Home Sweet Home

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24 maggio 2015 di Scarpe Sciolte

Celere come il clacson di un SUV appena scatta il verde, voglio anticiparvi che, nel momento in cui scrivo queste quattro righe, sono in piena pace con me stesso.

La domanda che, avidi come iene dopo 5 giorni di digiuno, sicuramente vi starete ponendo, è: Perché?

Mi spiego subito ma prima vorrei, come si usa nei telefilm italiani, fare il cosiddetto SPIEGONE, ovvero, un breve sunto di quello che fin’ora è successo.

I più attenti di voi sapranno che sono arrivato in Scozia il 4 Febbraio, intorno alle 10 di sera e che per i primi 15 giorni ho vissuto in un ridente paesino di campagna nei pressi di Falkirk chiamato Larbert.

Rappresentazione grafica della vitalità di Larbert

Nonostante abbia vissuto questo periodo in una casetta veramente graziosa insieme ad un’ospite di un’educazione e di una gentilezza che “te dico fermete”, questo periodo è stato difficile, emotivamente parlando.

Anche Mafalda si è ampiamente rotta i coglioni dei miei racconti malinconici…

Dopo qualche giorno sono stato costretto ad abbandonare la casa a Larbert per dirigermi verso la città e alla fine sono capitato, dopo diverse peripezie, in ostello.

Rappresentazione della sensazione di benessere che si prova entrando in ostello

La mia esperienza in ostello è ricca di eventi piuttosto disturbanti: rumore, gente maleducata, sporco e disagi che manco nei peggiori bar di Caracas all’ora di punta…

Un bar di tutto rispetto

Nel momento in cui vi scrivo però posso finalmente comunicare una nuova esperienza da aggiungere: l’affitto di una casa e l’arrivo in Scozia della mia meravigliosa bimba nonché della mia altrettanto meravigliosa compagna.

Ebbene sì, felice come un bambinetto durante l’ottenimento dell’ennesimo prestigio a COD, posso finalmente raccontare come è prendere casa qui a Edimburgo.

La felicità e il dilemma in un’unica foto

Fin da subito vi comunico che trovare una casa in affitto qui ad Edimburgo è facile ed agevole come partecipare ad una Spartan Race.

Rappresentazione del tasso di difficoltà che si incappa nel ricercare casa ad Edimburgo

Che cosa avrà voluto dire? Vi chiederete voi…

Vi spiego subito:

Per chi è abituato come noi all’ambiente italiano, riuscirà difficile capire le mie parole.

La prima cosa che balza all’occhio per un italiano che arriva ad Edimburgo, è la folta presenza di cartelli “Help needed”, ovvero dei cartelli per la ricerca del personale direttamente affissi sulle vetrine dei negozi, sia dei centri commerciali, che dei negozi sparsi lungo la via. E io che pensavo che ‘sti cartelli avessero fatto la fine dei Dodo…

L’ultimo esemplare di Dodo avvistato negli anni ’90

Quello che vorrei dire ma che mi risulta molto complesso a parole è che qui c’è un fermento economico che la nostra Italia, a paragone, sembra un ippopotamo senza gambe che cerca di rincorrere una lince dopata di brutto.

La presenza di lavoro di rimando si ripercuote sugli affitti e, in pratica, le agenzie fanno quello che gli pare…

Per “quello che gli pare” intendo che le agenzie si possono permettere di selezionare i “potenziali” affittuari manco fossimo alla finale di un reality per bimbi minchia…

Potenziali affittuari durante una visita

Vi anticipo che durante la mia giovinezza, ho lavorato per qualche tempo in un’agenzia immobiliare (quella con l’insegna dello stesso colore dell’interno del mio portafogli il giorno prima dello stipendio… vi lascio indovinare quale…), e mi ricordo benissimo che quando venivamo contattati da un cliente per un appuntamento (vendita o affitto che sia), ci clonavamo sottobanco per soddisfare le eventuali disponibilità del cliente (che belli gli appuntamenti di domenica mattina…) al fine di piazzare questo o quell’affitto e/o questa o quella vendita.

Rappresentazione del rapporto tra cliente e agente immobiliare in Italia. A sinistra, nell’auto, un cliente. A destra un agente immobiliare

Bene, qui è esattamente l’opposto…

Sembrerà strano ma dovete provare a immaginare che c’è talmente tanta gente che vuole venire a vivere qui che trovare casa è un’impresa che a confronto Kratos era andato a passeggio per prati cogliendo margheritine…

Le agenzie semplicemente, simpatiche come un nazista a pranzo il 25 aprile,  non ti fissano un appuntamento, ma ti mettono in lista per una data fissata (da loro) che quasi sempre coincide con un giorno infrasettimanale e, per essere libero devi prenderti un giorno di ferie…

Non fatevi ingannare dal sorriso. Nel palmo ha nascosto quegli aggeggi che danno la scossa

Voglio ipotizzare con voi i tre tipici casi:

