Le #cosechenoncapisco del Regno Unito

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13 febbraio 2016 di Scarpe Sciolte

Bisogna ammettere una cosa: TUTTI e dico TUTTI, quelli che abbandonano la madre patria, finiscono in un periodo di estasi mistica in cui persino la cacca del cane sul marciapiede, in quanto “non italiana” é meglio di quella che si pestava sugli italici marciapiedi, anzi é piu che legittima. Anche vedere un materasso a bordo strada viene visto come un gesto di altruismo per viandanti affaticati dal lungo peregrinare. In pratica quello che voglio dire é che bene o male quasi tutti gli immigrati passano il momento “Fan”.

Che intendo per Fan?

Semplice il Fan é quel soggetto, simpatico come una zanzara sotto le lenzuola, che ha i sensi foderati col prosciutto. Ora immaginiamo i fan di Ligabue o di Vasco (lo só perderó parecchi lettori ma ne vale la pena per lo meno per dare la giusta idea del concetto). Chiunque con un minimo senso critico relegherebbe gli ultimi lavori musicali di questi due “artisti”, in aree apposite dove, lontano dal contatto umano, sarebbero lasciati ad attendere la normale decomposizione del materiale su cui tale “prodotto” é stato inciso, vista la indubbia scarsezza del suddetto materiale.

Il Fan no.

Vasco puó continuare a strillare vocali sbiascicate e Ligabue puó continuare a fare testi meno sensati di un discorso di Bossi ma il Fan, quello vero, apprezzerá qualsiasi cosa venga sfornata, sia pure un loop ripetuto composto da un urlo continuo della Santanché misto allo sfregamento del gessetto sulla lavagna, e guai a chi proverá anche solo ad esprimere una critica.

Ecco, durante i primi giorni da immigrato, quasi tutti si trasformano in Fan.

Tutto é bello, colorato, giusto, funzionante, spettacolare, e chi piú ne ha piú ne metta…

Ma é veramente cosí?

Ovviamente, banale come una mignolata su un comodino alle due di notte, no!

É bellissimo peró leggere i commenti degli immigrati (o presunti tali) freschi di 2/3 settimane che diffondono aria di miracolo da questo o quel paese, basta che non sia Italia. Purtroppo spesso è fin troppo vero che le cose “fuori” funzionano meglio ma è anche altrettanto vero che qualcosa che non vá c’é sempre in ogni paese.

E grazie al Razzo direte voi… Si vabbé peró buoni con le parole che io mi scandalizzo…

erba

In questo splendido e luminoso Sabato, in cui mi tocca lavorare e guardare fuori dalla finestra in attesa delle 5, condivido con voi alcune #cosechenoncapisco che ho avuto modo di vedere/provare qua in Scozia.

L’ordine è puramente casuale e chi vuole puó inviare le sue #cosechenoncapisco cosí poi le aggiungiamo e ci facciamo un bell’articolo e lo rinomino di prepotenza “quello che non ci piace dello UK”

Partiamo da… I prezzi dei mezzi pubblici.

Fidatevi se vi dico che spesso risulta piú economico affittare un elicottero privato che prendere un treno o un autobus extraurbano.

Staff line up during a photo opportunity in front of Japan's first Hermes helicopter, designed by the French luxury brand in conjunction with Eurocopter, during a media event to announce Mori Building City Air Services' private helicopter service in Tokyo August 7, 2009. The service will provide a 30-minute luxury helicopter shuttle service between central Tokyo and Narita International Airport using Eurocopter choppers, including a $10 million EC135 model designed by Hermes. The fare for a one-way ride is 75,000 yen ($790). REUTERS/Yuriko Nakao (JAPAN SOCIETY TRANSPORT BUSINESS TRAVEL IMAGES OF THE DAY)

Nonostante nel Regno Unito ci siano numerose compagnie di trasporto pubblico “private”, i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti sono talmente elevati che qui spesso si preferisce cercare casa vicino al lavoro piuttosto che fare il pendolare.

Anche perché con i costi che ci sono qui con 3/4 abbonamenti ti compri una villetta al centro di Edimburgo.

Il primo esempio che mi viene in mente è quello della First Buses (compagnia di bus extra-urbani) che per farti “pendoleggiare” allegramente per una 20 di Km, ti chiede la simpatica ed intraprendente cifra di 90 sberle al mese.

saberla

Non é da meno la cara e vecchia Scotrail (la societá dei trasporti su rotaia)che riesce a sfilarti, per una 30ina di km, la bellezza di 140/150 Sterline mensili… Alla faccia del bicarbonato, direte voi!

