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28 luglio 2015 di Scarpe Sciolte

Improvviso ed inaspettato come un gatto dietro un tornante sul Terminillo, oggi parlerei dell’SSN, ovvero del servizio sanitario nazionale. Innanzitutto in Scozzonia l’SSN viene definito NHS (National Health Service) e differisce parecchio dal nostro SSN (ma vá??? direte voi).

tipico esemplare di gatto da tornante

Ebbene, pignolo come un commercialista genovese durante la stesura del proprio 730, condivido con voi, o popolo di internet, alcune nozioni circa il sistema sanitario nazionale.

Rappresentazione di un genovese medio

Noi italiani siamo abituati talmente tanto a sudare per ogni cosa che ha a che fare con il “pubblico” che per noi fare 2 ore di fila (se ti va bene) alla ASL è cosa buona e giusta e, peraltro, ci sentiamo pure fortunati come un carrozziere quando grandina.

Il giorno piú bello per un carrozziere

Cominciamo con alcuni dettagli utili, ovvero, I numeri per le emergenze.

Facciamo un semplice e comune esempio che magari sarà già successo a qualcuno di voi…

Siete a casa e state vedendo Maria de Filippi in streaming e, colti da un attacco d’ira per l’esclusione del/la vostro/a tronista preferito/a, lanciate il telecomando verso la TV solo che per una congiuntura astrale particolarmente funesta, il gumbody della Meliconi fa stranamente il suo dovere e il telecomando punta, a seguito di un urto completamente elastico, verso il vostro naso fratturandolo in piú punti.

A questo punto le cose sono due:

  1. Ho il naso rotto ma non sono in pericolo di vita

  2. Ho il naso rotto e il telecomando si è conficcato nel cervello

Nel primo caso possiamo contattare il 111, ovvero, il numero per l’assistenza sanitaria per i casi NON urgenti. Vi informo che é anche disponibile il servizio con interprete per I non anglofoni.

Per maggiori informazioni cliccate pure QUI.

Nel secondo caso, a meno che non siate convinti che l’evento possa aver migliorato la vostra condizione cognitiva, sarete leggermente preoccupati circa l’andamento del vostro stato di salute.

In casi come questo il numero da contattare è il 999, ovvero, il numero per le emergenze di carattere grave.

Per conoscere un pó di piú circa il servizio 999 cliccate pure QUI.

Ultimo modello di Gumbody

Prima di parlare d’altro vorrei fare una brevissima considerazione circa le ambulanze di Edimburgo.

Qualche settimana fa stavamo andando a passare un’entusiasmante giornata all’IKEA e sull’autobus, piú o meno a metà del tragitto, un signore della stessa età della Pangea, ha avuto la bella idea di sfracellarsi in 14 pezzi inciampando su un granello di polvere adagiato per terra.

Rappresentazione grafica del vecchietto nell’autobus

Eravamo seduti per i fatti nostri Io, Federica e mia figlia e, sará stata la mascella dell’anziano quasi poggiata sul mio piede destro o piuttosto le urla di dolore che manco in sala parto, fatto sta che mi appropinquo a dare una mano al poveretto.

Tra uno strillo e un altro riesco a far sedere il vecchietto e gli chiedo se abitasse li in zona.

Visto che tutto il mondo è paese e tutte le donne sono uguali la risposta invece di darmela lui me la da la moglie… Inutile dirvi che il vecchietto, oltre il danno, ha subito pure la beffa di venire cazziato dalla moglie e alla fine ci siamo fatti una risata su (io e il vecchietto ovviamente).

L’atteggiamento della moglie del vecchietto subito dopo la caduta

Vabbé il sunto è che il tipo ad un certo punto non riusciva piú a camminare e, insieme all’autista del bus, abbiamo contattato l’ambulanza.

Ora considerando che stiamo parlando di un caso non grave in cui il paziente non è in pericolo di vita ne tantomento le cui condizioni sono in via di peggioramento (rispettivamente codice rosso e giallo), il tempo di attesa è stato veramente veramente basso.