  • Ho trovato casa su uno dei tanti siti di annunci e mando una mail all’agenzia: Può succedere tranquillamente che non vieni ricontattato e, al massimo ti arriva una mail giorni dopo (anche 10 giorni…) che ti comunica che la casa non è più disponibile e/o che i giorni organizzati  per le visite sono tutti completamente pieni (ebbene sì è possibile che sia tutto già “Prenotato”…)
  • Ho trovato casa su uno dei tanti siti di annunci e mando una mail al privato: Il privato, se sei parecchio fortunato, ti ricontatta praticamente subito e vede quanto sei interessato. Fissi l’appuntamento e il tipo/a, il giorno dopo ti da una buca così grossa che non ne troveresti manco sulla Salerno-Reggio Calabria dopo 12 giorni di piogge torrenziali. Questo perché ha trovato due studenti e qui, affittare a studenti, ha dei costi più bassi per gli affittuari e quindi è sempre “preferibile”.
  • Giro randomicamente per la città in cerca dei cartelli “To Let” e stalkerizzo tutte le relative agenzie: La maggior parte degli immobili sono già stati affittati e/o le visite sono state già prenotate.
  • Il trota non necessita di didascalia…Trovo una casa e mi fissano l’appuntamento: Se ti va bene ti trovi altre 4/5 persone che, insieme a te, sono lì per vedere l’appartamento. Ora bisogna aprire una breve parentesi: Il tipo che vi sta scrivendo è un immigrato e per immigrato intendo un Rumeno, un Albanese, un Polacco, uno Spagnolo o semplicemente un Italiano e, come tale, verrò sempre dopo uno scozzese. Per quanto possa sembrare brutto o vagamente razzista, immaginatevi se voi doveste affittare una casa e aveste la possibilità di scegliere tra un Italiano e un immigrato, cosa fareste? Per quanto possiate essere buonisti e “we are the world, we are the children”, un pensierino alla fine ce lo farete sempre… Il risultato quindi è che magari la casa vi piace e potete permettervela, ma alla fine c’è un tizio autoctono che è più papabile e vi “zotta” la casetta e voi dovete ricominciare tutto da capo felici e spensierati come un analfabeta ad una conferenza di latinisti.
  • Metto un annuncio su un sito e ci scrivo le necessità: Questo metodo è stato quello che mi ha fatto ottenere il risultato attuale, ovvero, mi ha fatto trovare casa! In pratica ho inserito una breve descrizione di quelle che erano le mie necessità e di quanto fossi in grado di spendere. Nel corso della stessa giornata vengo contattato da un tipo che doveva lasciare la casa dove era affittuario e stava cercando un qualcuno che lo sostituisse visto che il contratto non era ancora scaduto e non aveva giustamente voglia di pagare la penale.

Vabbè senza farvi troppi giri, il tipo mi ha messo in contatto con l’agenzia che gestiva la casa e, dal primo di aprile, finalmente ho trovato pace.

Io appena entrato a casa

Per completezza di informazioni, a meno che non siate fortunati come Gastone, dovrete sicuramente prendere una casa condivisa con un qualcuno (flat-sharing) con cui dividersi l’affitto. Nel mio caso ho preso casa insieme ad un collega che poi è diventato un amico e con cui la convivenza è veramente tranquilla.

Ora è necessaria, tanto quanto un’otite durante un comizio di salvini, fare una precisazione.

A seconda dell’agenzia potreste essere obbligati a fare le volture e/o segnalare la residenza al comune (council).

Nel nostro caso abbiamo dovuto fare la voltura per luce e gas da noi (è bastata una telefonata e in 4 minuti ho risolto) e, a quasi due mesi dal trasferimento, non ho ancora capito se l’agenzia ha fatto o meno la segnalazione al comune del nostro trasferimento (sto facendo tutte le dovute ricerce).

Pragmatico come un cazzotto in faccia, vi comunico brevemente che l’acqua e i rifiuti sono racchiusi in una tassa comunale chiamata appunto Council Tax che è scaglionata a classi “A, B, C, D, E, F, G, H”. Il costo della council tax è progressivamente più alto partendo da A ed arrivando infine ad H.

In pratica la A è relativa alle case lussuose come uno scatolone fuori stazione termini il 3 Dicembre, fino ad arrivare alle H che sono in pratica le case da millemila sterline con 12 piscine, 14 campi da tennis e 2 sale cinema 7D.

La council tax, essendo una tassa comunale, varia appunto da comune a comune e, potete controllare da voi sui siti del comune prescelto, come sono organizzate le fasce (per il comune di Edimburgo cliccate pure QUI).

In questi giorni ho avuto parecchie cose da fare e per questo non sono riuscito a scrivere in queste pagine quanto avrei voluto, tuttavia prometto che da oggi in poi sarò molto più frequente… Parola di Lupetto!!!

Io e le scadenze

Un abbraccio casalingo

Ste

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2 thoughts on “Home Sweet Home

  1. […] Facciamo prima una brevissima integrazione riguardo la council tax visto che ne abbiamo gia parlato nell’articolo Home Sweat Home (qualora un’invasione di locuste vi avesse impedito di leggere quel breve ma intenso capolavoro d’arte letteraria, vi informo che aveve l’incredibile opportunità di rimediare cliccando sul fratello di Quo, ovvero QUA). […]

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  2. […] particolarmente complessa. Almeno per quanto riguarda Edimburgo. Due mie righe a riguardo proprio QUI e […]

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La nostra guest house

Ciao bella gente! É con estremo piacere che vi informo che finalmente la nostra guest house é pronta! Se cercate, quindi, un bel letto matrimoniale comodo con TV e Wi-Fi vi consiglio di dare un'occhiata al nostro sito web! Stefano, Federica, la piccola Ale e quel mattacchione di Totó, vi danno il benvenuto a "The Shire": la nostra guest house nel cuore della Scozia Centrale :-) www.theshireguesthouse.com

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