Oltretutto, per chiarezza di informazioni, con l’abbonamento First, si possono prendere solo ed esclusivamente gli autobus First che, purtroppo, non sono cosí capillari come quelli della Lothian (la compagnia che si occupa del trasporto urbano ad Edimburgo) e, nei casi di sfiga massima, puó essere necessario anche l’abbonamento Lothian Buses che costa ulteriori 54 Sterline al mese.

Il sunto é particolarmente semplice: Si, i mezzi funzionano ma qui hanno il simpatico vizietto di perforarti la giugiulare ed attendere sorridenti il dissanguamento mentre uno stormo di avvoltoi travestiti da controllori attende, avido, il trapasso.

Posso quindi asserire senza vergogna che il solo avvicinarsi ad un treno/autobus, comporta la perdita improvvisa di ogni ricchezza e/o possedimento personale ergo, a meno che non siate imparentati con i Rockfeller, se potete fatevi una bicicletta…

desert

Un’altra delle #cosecenoncapisco sono le cucine.

Fidatevi se vi dico che qui in UK sono quasi tutti degli ottimi cuochi. Non è raro infatti incontrare Scozzesi parlare sul bus o per strada di questa o di quella ricetta, di come hanno soffritto l’aglio o di come hanno rosolato la patata al forno oppure del momento esatto in cui hanno messo il rosmarino nella teglia per dare il sapore giusto al “polletto con le patate”.

Questo popolo ha un’idea, un rispetto, ed una cultura pressocché sconfinata per la cucina e tutto questo infatti si ripercuote, come potrete facilmente immaginare, sulle cucine che si possono trovare nelle case Scozzesi.

La tipica cucina scozzese è ampia, spaziosa, piena di utili utensili per la preparazione di speciali manicaretti, ricca di piani di lavoro e con una cura maniacale per i dettagli.

Vi chiederei se per caso avete colto la sottile ironia che ha permeato quest’ultima parte ma spero non ce ne sia bisogno…

Il massimo della cucina per uno scozzese è un hamburger fritto male con l’olio vecchio.

cucina

Se si cerca con calma, le cucine decenti e anche funzionali si trovano, ma la gran parte di queste rasentano il ridicolo…

Per un italiano puó essere un problema abbastanza tedioso…

cucina2

Che altro? Ah Si! Le case in genere.

Che sia una splendida casa vittoriana di etá ottocento, o una piú recente, sarete sempre accompagnati dal simpatico scricchiolio di: pavimenti, pareti, mobili, nomi, cose, persone e cittá.

Le case qui sono quelle prefabbricate che hanno un ottimo isolamento termico e acustico ma sono piu rumorose della casa della famiglia Addams durante un Rave party.

casa

Immaginate che cosa divertente alzarsi per andare in bagno alle 2 di notte e, tra scricchiolii e rumori vari, fare piú rumore di una banda di alpini ubriachi di grappa barricata mentre suona “il Piave” come se non ci fosse un domani.

alpiin

E come non parlare del camino?

Che bello il camino d’inverno… L’odore della legna che brucia. Gli scoppiettii del legno. Il calore sulla pelle… Un camino dà ad una casa quel plus che trasforma una House in una Home!

Bello vero?

SCORDATEVELO!

scoradtelo

Qui gli unici camini che si trovano sono quelli elettrici finti che ti fanno venire voglia di partire per plutone senza tuta e senza ossigeno.

pollo

Sia Chiaro qualche casa col camino c’é ma stringi stringi rappresentano una esigua percentuale e adesso indignatevi pure perché ho usato il termine “esigua”.

Ahia!!! Scusa mi passi l’acqua ossigenata?

Io dipendo dall’acqua ossigenata perché la uso sia come disinfettante che come colluttorio.

Qui quando vai in farmacia e chiedi l’Hydrogen Peroxide, ti guardano come se stessi prendendo a bastonate un cucciolo di foca artica. Quando notano che li guardi con aria perplessa, vista la loro totale ignoranza, cercano di capire che cosa hai chiesto e, se ti va bene, te la ordinano. Ovviamente ti tocca tornare a prenderla il giorno dopo.

Vi assicuro che certe volte ti costringono a dare delle spiegazioni talmente tanto cretine che alla fine ti chiedi se il farmacistá in realtá non sia un tizio col quoziente intellettivo di un telettubies, messo lí solo ed esclusivamente per innervosire il prossimo, cioé, io.

farmacista

Negozi con lo stampino… I franchise.

Purtroppo lo UK è una specie di America senza grattacieli in cui si guida a destra e, come la nazione che ha dato i natali a gente dello spessore di Bush e Nixon, anche qui hanno la cattiva abitudine di “spersonalizzare” qualsiasi cosa.

In pratica quello che cerco di dire é che i negozi “non marchiati” sono molto rari e quasi tutti sono una specie di franchise o giu di li.

