Strano ma vero….

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8 novembre 2015 di Scarpe Sciolte

La terra di Wallace é un posto splendido, pieno di tradizioni, cultura, natura e chi piú ne ha piú ne metta ma é anche il posto dove ho visto delle cose talmente assurde che il divino Otelma a confronto é un sobrio ed elegante esempio di buongusto (tranne che per le unghie finte. Quelle non si potrebbero tollerare nemmeno sotto l’azione di forti sostanze psicotrope).

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Otelma in un momento di massima sobrietá

In questo articolo, utile come puó esserlo solo una cabina telefonica ai giorni nostri, stileró un breve elenco delle stranezze che ho avuto modo di vivere di persona nella strana terra che ha dato i natali all’occhialuto maghetto conosciuto come Harry Potter.

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Quel simpaticone di Harry mentre si burla di zio Tom

Scusi dov’é il bagno?

Chiunque si appresti a partire per quello che una volta era l’antico Regno di Alba, ha un unico pensiero in testa: Il bidet! Esiste in Scozia il Bidet?

Non vi negheró la risposta, dato che non sono un sadico, ma vi stupirá sapere che il motivo per cui ho posto in questo pseudo-elenco i bagni, NON é per parlare del bidet, bensí per citare due cose che non avrei mai e poi mai pensato di vedere in vita mia.

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Fra un po arriviamo pure al Bidet…

Cominciamo dalla doccia!

Immaginate il mio stupore quando, il 4 Febbraio 2015, entrando in un bagno di una casettina nelle campagne della ridente provincia di Falkirk, con l’intento di farmi una doccia rilassante, mi ritrovai di fronte a me una specie di “asciugamani elettrico” (di quelli che trovi nei bar o nelle stazioni) da cui spuntava il tubo con la cosiddetta “Cipolla”. Dopo un qualche secondo di incertezza, mi sono avventurato nel collaudo di quella siffatta diavoleria di natura britannica.

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Ecco come é fatta una doccia elettrica

Andando diretto al punto, vi rendo eruditi sul fatto che qui é particolarmente diffusa la “doccia elettrica”. Una specie di marchingegno infernale che controlla la temperatura e la quantitá del getto d’acqua. In pratica é un miscelatore all’avanguardia che evita gli sbalzi di temperatura che solitamente inducono ipotermia fulminante o autocombustione.

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Io sotto la doccia quando il miscelatore mi fa gli scherzetti

Diciamo pure che, benché sia un attrezzo particolarmente strano per noi “sud europei”, la doccia elettrica fa il suo porco lavoro e non ci si puó proprio lamentare.

Veniamo ora al lato piú simpatico dei bagni scozzesi…

NO NON É ANCORA ARRIVATO IL MOMENTO DEL BIDET!!!!

calmi

Ci siamo quasi…

La cosa che piú mi innervosisce é che parecchi bagni (e cucine) scozzesi, hanno dei rubinetti che possono essere stati concepiti solo da una persona con un forte odio verso ogni forma di vita terrena e non. Pensavo a qualcuno tipo Gigi d’Alessio o Gargamella, scegliete voi quello che piú (anzi meno) vi aggrada.

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Gargamella mentre si prepara per fare il binocolo con le mani

Con questo preambolo di morte e distruzione la domanda che vi porrete sará: E che sará mai!!!

Il perché di cotanta enfasi da parte di chi scrive ha una sua ragione piú che valida….

L’incubo di ogni italiano in un bagno scozzese, o per lo meno il mio personale incubo peggiore, é nientepopodimenoché: Il miscelatore.

Per quei pochi che non sapessero che cos’é il miscelatore, concedo una brevissima spiegazione.

[INIZIO SPIEGAZIONE] Il miscelatore é quel raccordo a Y che “miscela” l’acqua calda e quella fredda. [FINE SPIEGAZIONE].

