Guida galattica per hostellisti

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1 marzo 2015 di Scarpe Sciolte

Con una citazione degna di un lobotomizzato in preda ad ipossia, il titolo vuole anticipare un semplice insieme di esperienze fin’ora vissute all’interno di questa mirabolante alternativa abitativa a basso costo che è l’ostello.

Inizio rapidamente dicendo che l’ostello è un metodo gratuito per sopravvivere in una capitale senza spendere il PIL di un piccolo stato in pernottamenti presso i vari B&B e alberghetti di cui questa città è disseminata.

Bisogna fare le dovute precisazioni:

1) l’ostello è un posto dove si vive in comunità e cercare un momento di “solitudine” diventa più complicato del metodo risolutivo della funzione Zeta di Riemann.

Momento di massima solitudine in un ostello

2) Le camere hanno un costo che è inversamente proporzionale al numero di letti presenti al suo interno. Si parte dalla super mega excelsior Camera con 4 letti e, passando per le camere da 8 e da 12 letti, si arriva al carro bestiame da 32 letti.

Rappresentazione grafica della densità di una camera da 32 letti

Ebbene si 32 Letti in un unica stanza. Stamattina ho parlato con un ragazzo che è finito in uno stanzone simile e non è riuscito a dormire per il gradevole odore di timo e muschio bianco che veniva emanato dalle appendici inferiori dei coinquilini.

Esempio di piedi PULITI che si vedono in un ostello

Io personalmente ho visto gente girare con i calzini dentro la cucina. Provate solo ad immaginare quello che possa esserci per terra in una cucina dove convivono decine di persone. Praticamente si fa difficoltà a vedere il pavimento.

La parte più pulita del pavimento della cucina

3) Tempo di permanenza limitato. Mi spiego meglio. Come ben saprete io sono qui per lavoro e quindi il mio caso verrebbe definito “a lungo termine”. Dovete sapere che negli ostelli non è possibile pernottare per più di due settimane. Probabilmente sarà un problema di normative. Boh. Il punto è questo dopo due settimane le soluzioni sono due: o si viene sbattuti in un altro ostello, dove dopo altre due settimane il problema sarà lo stesso, o si viene ospitati nel “long term”. Il long term (LG) è un ostello dedicato agli ospiti a tempo indeterminato. Costa meno ed è abbastanza peggiore rispetto all’ostello classico, ma almeno si evita di migrare di stanza in stanza manco fossi un parroco la settimana prima di pasqua. Vi consiglio di segnarvi, se avete intenzione di restare per più di due settimane, nella lista del long term. Ebbene Sì c’è una lista con una graduatoria quindi prima ci si segna meglio è.

4) Le provviste. Se state in ostello per più di una settimana e se siete tipi che si fanno i conti in tasca, vi converrà sicuramente andare nei vari TESCO, ASDA, LIDL et similia che popolano la Scozia. La domanda che poi verrebbe successivamente è: e la spesa dove la metto? La domanda potrebbe mettere in crisi anche l'”espertone” più esperto che potreste mai trovare su uno mattina a parlarvi con naturalezza di malattie cardiovascolari, ma la ris posta è molto semplice! Nella Blue Box!

No purtroppo non è questa la blue box…

Gia mi vedo i milioni di followers di questo blog scalpitare di fronte ad una citazione del dottore gallofreyiano ma purtoppo no. Niente Cabina blu. La Scatola blu è una scatola trasparente (su cui si apporrà un’etichetta con il nostro codice) che potete richiedere in ostello e che servire per stoccare la vostra spesa e riporla ordinatamente negli scaffali in cucina. Purtroppo non di rado capita che qualcuno si appropri di beni alimentari dalle scatole altrui. Il problema è abbastanza tollerabile ma quando ti spariscono due uova e ti eri programmato la carbonara un pochino il nervoso ti sale.

Un simpatico ladro menagramo con le mie uova nel sacco

Diciamocela tutta, qui c’è gente di tutti i tipi:

1) il ragazzetto/a che sta in vacanza e si sta riducendo nelle condizioni della macchina che dovevamo prendere a pugni negli intermezzi di Street Fighter.