In giro per la cittá vedi sempre le stess catene: Boots per le farmacie (o Lloyds), poundland, poundstretcher, i charity tutti fatti con lo stampino, ecc ecc.

Persino le pasticcerie sono brandizzate. A Edimburgo ci saranno almeno 3 Patisserie Valerie…

Ma che palle…

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Gli unici che cercano di essere “unici” sono i ristoranti, anche se pure li ci sono le catene che intasano ogni angolo della cittá.

A ri-che palle…

pallone

La piaga britannica per eccellenza: I lavandini.

Qui la maggior parte dei lavandini sono costituiti da due rubinetti SEPARATI. Un rubinetto a destra del lavabo che spara polvere di ghiaccio che chiameremo SHIVA, e un rubinetto a sinistra che spara lava incandescente che chiameremo per comoditá IFRIT.

rubinetto2.jpg

Un’immagine che vale piú di mille parolacce

Non é possibile lavarsi la faccia in pieno inverno senza avere un principio di ipotermia sulla mano destra e un ustione di quinto grado sulla mano sinistra.

Veramente una mossa furba! Ottimo lavoro UK!

NON A CASO L’IDRAULICO PIÚ FAMOSO AL MONDO É ITALIANO E NON INGLESE

Sia chiaro che la fortuna ha voluto che uno di questi maledetti lavandini me lo sono ritrovato dentro casa….

 

Il bere.

Da quello che ho sentito il bere è una piaga abbastanza diffusa in tutti i paesi di lingua anglofona e qui non sono da meno. Semplicemente bevono. Ma bevono talmente tanto che é piú facile trovare un unicorno con le infradito e i calzini che fuma la pipa mentre legge il giornale, che un fegato sano.

unicorn

Il venerdí e il sabato, in particolare, sono gli “Sfascio days”.

Lo sfascio day é di solito composto da queste specifiche fasi:

1) Si cerca un pub

2) Si entra nel pub

3) Si viene accompagnati all’uscita, alle 3 passate, in condizioni talmente tanto disastrate che Baghdad potrebbe essere paragonata a Las Vegas il giorno di capodanno.

Non a caso il bere trionfa sempre sul male.

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 Ma come ti vesti? Ma poi che cos’é quest’odorino? L’igiene personale e l’aspetto.

Ebbene in ultimo punto ci metto il livello di igiene che sto riscontrando nella popolazione autoctona.

Il quiz di oggi é: vuoi riconoscere un immigrato?

Niente di piú semplice: Annusalo! Se non sa di fritto non é UK e se odora di Curry è indiano…

indiano

Se il naso non vi basta, guardalo! Se non ha dodicimila tatuaggi, almeno 14 buchi in faccia, capelli assurdi di ogni forma e colore, 27 kili di trucco comprensivo di ciglia da 12 metri e se non ha addosso vestiti presi dai secchioni appena fuori casa di Thomas Milian, NON é britannico. Semplice!

alfano

 Io che di solito vengo definito “lievemente trasandato”, qui potrei facilmente passare per un indossatore professionista. Roba che Moira Orfei (pace all’anima sua) a confronto sarebbe potuta essere scambiata per Don Sturzo.

don camillo

Per tutti quelli che hanno altro da aggiungere ricordo che è possibile lasciare un commento proprio qui sotto!!!

Come sempre, prima di lasciarvi alle vostre cose, non posso non ricordarvi che il Cern di Ginevra ha confermato che condividere a pioggia questo blog, seguire la pagina facebook, twitter e instagram , rende sicuramente piú belli ma poi ti fa stare meglio con gli altri. Fallo per te! Sii egoista! CONDIVIDI!!!!

Salute gente!

Ste

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9 thoughts on “Le #cosechenoncapisco del Regno Unito

  1. lauryn77 ha detto:

    grandissimo come sempre. già fatto girare 😉

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  2. Mario Norato ha detto:

