livelli di bassezza mai visti…

Ora visto che piú che un articolo, quello che avete appena letto, é stato un insieme di disavventure, lasciatemi un utilizzare questo articolo per fare un brevissimo excursus circa il consolato.
Da quando sono qui in Scozia ho sentito parlare malissimo del consolato italiano a Edimburgo e, per dovere di cronaca, mi sento in dovere di dire la mia.
Grazie al fatto che il mio comune ebbe anche la splendida idea di non registrarmi all’AIRE, nonostante la segnalazione fosse stata inviata dal consolato MESI prima, ho avuto diverse occasioni per entrare a contatto con il consolato e, eccetto la prima volta in cui venni accolto con la stessa vitalitá di Lerch della famiglia Addams in preda a crisi depressiva, ho trovato, stranamente visto che parliamo di un ufficio comunque italiano, delle persone competenti e sopratutto efficienti.

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Il tipo che all’anagrafe risponde al telefono

Purtroppo tutta l’efficienza dimostrata si é scontrata con quella sottospecie di agglomerato di apatia chiamato “ufficio anagrafe” del mio comune e tutto é andato a donne di facili costumi…

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Una donna di facili costumi nel pieno esercizio delle sue funzioni

In pratica quello che voglio dire, nella mia totale incapacitá nell’essere sintetico , é che il consolato italiano a Edimburgo, per quanto mi riguarda, é un ufficio che funziona e che, bene o male, i problemi me li ha risolti.
Visti che mi ci trovo perché non linkarvi il sito del consolato a Edimburgo? Beccatevelo QUI!
Vabbé finita la storiella, purtroppo vera e triste come solo il PD puó esserlo, mi permetto, celere come l’inaugurazione di un cantiere (abusivo) la settimana prima le elezioni, di arrivare al termine di questo articoletto.
Lasciatemi peró, prima di chiudere e di ritirarmi nelle mie lussuose stanze, di consigliarvi di iscrivervi all’AIRE anche solamente se avete il dubbio di restare per un periodo prolungato.
Il ritrovarsi “gia iscritti” in caso di eventuali problematiche di qualsiasi tipo, puó essere una cosa particolarmente utile e vi trovereste ad evitare stress e incazzature come quelle che sono capitate al sottoscritto che, come ormai penso sia chiaro a tutti, in quanto a sfiga non é secondo a nessuno.

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Quella che ormai é la mia filosofia di vita…

Vi mando un abbraccio talmente grande che manco Morandi sotto ormoni….
Alla prossima!
Ste

PS
Se hai reputato questo articolo una delle cose che l’umanitá dovrebbe tramandare ai posteri e vorresti fosse inviato nello spazio come prova incontrovertivibile della presenza di vita intelligente sulla terra, non perdere questa occasione imperdibile! Spollicia a bestia e condividi come se non ci fosse un domani! (La NASA ci osserva….)
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Fallo per te! Non restare senza ossigeno! Condividi!

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5 thoughts on “AIRE: questo sconosciuto….

  1. lauryn77 ha detto:

    non c’ho capito niente XD

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  2. LaPasionaria ha detto:

    Quella dei documenti persi e’ una cosa che non sta ne’ in cielo ne’ in terra, specie se erano tutti nella stessa busta. Purtroppo mi associo alle tue critiche contro gli enti locali italiani. Io sono dovuta andare di persona nel mio comune di residenza in Italia (mentre ero li’ “in ferie”) per verificare che il consolato avesse effettivamente comunicato il cambio di indirizzo, visto che nessuno aveva avuto la decenza di rispondere alle varie email che avevo mandato. Per fortuna l’impiegata e’ stata gentile ma mi hanno comunque fatto perdere un pomeriggio, maledetti!
    Da quando sono a Glasgow ho fatto vari cambi di indirizzo e, di conseguenza, hp dovuto comunicarli tutti all’Aire. Quello che a me fa imbestialire e’ che non ti mandano nessuna conferma di quando i tuoi dati vengono aggiornati. Sara’ che ormai mi sono britannizzata, ma che ci vuole a mandare un acknowledgment generato dal computer una volta che e’ tutto a posto? Tecnologia, questa sconosciuta 😦

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    • Scarpe Sciolte ha detto:

      in realtà a me quando ho fatto il cambio di indirizzo, il consolato mi ha messo in copia alla email che aveva inviato al comune. Il fatto che poi il comune non abbia notificato è tutta un’altra storia (purtroppo)

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  3. Aquila Noctis ha detto:

    Io dopo quattro anni in Canada in cui ero iscritto all’AIRE ho avuto un’esperienza diversa… Diciamo un po piu negativa.

    Non mi e’ stato utile x votare all’estero ed al mio rientro ho dovuto fare delle pratiche epiche semplicemente per tornare residente al mio comune originario e casa coi miei.

    (Con tutti gli strascichi relativi alle votazioni in Italia, alla possibilita’ di avere un medico di famiglia e cosi via…)

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