Ragazzetto  sfasciato in ostello con amico che inveisce contro strane nuvolette nel cielo pensando che siano rettiliani. Viva la salute mentale!

2) lo studente/lavoratore: Questa figura è presente nell’ostello con la stessa frequenza della cometa di Halley. Sono le persone che risentono, insieme ai lavoratori, del problema della gente di tipo 1 sopra descritta che purtroppo è la maggioranza negli ostelli. Il problema principale risiede nel fatto che la gente di tipo 1 non ha idea mai di che ora è e a che volume esca la sua voce e non è difficile sentire soavi cori da stadio alle 3 di notte.

Sguardo di massima intensità di uno studente/lavoratore fuori corso che vive in ostello

3) il lavoratore: Questa figura è la più presente subito dopo i fancazzisti e, nella quale mi trovo io. Diciamo che alla fine a livello concettuale possiamo identificarci nella categoria 2, ovvero, gente frustrata che litiga con gente ubriaca per poter dormire quelle due ore in più. Per questo motivo consiglio di munirvi di un bel paio di in-ear e un bel po di chill out per escludere i rumori molesti durante il sonno.

Ragazzi che sussurrano alle 3 di notte per i corridoi dell’ostello

4) il clochard: ebbene sì. Di rado capita che anche quei poveri cristi che albergano le strade della città, una volta raggiunta la somma necessaria, si vengano a fare una pennichella in ostello. Niente di che. Gente con la sua dignità che non crea problemi.

5) il tizio di terza età con problemi di alcolismo: Una delle cose peggiori della Scozia è l’alcool. Qui ci sono più centri di supporto per gli alcolisti che semafori. La gente beve per qualsiasi cosa: per una partita, per festeggiare una serata, per festeggiare un mercoledì, per una folata di vento, per il sorgere del sole, per il sorgere della luna, per un tramonto. Praticamente ogni scusa è buona e ogni orario è consentito. Il problema è talmente dilagante che i supermercati non possono vendere alcool dopo le 10 e non puoi girare per la città con una birretta aperta altrimenti rischi la pubblica esecuzione in piazza. Il paradosso risiede però nel fatto che, se vuoi sfasciarti, ti puoi tranquillamente chiudere in un pub e uscirne con le sembianze di un alano: Sguardo assente, quattro zampe e salivazione aumentata.

Scozzesi parcheggiati fuori dai pub

Tornando al tizio in questione, penso che questa gente scappi da casa per sfondarsi per un paio di giorni e poi, con l’aiuto di un gps, torni a casa propria. A vederli da fuori fanno parecchio pena. Poi te li ritrovi in stanza (se leggete l’articolo Home Sweat Home capirete di cosa parlo)  e li vorresti abbracciare con il filo spinato.

La persona più sobria di tutta la Scozia

Consigli pratici: ora veniamo alla parte più pratica di questo articolo. I consigli.

Portatevi una sacca di plastica dove riporre vestiti da lavare e, se potete, un’altra dove riporre quelli lavati. Portatevi un pò di sapone di marsiglia. Tenete sempre con voi una bottiglietta d’acqua accanto al letto perché non si capisce bene il motivo ma di notte il tasso di umidità nella stanza scende al 2% e nel giro di pochi secondi si muore per eccesso di secchezza nelle fauci.

La sensazione di svegliarsi per la sete in un ostello in Scozia

Le cuffie già ve le ho dette ma ve lo ricordo perché sono più importanti delle mutande di ricambio!!!

Un marsupio dove tenere le chiavi dell’armadietto e le cose di valore che potrete sempre portare con voi.

Un 12/13 Kg di pazienza e tolleranza.

Un pallet di anticorpi.

Penso di aver detto tutto.

In caso mi fossi dimenticato qualcosa, vi aggiornerò con un altro articolo.

Per il momento accontentatevi!

Alla prossima

Un abbraccio asettico

Ste

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