In meno di dieci minuti sono venuti due simpatici energumeni che con una sedia stranissima fatta apposta per fare gli scalini, hanno preso il vegliardo sconquassato e lo hanno portato via verso lidi lontani.

La sedia era molto simile a questa

Probabilmente ora sará nella terra degli elfi insieme a Bilbo e Frodo…

Il riassunto quindi é stato questo: servizio celere e addetti al soccorso attrezzati come cristo comanda…

Il primo comporta un beneficio per gli utenti, il secondo per gli operatori che poi forniscono un servizio migliore e, di rimando, gli utenti godono di benifici ancora maggiori.

Finita la parentesi morte e distruzione, ora credo sará il caso di parlare del medico di base. Giustamente le primissime domande che uno si pone sono: Come si richiede? Dove devo andare? L’Italia è ancora una democrazia? Qual’è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto? Esistono veramente le marmotte che chiudono le scatole?

Rispondendovi a ritroso vi diró: NO ma sarebbe bello, 42, NO ma sarebbe bello, in studio e compilando un modulo.

42

Innanzitutto, come disse il Nanni di Palombella Rossa “Le parole sono importanti”.

Il Nanni…

Il medico di base qui si chiama GP che sta per General Procedure e non per Gran Prix.

Per registrarsi con un GP bisogna prima trovare lo studio medico piú vicino alla propria abitazione.

Per farlo si puó utilizzare il comodissimo sito web dell’NHS, avviando la ricerca sulla sezione in homepage “Services near you”/GPs.

Una precisazione: se vivete in UK il sito è questo: http://www.nhs.uk/Pages/HomePage.aspx

Se vivete in Scozia il sito è questo: http://www.nhs24.com/.

Una volta trovato il GP che piú si confá alle vostre esigenze, prendete baracca e burattini e andate a farvi una passeggiata in studio.

Lo so che vi sembrerà strano ma la registrazione con il GP si fa dal GP… Strani questi tipi è???

E pensare che li da noi bisogna solo andare alla ASL di competenza, fare 12 giorni di fila, saltare un fossato con i coccodrilli, resistere alla cordialità e gentilezza degli addetti ASL e recitare a memoria la tabellina del 3,78.

Rappresentazione della procedura per la registrazione con il SSN in Italia

Vabbé, tornando a noi, ricordatevi di portare con voi una busta paga non piú vecchia di 3 mesi, una prova di residenza e un documento di identitá.

Nel caso del nostro GP abbiamo fatto contemporaneamente la registrazione sia per noi che per la nostra bimba.

Praticamente in uno studio abbiamo sia il dottore che il pediatra.

Ora per un discorso di onesta intellettuale io non só se questa sia la prassi o se il nostro studio sia l’unico sul globo che abbia entrambe le tipologie di dottore presente in loco, tuttavia questo è quello che abbiamo trovato al “Leith Walk Surgery”.

Adesso, visto che sono stato sintetico come un comizio di Vendola, vi narreró dell’Immunzation Programme, ovvero, di come funzia qui la vaccinazione dei bimbi.

L’erede mi ha raggiunto, insieme alla mia compagna, i primi di Aprile quando aveva 10 mesi e, come sicuramente immaginerete, aveva ancora parecchi vaccini obbligatori da portare avanti.

Ora, ansiosi come un ipocondriaco in un bagno pubblico, vi starete sicuramente chiedendo come abbiamo fatto a continuare un percorso avviato giá da un pó e per’altro in una lingua differente.

Il bagno piú pulito del mondo secondo un ipocondriaco

Questo è quello che abbiamo fatto:

Una volta registrata la piccola, la simpatica tipa al bancone ci ha informato che avremmo a breve ricevuto una lettera relativa al percorso di immunizzazione che va seguito qui nel regno unito.

Impazienti come un tabaccaio il giorno degli aumenti, andiamo a casa e qualche giorno ci vediamo recapitare la missiva recante le linee guida per le vaccinazioni.

La lettera era utile come una bicicletta con gli sportelli ma praticamente in concomitanza con la stessa vengo contattato dalla dottoressa che ha in cura la mí figliola.

