La Scarpa Sciolta del Mese #2 – Olivia

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2 aprile 2016 di Scarpe Sciolte

C’é da dire una cosa! Non mi sarei mai aspettato una risposta cosí positiva alla rubrica “#LaScarpaScioltaDelMese”. In molti mi avete chiesto di partecipare, in molti stanno scrivendo le loro esperienze e sicuramente riceveró tanto altro materiale nei prossimi giorni/settimane. Nel mio piccolo non posso che ringraziarvi di condividere le vostre esperienze, con me in primis e, di rimando, con tutti i “followers” che sembrano stranamente avere piacere di passare un po del proprio tempo libero su queste pagine 😉
Per chi non lo sapesse (sappiate che verrete puniti per questo), ogni mese pubblicheró un’intervista ad “uno di noi”, uno di quei tanti italiani che hanno lasciato la cara e vecchia penisola per cercare fortuna qui in territorio Britannico.
Per coloro i quali si fossero persi la prima intervista al sintetico “Raffaello”, vi invito a recuperare subito cliccando QUI.
Bhe direi pure che, ciancio alle bande, é arrivato il momento di dare il La, alla seconda “uscita” del #LaScarpaScioltaDelMese.
Oggi diamo un caloroso benvenuto ad una ragazza/donna (non ci é dato sapere) che ha viaggiato parecchio e che tra musica, birra, gabbiani e bottiglie volanti, ci racconta il suo passato da emigrante…
Senza dilungarci piú del dovuto credo sia proprio il caso di partire con la nostra seconda “Scarpa Sciolta Del Mese”!
Mi sembra doveroso ringraziarti per la partecipazione e per la disponibilitá! Se me lo permetti, senza perdere troppo tempo, inizierei subito con le domande.
Aspetta un secondo che stappo il veritas serum… 😉
POP!
Ecco ora fatti un bel sorso e iniziamo!

Inutile girarci intorno, la domanda d’inizio é sempre la stessa….
Come ti chiami, quanti anni hai e da dove vieni?
Mi chiamo Olivia, vengo da Pisa e, per quanto riguarda l’etá, diciamo tra 35 e 45..va bene cosi’… (piu’ o meno).

Il mantenere l’aura di mistero circa la tua etá obbliga il mio lato “lavandaia” ad andare in fibrillazione… Per il momento mi accontento, ma sappi che il dubbio
mi lacera dentro 😉

Quando sei arrivata nel Regno Unito e da dove ci stai scrivendo?
Sono arrivata in UK ai tempi della preistoria delle migrazioni italiche; all’epoca pre-facebook, pre-social- pre smarthphone pre-eleven september … pre..euro..pre..pre.
Era il lontano 27 Settembre 2000 ed arrivai in quel di Belfast (Northern Ireland), per chi non lo sapesse, dall’altra parte della Scozia.
Adesso sono in Italia da due anni vivo a Roma.

Ah! Traditrice della corona!!! Ci scrivi dallo stivale e non ci dici niente??? No scherzi a parte, sicuramente avrai avuto i tuoi buoni motivi e mi piacerebbe poi li condividessi con me 😉
Torniamo a noi.
Da quello che posso solamente immaginare, l’emigrazione durante quegli anni era meno inflazionata e immagino che la situazione fosse completamente differente rispetto ad oggi.

Ti andrebbe comunque di raccontarci come é stato
il tuo primo mese da “scarpa sciolta”?

Il mio primo mese a Belfast e’ inenarrabile.
Immaginatevi lo sbarco in una realta’ ai confini delle piu’ fervide fantasie. Persone che parlavano un inglese incomprensibile a dir poco, che giravano in T-shirt anche a -5 , dove l’uso dell’ombrello non era contemplato, o non conoscevano proprio l’uso dell’oggetto, dove al posto della pioggia piovevano strani oggetti, tipo pietre, bottiglie, lattine di birra e trovare un vetro intatto era una caccia al tesoro. con montepremi stile Fatti Vostri, e la sottoscritta che si aggirava nei dintorni dell’Universita’ tra l’affascinato e lo spaventato e non si azzardava ad allontanarsi dalla suddetta area … protetta.