La cosa strana della terra in cui lanciare i tronchi era sport nazionale, é che il miscelatore qui semplicemente non esiste, o é piú raro di un quadrifoglio delle dimensioni di un dromedario, o di un gioco della Bethesda senza bug al day one…

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Tipico tizio senza testa dei titoli Bethesda

Parecchi Lavandini hanno non uno ma ben DUE rubinetti: uno all’estrema destra e uno all’estrema sinistra del lavabo. Il risultato di cotanta intelligenza e furbizia idraulica, é che non puoi lavarti le mani senza perderle per le ustioni o per i geloni (a meno che non si possieda la velocitá di Flash Gordon e si misceli “manualmente” l’acqua compiendo dei movimenti rotatori velocissimi con entrambe le mani). In alcuni casi il miscelatore sembra esserci ma se guardi bene dal beccuccio del rubinetto puoi notare che ci sono due uscite!!! Una per l’acqua calda e una per quella fredda… Anche in questo caso il rubinetto ha concentrati, in 3 cm di getto, la lava e il ghiaccio.

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Il rubinetto del mio attuale posto di lavoro….

Nonostante sia indubbiamente una minchiata di dimensioni astrali, quest’ultimo tipo di aggeggi sono sempre meglio dei rubinetti separati…

Un’altra cosa assurda come un discorso sulla logopedia tenuto da Luca Giurato, é l’ASSENZA di prese di corrente nel bagno.

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Lo stupore di Luca di fronte ad un congiuntivo

Ebbene si, in Scozia, (ma penso in tutto il Regno Unito) NON é possibile installare una presa a muro nel bagno (se non quelle a bassissimo amperaggio che vanno bene solo per gli spazzolini elettrici). Tutto questo comporta il fatto che per asciugarti i capelli devi andare in giro per casa alla ricerca di una spina libera e se, come me ormai i vostri capelli tendono piú a restare sul pavimento che attaccati alla testa, capirete bene che la cosa non é che sia poi il massimo dell’igiene… Bah…

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Si comincia sempre con l’asciugarsi i capelli per casa. Poi si finisce cosi…

Piccolo appunto per coloro i quali stanno ancora in ansia per il Bidet…. la risposta é molto semplice ed é un secco e sonoro NO. I bidet sono particolarmente difficili da trovare nelle case. Puoi sempre comprarlo nei negozi di idraulica (si trovano piú o meno facilmente) o su internet (li vende pure Amazon), ma se sei in affitto la vedo dura…. Tuttavia alla fine ci si abitua e con una doccia passa, se non la paura, almeno la puzza ;-)….

Polvere sei e polvere ritornerai, ma tra una polvere e l’altra un buon bicchiere non fa mai male: i pub!

Se pensi al Regno Unito, generalmente ti vengono in mente tante cose e, capelli rossi a parte, i pub sono una delle cose che per prime si fondono con l’immagine colletiva che si ha del paese anglofono per eccellenza.

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Una mia fotina al famoso Bobby’s pub nella old town di Edimburgo

Effettivamente il numero di Pub che si possono incontrare qui é praticamente infinto ed é bello vedere come ognuno sia diverso da un’altro, sia come colore che come clientela. Nella zona dove abito, in un’area di 50 metri quadrati, ci sono 3 pub diversi: uno per i giovani, uno per gli emarginati e uno per gli over ’50 (della serie ad ognuno il suo!).

Purtroppo, per la cultura UK, questi benedetti locali sono praticamente (quasi) l’unica attivitá ricreativa (o comunque una delle piú (ab)usate forme di intrattenimento locale).

Mi spiego rapidamente: Purtroppo nell’anglaterra la teoria di massima é quella che il bere trionferá sempre sul male. Bevono, bevono e bevono…. Diciamo che traggono dall’etanolo, la loro (quasi) unica fonte di divertimento e/o capacitá di socializzare.

Non so quanto sia “socializzante” ma sono testimone di gente, alle 4 e mezza di mattina, appoggiate ai pali della luce, in attesa di maggiore luciditá (gioco di parole PA TUM TSS) per trovare la via di casa… (ipotizzo pure che il tipo si sia pure fatto una lunga chiacchierata col lampione in questione).

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La persona piu sobria di tutta Edimburgo

Un’altra cosa che mi ha fatto “strano” é che qui il venerdí, alcune societá in cui si lavora in giacca e cravatta, hanno il “dress code off”, ovvero, puoi venire vestito in modo “normale” e nessuno ti fustiga con la frusta avvelenata con il curaro.

Io mi sono spesso chiesto il perché e, dopo un’illuminazione che nemmeno sul cammino di Santiago, ho finalmente compreso….