Gentile come un koala a stomaco pieno, mi spiega che sarebbe dovuta venire a trovarci a casa e che ci avrebbe spiegato dettagliatamente come fare.

Un koala in tutta la sua arroganza

Fissiamo l’appuntamento e ci incontriamo pochi giorni dopo.

Attrezzata come l’ispettore gadget dei tempi d’oro, tira fuori un foglietto con tutte le traduzioni per le malattie per cui sono previste le vaccinazioni e nel giro di 5 minuti prendiamo appuntamento per la vaccinazione.

La dottoressa inoltre ci consiglia inoltre come procedere con l’alimentazione e ci fornisce altre indicazioni di variabile utilità.

In pratica eravamo indietro di 4 vaccini.

Fissiamo il giorno dei primi due e ci rechiamo fiduciosi in studio all’orario concordato con la dottoressa.

Qui vorrei fare un brevissimo excursus.

La mia memoria mi ha riportato a qualche mese fa quando andavamo a fare i vaccini alla ASL di zona, dove in una saletta di 2 x 3 metri erano stipati 10 ragazzini affetti da tosse, raffreddore, febbre, psorisiasi, tartaro, doppie punte e unghie incarnite, e altrettanti genitori che stavano incubando la peste. In quell’ambiente salubre come un girone infernale, bisognava attendere per almeno un’ora, un’ora e mezza.

La fila dal dottore

L’attesa era direttamente proporzionale all’orario di partenza da casa.

Eri partito alle 6.30? Con un’oretta te la cavavi…

Eri partito alle 8? Necessitavi di 14 giorni di permesso e 27 flebo di antibiotico per controbilanciare l’aria viziata della saletta.

Qui, nonstante vi sembrerà strano, la cosa funziona “leggermente” meglio.

Insieme alla dottoressa abbiamo scelto il giorno e l’ora piú comoda per noi, siamo andati in studio e SENZA FILA abbiamo fatto i vaccini.

Un’altra piccolezza che personalmente ho apprezzato: il metodo per la vaccinazione.

In Italia prendiamo i bambini e li piazziamo sopra un lettino freddo e rigido, li spogliamo e li sforacchiamo senza remore.

Il vaccino

Qui la dottoressa ci ha fatto vedere come tenere in braccio Alessia per farla stare tranquilla mentre gli fa l’iniezione.

Oltre questo la dottoressa ci ha regalato una busta di tela colorata piena di libricini, colori a cera e giochini per degli incontri gratuiti che si tengono nei bar, librerie ecc al fine di far socializzare i bimbi e i genitori.

Ebbene qui siamo in un paese dove sono riusciti a capire che l’immigrazione è una risorsa e come tale va TUTELATA.

La massima espressione di integrazione e accoglienza a cui possiamo aspirare in Italia…

Per i bambini e per i genitori DI OGNI NAZIONALITA’ qui si sono inventati i “BookBug”, ovvero degli incontri di lettura/gioco dedicati ai bambini e ai genitori che in questo modo socializzano tra loro. I piccoli giocano tranquilli e i grandi fanno pratica di inglese oltre che socializzare.

La bookbug bag che ci hanno regalato

I BookBug sono basati sul materiale gratuito che gli sudi pediatrici consegnano ai genitori dei piccoli pazienti.

Il logo bookbug

Purtroppo ancora non abbiamo avuto tempo di andare ad un incontro BookBug ma a brevissimo parteciperemo e state pure tranquilli come un democristiano su una poltrona che faró due righe a riguardo.

Per il momento dal pianeta Scozia è tutto.

Un abbraccio clinico

Ste

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Ciao bella gente! É con estremo piacere che vi informo che finalmente la nostra guest house é pronta! Se cercate, quindi, un bel letto matrimoniale comodo con TV e Wi-Fi vi consiglio di dare un'occhiata al nostro sito web! Stefano, Federica, la piccola Ale e quel mattacchione di Totó, vi danno il benvenuto a "The Shire": la nostra guest house nel cuore della Scozia Centrale :-) www.theshireguesthouse.com

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