    Ciao! Leggo sempre, o quasi (dipende dal tempo che ho a disposizione e dall’umore ovviamente) i tuoi articoli e ti faccio i miei complimenti, sia perche’ sono divertenti, sia perche’ cogli sempre nel segno! Con questo articolo mi hai fatto ridere risate amare… Il periodo fan l’ho avuto anch’io 5 anni fa quando mi trasferii per la prima volta a Edimburgo, ma, per una serie di fatti che non sto qui a raccontare, e’ durato quanto la neve edimburghese. Adesso sono molto piu’ disincantato e riesco facilmente a notare i difetti, pur mantenendo un profondo rispetto e una grande ammirazione nei confronti di questo Paese. Vorrei aggiungere un paio di cosette. Qui a Edimburgo, nonostante i costi che tu hai citato, sono orgogliosissimi della loro Lothian come se fosse il miglior servizio pubblico di trasporti esistente nell’universo conosciuto. Io vivo in un quartiere periferico (East Craigs) e l’ufficio in cui lavoro si trova in pieno centro (Dundas st.) per cui passo dalle 2 alle 3 ore al giorno della mia “preziosa” vita (tra attese alla fermata e tempo reale di trasporto) appresso a questo meraviglioso servizio. Con una cadenza di 1-2 volte a settimana mi capita di dover assistere a 2-3 autobus numero 31 che sono “DUE” e il successivo dopo 40 – 50 minuti. Cio’ significa che se non cogli l’attimo fuggente ti tocca aspettare quasi un’ora per il prossimo autobus. Fin quando cio’ accade in pseudo-estate non c’e’ nulla degno di nota, al limite mi vado a fare un giretto sul carousel di Princes street in attesa che si compi la beata speranza, ma quando ti tocca stare 40 – 50 minuti in attesa sotto la pioggia “assuppa viddani”, come la chiama la gente che viene dalle mie parti, insomma devo ammettere che il movimento rotatorio delle parti basse assume un ruolo rilevante per mantenermi in equilibrio tra sciatica e fame che neanche i lupi hanno mai conosciuto. Quindi da un’azienda ricca come la Lothian mi aspetterei un servizio all’altezza della sua reputazione, cosa che regolarmente non accade. Per rimanere in tema, vorrei pure aggiungere che nel periodo di fine settembre – primi di ottobre hanno iniziato ad accendere i riscaldamenti e ho potuto assistere a scene di gente che, una volta saliti, tiravano fuori dallo zainetto i loro teli, gli occhiali da sole e si spalmavano la crema credendosi in chissa’ quale spiaggia tropicale… Scherzi a parte una volta sono dovuto scendere in preda ad attacchi di panico per via della calca, della puzza e dell’afa insopportabile. Infine sottolineo come sia necessario, se vuoi far parte della squadra degli autisti Lothian, avere un’alta dose di “bastardita’” come direbbe Checco! Passando ad altri argomenti ci sarebbe da scrivere un trattato sulle casette scozzesi. Cito solo un caso di vita da me vissuta che la dice lunga sugli home designer in kilt. 5 anni fa, quando ero in cerca di appartamento, mi sono trovato dentro una casa in cui il lavandino era dentro la vasca! Cioe’ io per potermi lavare le mani sarei dovuto entrare nella vasca, o mettermi in una posizione tale che a lungo andare avrei potuto ambire alla posizione di palo della luce a Diagon alley in uno dei film di Harry Potter. Cosa non si fa per riadattare sgabuzzini a bagni e affittare poi l’appartamento a peso d’oro… Vogliamo parlare poi degli armadi incassati a muro senza cassetti dove mettere i vestiti? Per quanto mi riguarda quello del miscelatore, e’ stato nel corso della ricerca del nuovo appartamento, uno dei requisiti essenziali su cui s’e’ basata la nostra scelta. Non voglio piu’ vivere in una casa con i rubinetti senza miscelatore, credo che non riusciro’ facilmente a cancellare questo trauma. Rileggendo sembra quasi che io mi trovi malissimo qui in Scozia… In realta’ ho esagerato un po’ per scherzare e riderci su, il solo fatto di poter affittare una macchina (con 550 pounds di deposito e la continua sensazione di essere stato truffato 😛 ) e ritrovarsi nel corso di una gita di un giorno in posti come Pitlochry, Oban o in piene Highlands ti fa dimenticare le cosuccie di prima e ti viene voglia di fare application per fare il commesso in uno di quei negozi su Princes st o sulla Royal mile con le cornamuse a tutto volume!

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    • Scarpe Sciolte ha detto:

      Tu sei il classico esempio di “non Fan” e hai tutto il mio apprezzamento per questo!!! Ad ogni modo hai saputo descrivere i limiti della Lothian alla grande… Ti basti pensare che io prima abitabo a Leith a lavoro nella ona di Edinburgh Park e per pendoleggiare in città spendevo u.n’ora e un quarto all’andata e altrettanti al ritorno (afa compresa)…. Ad ogni modo grazie infinite per il tuo commento! Quando vuoi sono qua! 😉

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  3. giovannivonpalilla ha detto:

    Bell’articolo! Ho vissuto in Regno Unito solo per sei mesi in Erasmus ma non posso che confermare punto per punto quello che hai scritto. E soprattutto:
    “Un rubinetto a destra del lavabo che spara polvere di ghiaccio che chiameremo SHIVA, e un rubinetto a sinistra che spara lava incandescente che chiameremo per comoditá IFRIT.” Ne ho lette e sentite tante su questo tema, ma questa frase le vince tutte! 🙂

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  4. giovannivonpalilla ha detto:

    L’ha ribloggato su I read much of the night.

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