Qui succede che il venerdí, a fine lavoro, praticamente CHIUNQUE scappa dagli uffici, manco avesse i cani alle calcagna, e si chiude dentro un pub. Li si comincia a bere come cammelli a secco da mesi e senza considerare l’eventualitá di un domani, manco fossero il replicante di Blade Runner.

Diciamo pure senza remore che qui di sete ne hanno parecchia!

Cin Cin!

L’Edgar-abito e lo zucchero: Il dolcetto locale!

Probabilmente molti di voi penseranno che in Scozia, gli autoctoni, non abbiano grosse doti culinarie, mangino pesante e ruttino come cinghiali mentre lanciano le ossa di pollo al cucciolo di Scottish Terrier che scodinzola felice sotto il tavolino di casa. A dire il vero, rutto a parte, non é che siate poi cosí lontani dalla veritá.

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Il lancio dei tronchi… quanti ricordi

Una delle cose che mi hanno fatto strano, é stata quella di scoprire come la massima espressione di arte culinaria a base saccaridica, sia rappresentata da una barretta di MARS FRITTA.

Ebbene si. Questi simpatici omini prendono il Mars, che di per sé é leggero come una pagnottella strutto e salame, lo buttano dentro un liquido apposito (penso sia uovo ma non ne ho la certezza), lo immergono per un pochetto nell’olio bollente e te lo servono… Cosí senza pensarci due volte, e sopratutto senza il benché minimo porto d’armi.

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Il mars fritto in tutta la sua untuositá

Non ho avuto il coraggio di provarlo e al momento non ne sento la necessitá, tuttavia vi prometto che, se per caso mi capitasse di dargli un due/tre mozzichi, sarete i primi a venire a conoscenza delle mie impressioni (se non da me direttamente, dal medico).

Una mano lava l’altra: l’igiene nella ristorazione

Parlare di igiene nel Regno Unito richiede veramente un quantitativo di tempo che al momento non ho e purtroppo mi vedo costretto, come uno scolaretto a 5 minuti dallo scadere del tempo per la consegna di un esame, a fare un bignami di quello che mi é capitato di testare con mano. Sia chiaro non voglio dire che le persone abbiano una scarsa attitudine al detergersi, piuttosto quello che mi inquieta é la carenza di normative di igiene per i locali tipo ristoranti/take away etc. Il problema di fondo é che per un certo verso qui aprire un’attivitá é molto piú semplice che fare la stessa cosa da noi in Italia, dall’altro lato tuttavia forse magari un pó piú di restrizioni non guasterebbero.

L’esempio lampante é la NON necessitá di avere condotti di aspirazione nelle cucine. Mi spiego meglio. Mentre cucino in un ristorante, magari nel seminterrato, i fumi dovrebbero essere aspirati dalla cappa e per poi essere portati in alto, attraverso un’apposita canna fumaria, e rilasciati nell’atmosfera evitando di contaminare l’aria “ad altezza uomo”. Questo perlomeno é quello che capita in Italia. Qui invece, di frequente, ti capita di passeggiare e di incontrare delle piccole grate, che definirle unte é un eufemismo, da cui escono getti di vapore fritto ad altezza rotula, che oltre a conferire ai tuoi vestiti quell’odore fresco tipico delle fogne di Calcutta, creano, sull’asfalto, una patina oleosa che ha il simpatico compito di farti spezzare gli incisivi sul manto stradale che, amorevole come uno scoiattolo idrofobo abbandonato all’Idroscalo, non si esime dal contrastare la tua faccia con la sua massa inerme. Ci sarebbe molto da dire circa le condizioni di igiene dei locali qui in UK ma preferisco fermarmi qui, se non altro perché magari qualcuno legge l’articolo a ora di cena… 😉

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Non osservare MAI quelle grate a distanza ravvicinata

Quel treno per Yuma: Il costo dei mezzi pubblici

Una delle cose piú naturali di questo mondo é prendere i mezzi pubblici.

Che tu sia a Roma, sotto una pensilina arancio-marcio, dove gli orari sono messi li per far colore o che tu sia a Edimburgo, dove ci sono piú autobus che persone, prendere i mezzi pubblici é una cosa che accomuna quasi tutti gli abitanti della capitale scozzese e del pianeta terra (piú o meno).