Ma che belle sensazioni di angoscia che mi hai trasmesso…. Se non altro perché le capisco bene… E se ti avanzano un 5 minuti perché non ci racconti delle difficoltá che hai incontrato e delle cose che fin da subito ti hanno colpito positivamente?
Difficoltá? una montagna, siccome a descriverle tutte mi ci vorrebbe lo spazio delle Benevole di Jonathan Littel (se non lo avete letto leggetelo e’ bellissimo), ne elenchero’ 10 partendo da quella piu’ insormontabile .
1 (Indovinate un po’?..non la dico perche’ banale)
2 ( e’ si…banale anch’essa…ma vi ricordo che eravamo nel 2000 a Belfast e la pasta De Cecco te la potevi solo sognare, al posto suo c’era una sorta di pasta che dopo due minuti nel piatto potevi incollare la carta da parati) 3 Schivare le bottigliate
3 Vivere in un’area studentesca schivando le bottiglie e le pietrate
4 Abituarsi al caffe’ istantaneo (non mi ricordo se c’era Costa)
5 Attraversare la strada
6 Passare da un area protestante ad una cattolica ..e tornare indietro.
7 Ritornare a casa sana e salva dopo aver visto al cimena Magdalene Sisters di Mullan..
8 Giocare a freccette senza colpire un malcapitato ubriaco che si aggirava nella gittata della freccetta.
9 Capire il funzionamento della lavatrice dello studentato.
Cose positive: 16 anni meno di adesso! Divertimento senza limiti
Scoperta dell’hummus e di tutti i cibi etnici,
Birra Harp..Guinnes..e tutte le birre. Irish Breckfast Soda Bread e, dopo, Aberdeen…(I love you)

Non sapevo che il problema delle bottiglie volanti fosse cosí marcato nell’Irlanda dei primi 2000… Chissá come andavano alla grande le vendite di caschi all’epoca…
Diciamo che di cose strane ne hai scritte parecchie (un giorno mi piacerebbe che insieme approfondissimo il discorso “attraversamento protesto-cattolico”) ma se dovessi raccontarmi la cosa effettivamente piú strana che ti é mai capitata, cosa mi diresti?
La cosa piu’ strana che mi e’ successa e’ stata ad Aberdeen… Un gabbiano si e’ avvicinato con fare felpato e circostanzioso ..passo dopo passo e ha rubato un sandwich chiuso nella sua confezione. alle rimostranze del proprietario si e’ cosi’ arrabbiato che il malcapitato ha dovuto alzare bandiera bianca e guardare impotente il gabbiamo che trangugiava il suo panino davanti a lui con fare vittorioso.

Purtroppo hai ragione da vendere… Chiunque gironzoli per la Scozia infatti sa bene che i gabbiani autoctoni sono meno socievoli di un anziano scorbutico a cui hanno tolto il vino durante i pasti… e hanno piú appetito di Pannella a fine digiuno.
Ora dimmi, sei riuscita negli anni a creare un legame di amicizia degno di tale nome, o hai vissuto all’ombra di vecchie amicizie mantenute tramite Skype e affini?
Come cambió il rapporto che, da emigrata, avevi con l’Italia?
Gli amici in UK hanno avuto diversi ruoli nel corso del mio periodo “extra-Italia”, Amici, nemici, odi , rancori, amori, tradimenti ..e poi ancora tradimenti e amori..Si e’ stato bellissimo, ho conosciuto persone fantastiche, alcuni angeli ,qualche diavolo..persone meravigliose, amici che ancora adesso fanno parte della mia vita…ah…durante questo periodo ho conosciuto anche il mio compagno.
Per quanto riguarda il rapporto con L’Italia, é semplice: Io amo l’italia, la amo sopratutto perche’ possiede il 30% del patrimonio artistico mondiale, la amo perche’ c’e’ il sole, la cultura, il vino, Venezia, le cinque Terre.e poi…e poi…segue lista di altre 150 voci.
Il mio rapporto con l’italia non si e’ mai allentato, diciamo che si e’ rafforzato con gli anni, pur amando Aberdeen, l’italia e la mia italianita’ e’ sempre stata presente nel mio modo di vivere e rapportarmi con gli altri.