C’é da dire una cosa. Io in vita mia non ho mai visto cosí tanti autobus uno dietro l’altro. Vi basti pensare che sono cosi tanti che, spesso e volentieri, generano talmente tanto traffico che avresti voglia di scendere e uccidere a manganellate l’addetto all’organizzazione delle corse.

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Un’immagine casuale di Princes Street. Fate caso al numero di autobus.

Se poi a tutto questo ci sommiamo anche che, nel momento in cui scrivo, Edimburgo ha cosí tanti cantieri aperti che non puoi andare da nessuna parte senza ritrovarti sbarrammenti di ogni tipo che pare di stare a Giochi senza frontiere, non vi sto nemmeno a dire che, certe volte per fare 10 kilometri, ci si mette un mesetto, un mesetto e mezzo.

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Il nuovo logo di Edimburgo

Vabbé diciamo peró che non é sempre cosí e che i mezzi funzionano (generalmente) da Dio.

Ora il discorso é che per un abbonamento “urbano” da 4 settimane, bisogna sborsare la modica cifra di 54 £ che, a mio modestissimo parere, non é che siano poi proprio cosí poche… Sempre considerando che Edimburgo NON ha una metropolitana e quindi se siete fortunati come il sottoscritto e lavorate dall’altra parte della cittá, preparatevi a stare nel bus per un tempo equivalente alla traversata a piedi dalla Contea a Gran Burrone.

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Io a metá tra casa e lavoro…

Piccola premessina:io vengo da un paesello della provincia di Roma nord e, praticamente da sempre, ho fatto il pendolare su un trenino talmente sconquassato e lento che a metá strada bisognava fermarsi per fare rifornimento di carbone, stando attenti a non venire assaltati dagli indiani armati di Tomahawk, arco frecce e calumet ricolmi d’oppio. Questa piccolissima introduzione, utile e gustosa come una crostata ricotta, salame e bulloni, aveva lo scopo di erudirvi sul fatto che una valida alternativa a cui sono aperto, é quella di spostarsi verso paeselli limitrofi e mettermi a fare il “commuter” (il pendolare).

Andare fuori da Edimburgo… Bella idea ma…

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Dubbi…

Il problema di andarsene in campagna, o comunque in paese, e quella di incorrere negli spietati “mezzi pubblici extraurbani”. Dico spietati perché un abbonamento puó arrivare a costare fino a 140 £ http://www.firstgroup.com/ukbus/scotland_east/tickets/firstmonth/

C’é da dire una cosa peró, anzi tre: i mezzi sono frequenti, veloci e puliti (e vorrei ben vedé direte voi….) Vabbé diciamo alla fine che se uno si vuole fare una gitarella per le Highlands, e vuole prendere il treno, un due/tre conticini é bene che se li faccia altrimenti rischia di finire sul lastrico.

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Il bigliettaio della stazione ferroviaria

Ma che ti sei messo in testa?: I tatuaggi e i capelli

Ora non ho in nessun modo intenzione di passare per bigotto, ottuso, sfegatato adoratore del signore o buddista illuminato dal raggio sacro dell’infinita conoscenza, ma qui ne ho viste, e ne sto vedendo, di tutti i colori… nel vero senso del termine.

Una delle cose piú strane che si notano passeggiando per Edimburgo, é la presenza massiccia di tatuatori e barbieri. Ci sono talmente tanti negozi di tatuaggi che, se per sbaglio esci a spasso leggermente alticcio, rischi di tornare a casa piú scritto del tizio di Memento e, allo stesso modo, ci sono cosí tanti barbieri/parrucchieri, che ti chiedi se per caso il comune passi una qualche forma di sovvenzione per aprire un negozio di tagliato ai capelli… Boh.

Vabbé il discorso di base non era quello del numero di negozi sparsi in giro per la cittá, quanto per l’incredibile varietá di gente che si incontra per Edimburgo.

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Elaine Davidson, Edimburghese DOC, in tutta la sua sobrietà

Diciamo che qui non conta l’etá, il sesso, la religione il pianeta d’origine o i gusti musicali… Qui i tatuaggi si sprecano… Sulle mani, in faccia, sul collo, sulla gola, sui gomiti, sulle dita dei piedi, sulla superficie interna dell’intestino crasso, sul pomo d’adamo e chi piú ne ha piú ne metta. Semplicemente qui é talmente naturale essere tatuati che quello “anticonformista” sono proprio io che di tatuaggi non ce ne ho nemmeno uno… Boh….

Ora parliamo di capelli… Passeggiando per le vie della bella capitale scozzese, non si puó non ammirare la popolazione che se ne va in giro con le peggio acconciature e le peggio tinte.

Non parlo di creste di 12 metri o capelloni anni 80, ma di criniere pettinate e colorate nella maniera piú random possibile. Ne ho viste di tutti i colori…. Capelli verdi, blu, viola, arancio, sfumati nei peggio modi e persino rosa shocking….

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Concetto di pettinatura elegante in Scozia

Brevissimo aneddoto che ha avuto luogo a fine ottobre:

Come ogni settimana, carico come uno Sherpa mentre fa un trasloco, me ne vado a fare le prove con il gruppo con cui ho il piacere di fare un pó di sano “bordello”. Stavo sul bus e, pensando ai fatti miei mi dimentico di scendere alla fermata giusta, e mi ritrovo un 500/600 metri piú in la della sala prove. Ora il problema, se fossi stato piú leggero, non si sarebbe creato: mi facevo un due passi e sarei tornato indietro a piedi. Purtroppo, armato di doppio pedale e di 14 Kg di piatti, manco facessi il venditore di padelle sulle gite per gli anziani, mi sono detto: “Ste se non prendi il bus arrivi in sala prove sudato come una fetta di salame messa a scaldare in padella…” E cosí ho fatto. Mi siedo sulla pensilina e controllo l’orario. In tre minuti sarebbe arrivato il bus. Passano i tre minuti previsti e, puntuale come un cinepanettone di infima qualitá a inizi dicembre, arriva il simpatico bus a due piani.

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Un simpatico bus

Soddisfatto di cotanta puntualitá vado ad appoggiare il mio abbonamento magnetico sul lettore accanto all’autista (nei bus UK si entra solo da davanti e o hai l’abbonamento o compri il biglietto se no resti a piedi) e, mentre attendo il bip, alzo lo sguardo verso il paffuto autista.

In quei 10 secondi scarsi sono riuscito a essere meno discreto di una granata a frammentazione lanciata in un Hangar in piena notte. Immaginate che dietro al volante c’era un tipo sulla sessantacinquina, con una “panza” di quelle da bevitore da competizione che ha all’attivo parecchi trofei, con i capelli completamente rosa shocking e, peraltro, con l’alone di tinta che aveva macchiato tutta la pelle intorno all’attaccatura dei capelli.

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La mia espressione di fronte alla vista dell’autista

Purtroppo, di fronte a cotanto capolavoro d’arte moderna, non sono riuscito a fare la faccia indifferente e il simpatico e paffuto autista rosa, mi ha guardato della serie “embé, che c’ho di strano?”. No della serie “cazzarola sei rosa a macchie in testa… come faccio a non guardare?”

Bah… stranezze….

Parla come mangi!: Il Gaelico

In Scozia, specialmente nei cartelli delle stazioni ferroviarie, non é raro incappare in segnali scritti sia in inglese che in una lingua che non sapevo nemmeno esistesse: il gaelico.

Wikipedia dice: “Il gaelico scozzese (Gàidhlig) è una lingua appartenente al gruppo goidelico o gaelico delle lingue celtiche. Viene chiamato anche gaelico degli scozzesi, o gàidhlig per evitare confusione con le altre lingue gaeliche [Ebbene si, ci sono anche altri tipi di gaelico… ndr] Al di fuori della Scozia, viene talvolta definito scozzese, un uso che risale ad almeno 1.500 anni fa; un esempio è l’inglese antico Scottas. Il gaelico scozzese non dovrebbe essere confuso con lo scoto, perché fin dal XVI secolo la parola Scoto è stata usata per lo più per descrivere l’anglico delle Terre Basse (“Lowlands”), che si sviluppò a partire dalla forma nordica del primo inglese medio. In inglese scozzese, Gaelic viene pronunciato ˈgaːlɪk; al di fuori della Scozia, è generalmente pronunciato ˈgeɪlɪk.“

Il conduttore di Superquark Piero Angela, posa per i fotografi durante il photocall di presentazione dei nuovi programmi di Rai Uno, Roma, 26 agosto 2014. ANSA/CLAUDIO PERI

Piero approva quanto riportato!