Ora permettimi di “impicciarmi” riguardo il tuo tempo libero!
Io per riprendere le mie passioni, ovvero la fotografia e la musica, ci ho messo parecchio. Complice la soluzione abitativa e lo scarso tempo libero, riuscire a rimettersi a suonare seriamente ha richiesto parecchio tempo. Adesso fortunatamente riesco piú o meno a fare tutto.. Ma nel tuo caso, come riempivi le giornate e i momenti liberi?
Complice il meraviglioso tempo scozzese, e UK in generale, tempo che ti spinge a lunghe passeggiate all’aperto con i calzoncini e gli occhiali da sole, ho cominciato a frequentare quasi per scherzo la palestra…
Adesso se non vado almeno tre volte alla settimana in palesta non mi sento viva.
Cosa facevo nel tempo libero?
Ad Aberdeen andavo in Palestra, cinema, Belmont (meraviglia delle meraviglie, film in lingua originale SEMPRE , non esiste doppiaggio grazie a Dio) pub musica, gig, violino , uscite con gli amici, cene, giornate in biblioteca, (si per lavoro e per il tempo libero) Caffe’ Costa (I love you).
Sono rimasta con gioia per 14 anni, ci sono stata bene..
ah..dopo Aberdeen sono stata a Leeds e a Londra, mi sono arricchita…(no..cosa avete capito..culturalmente, emozionalmente, e si dai..ho fatto anche qualche pound.) Dopo questa esperienza mi sento una persona migliore, parafrasando il grande Battiato, con piu’ volonta’, voglia di vivere.
In una parola Bello.

Indubbiamente hai avuto la capacitá di trovare il bello in ogni cosa e, da quello che leggo, sono sircuramente stati anni difficili ma divertenti.
Mi permetti di farti una domanda abbastanza personale?
Come mai sei rientrata in Italia? Cosa era cambiato tra te e lo UK?
Sono rientrata al massimo della mia carriera, di insegnante di musica e musicista, ho lasciato tutto come quando partii per gli Uk 14 anni prima. La morte di mio padre e l’impossibilita’ di stagli vicino come avrei voluto mi hanno spinto ad assere piu’ presente con le persone che piu’ amo, i miei amici , i miei pochi familiari. La lontananza si e’ fatta sentire (questo e’ piu’ o meno la causa del mio rientro)…
Ah mi ha seguito anche il mio compagno…

L’importante alla fine resta sempre la famiglia… C’é veramente poco da fare 🙂
Permettimi di chiudere questa Scarpa Sciolta del mese chiedentodi di dare il tuo personale consiglio a chi vuole lasciare l’italico territorio in vista di nuovi lidi…
Cosa consiglio agli italiani che vogliono partire?
Prima, di solito, partivano i dottorandi, i ricercatori. Non partivano gli undergraduate, le famiglie, i bambini piccoli.
Adesso tutto e’ cambiato e ogni nucleo dovrebbe prapararsi in maniera diversa, ma un suggerimento generale per tutti, pianificate al massimo il vostro trasferimento, oggi partire é piu’ facile di prima ma mi raccomando, cercate per quanto possibile di partire con un ottimo inglese.

Effettivamente, complice la crisi, il modello di emigrante moderno é radicalmente cambiato nel corso degli anni ed il tuo spaccato non fa che supportare la teoria.
Che dire di piú? Grazie. Grazie di cuore per il tempo che ci hai dedicato, per la partecipazione e per aver condiviso una parte del tuo passato con noi.
Fai un saluto a modo tuo a tutti i lettori e grazie ancora per la partecipazione!
Ste
Ciao a presto!
Olivia

Siamo alla fine giunti al termine di questa seconda “Scarpa Sciolta del mese”. Speriamo di avervi intrattenuto e che sia stato di vostro gradimento trascorrere qualche minuto su queste pagine. Se anche tu vuoi partecipare, mandami un messaggio e sarò ben volentieri di “organizzare la cosa”. Se invece conosci qualcuno che sarebbe perfetto per questa rubrica, taggalo senza pietà sulla pagina facebook di Scarpe Sciolte , e non dimenticatevi che, per essere ammessi nell’elite dei “discepoli dalla scarpa sciolta”, bisogna raggiungere almeno le 235’142 condivisioni 😉 Fallo per te! Condividi 😉
La rubrica “La Scarpa Sciolta Del Mese” vi da l’appuntamento a Sabato 7 Maggio!
Un abbraccione di quelli che scaldano il ventricolo sinistro.
Ste

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