Ora, terminata la parentesi Piero Angela, facciamo un paio di esempi rapidi: Edimburgo, la cittá che, nel momento in cui sto scrivendo, mi sta dando ospitalitá, in inglese si chiama Edinburgh e in gaelico si chiamerebbe Dùn Èideann. In pratica é come se uno andasse a Nettuno e sul cartello alla stazione ci fosse andicato anche il nome latino Neptūnus. Ho sentito dire in giro che nelle Highlands c’é ancora chi parla gaelico e sembrerebbe pure che ci sono scuole che lo insegnano ma, ad essere onesti, non é che mi sia documentato poi cosí tanto…

Giusto per darvi un’idea di cosa si parla…

Grazie – Thank You – Taing mhór

Scusami – Excuse Me – Gabh mo leisgeul

Ti Amo – I love you – Tha gaol agam ort

Per chi volesse approfondire la questione, QUESTO, é il link che fa per voi!

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Fàilte!

Ci sono una marea di altre stranezze che vorrei raccontarvi ma non sono cosi sadico da martorizzarvi ulteriormente con la lettura di questo bloggaccio da quattro soldi quindi, per il momento, vi mando un salutone di quelli forti e ci si rivede, anzi, ci si rilegge nel prossimo articolo!

Un abbraccio

Gian.. ehmmm Stefano

PS

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Un saluto cosi grande che sembrano due!

Ste

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4 thoughts on “Strano ma vero….

  1. Alberto Migliore ha detto:

    Halò Stefano,
    e grazie per queste tue spassose cronache dal paese dove gli uomini si mettono la gonna.
    Mi permetto di dire due parole in più sulla stranezza “lavandino”.
    Anch’io quando anni anni or sono soggiornai in quella meravigliosa fabbrica di sfondi per pc che è la Scozia, mi grattai dubitoso la capoccia alla vista dei lavandini bi-rubinettati (con ovvia conseguente ustione di terzo grado alle falangi).
    Mi fu però “illuminante” uno dei vari soggiorni in campeggio. Non voglio qui entrare nel merito di un argomento come la pulizia personale e di come ognuno è libero di praticarla, quindi espongo in modo oggettivo la procedura a cui ho assisitito.
    Il discendente di Wallace, dopo essersi denudato dalla vita in su, procedette al quasi completo riempimento del lavandino (da qui già si evince che il miscelatore non è così fondamentale) e passò all’immersione di un asciugamano (di quelli che qui da noi sono dedicati agli ospiti o perlappunto al bidet, oggetto mai avvistato nella mia permanenza vacanziera in Scozia).
    Dopo averlo strizzato, detto asciugamano venne abbondantemente cosparso di sapone procedendo alla pulizia del corpo e del viso.
    Ribadisco, ognuno è libero di pulirsi come gli aggrada, basta che lo faccia…ma il pavimento diventò ben presto un acquitrino!

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    • Scarpe Sciolte ha detto:

      Carissimo Alberto, innanzitutto grazie per le belle parole (fanno sempre piacere). Per quanto riguarda eventuali “giustificazioni” io sono aperto a tutto (o quasi) ma ti faccio un esempio molto semplice. Io ho una bambina piccola e come tutti i genitori di questo mondo devo cimentarmi nella mirabolante operazione militare in incognito chiamata “cambio del pannolino”. In tale operazione come sicuramente saprai, bisogna essere rapidi e colpire duro il problema e, per evitare di fare una doccia ogni volta, si tende a fare il bidet nel lavandino del bagno. Ora ti giuro che ti viene voglia di uccidere un cucciolo di panda ogni volta che hai a che fare con questi rubinetti maledetti…. Prova a pensare che deve fare un povero padre per dare una lavata alla propria figlia… Maledetti idraulici inglesi… Se ci pensi, non a caso l’idraulico piú famoso é italiano!!! 😉

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  2. lauryn77 ha detto:

    dico solo esilarante XD

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