Experience Sharing…

Lascia un commento

21 febbraio 2015 di Scarpe Sciolte

Quando ho scritto questo articolo, nei ritagli di tempo sul treno, durante le pause al lavoro, non pensavo di andare così alla lunga e purtroppo non sono riuscito a rispettare la scadenza della “settimana scozzese”, ovvero della mia prima settimana in Scozia quindi accontentatevi dei miei primi 10 Scottish Days.

Vorrei condividere con tutti gli assidui frequentatori di questo blog alcuni dei punti salienti di questi primi giorni in territorio anglofono.

Se devo essere sincero, e cercherò di esserlo a meno che cause di forza maggiore lo impediscano,

Come di solito accade, Samuel Jackson mi obbliga a mentire

devo ringraziare me stesso per aver mandato Curriculum su Curriculum per tutta la Scozia, prima di lasciare l’italico territorio (in pratica ho stalkerizzato una nazione intera), visto che parlando con chiunque, il fatto che io stia facendo questo lavoro, senza essere passato per i peggio posti (a titolo di esempio: fasto food, miniere, catene di montaggio, territori accidentali, paludi morte, torri Nazgul, foreste infestate da goblin, ecc ecc) fa si che le loro amichevoli facce si contraggano in smorfie di pura felicità.

Lo sguardo di giubilo dei colleghi quando dico che ho trovato il lavoro dopo 2 giorni

Praticamente ogni persona che ho conosciuto fin’ora, e ho parlato con gente di tutto il globo, si è fatta la sua bella gavetta e adesso sembra sia arrivata in paradiso.

Devo dire che il lavoro non è male, d’altronde si parla di PlayStation, alla fine l’argomento lo conosco bene e devo dire che i colleghi sia inglesi che italiani sono piacevolmente simpatici.

Il nostro “gruppo di studio” per queste 2 settimane seguirà un training “serale” dalle 16 alle 22 dal lunedì al venerdì. La cosa più simpatica di questo lavoro è che di solito, alla sera, ci lasciano andare esattamente quando passa il treno per Larbert (per chi non lo ricordasse è dove abito, o meglio ho abitato fino a venerdì 13 Febbraio. Ma questa è un’altra storia) alle 21:45. In pratica il nostro “trainer” ha lo stesso tempismo di un moscerino che si tuffa allegramente nell’occhio, nel momento esatto in cui tiri su la visiera del casco. Inutile dire che, visto l’orario, il treno seguente passa esattamente un’ora dopo. Diciamo che sei obbligato per forza a fare due chiacchiere. La cosa si sopporta perché alla fine puoi evitare di andare alla stazione ad aspettare un’ora mentre vieni battuto dalla brezza scozzese,  con la stessa energia con cui una massaia leghista batte un lenzuolo di un centro di prima accoglienza per immigrati. Il tutto è ancora più piacevole se si considera che in ufficio c’è una stanza con la ps4 e si può tranquillamente giocare con un’amico (nel mio caso l’amico in questione è il ragazzo che abita nella stessa zona dove ho abitato fino ad’oggi). Non sarò sicuramente un grande giocatore di FIFA, allo stesso modo in cui il TG4 non sarà mai un grande telegiornale, ma alla fine la sensazione di giocare con gente di ogni parte del mondo, rende il gioco molto più interessante.

Devo dire che rileggendo quello che ho scritto fino ad’ora, ammetto che mi sono dilungato più del previsto.

Avevo deciso di parlare di questi primi 10 giorni in Scozia, quindi torno sull’argomento con la stessa destrezza con cui un senatore svìa le domande di un giornalista.

Del lavoro penso di averne parlato a sufficienza e, dopotutto è talmente soggettivo che probabilmente quelli che stanno leggendo questo blog non avranno mai modo di sperimentare questo mio tipo di esperienza quindi parliamo di cose che i più potrebbero definire “comuni”.

In primis parlerei degli uomini in gonnella:

Ebbene si, esistono e girano per la scozia con la stessa fierezza di un attoruncolo di serie C dentro una discoteca di periferia. Simpatici come un cesto di conigli nani e grezzi come un pallet di motoseghe, questi simpatici personaggi sono vestiti di tutto punto e girano per la città probabilmente senza una meta precisa. Il secondo giorno che sono stato ad Edimburgo ne ho visto uno 3 volte nel corso della stessa giornata, il che mi fa pensare che probabilmente sia pagato dal comune per girare come un ossesso per tutto il giorno, manco fosse un tabagista senza accendino.

Le cornamuse:

All’uscita della stazione principale di Edimburgo (Edinburgh Weaverly) c’è un vecchietto che con una cornamusa suona “Brave of Scotland” tutto il giorno, intonando ogni nota con la stessa precisione di un giocatore di freccette ceco e senza braccia. Diciamo che per quanto folkloristico egli sia, alla fine rompe veramente i coglioni. 20 pence glieli ho dati ma sono corso via come un fulmine, manco avessero sciolto gli zombie-doberman idrofobi di Resident Evil.

Princess street: La via principale di Edimburgo. Diciamo pure che è paragonabile a via del corso a Roma. Nonostante non abbia fin’ora fatto una vita da turista, ho notato che alla fine Princess street non è altro che una serie di negozi firmati e di botique, di ristoranti e negozi d’alto livello. Diciamo che, almeno dal mio punto di vista, mi risulta interessante come una puntata di sentieri.

Il fish & chips: questo simpatico alimento prettamente inglese, leggero come un tir di cinghiali obesi, è veramente gustoso e piuttosto economico, visto che qui il pesce  lo vedi pure che risale le grondaie. Personalmente sto preferendo una dieta a base di pane, verdure varie e tonno o affettati. Si spende meno e ci si sente comunque meglio.

Le zone limitrofe di Edimburgo:

La fortuna più grande di vivere fuori Edimburgo, oltre quella di dover percorrere chilometri su chilometri per raggiungere un qualsiasi punto di interesse, è quella di poter osservare le aree limitrofe ad Edimburgo. Spesso infatti, i forestieri come me che si stabiliscono nella città, mi comunicano di non aver mai visto niente al di fuori della città. Io personalmente alla mia lista di cose che ho visto lungo la via, metto al primo posto la Falkirk Wheel, il castello di Camelon e la campagna tra Falkirk e Linlithgow. Almeno è un paesaggio interessante da vedere.

La pioggia:

Sicuramente sarò stato fortunato ma, ad oggi, non ho mai visto un goccio d’acqua.

Ovviamente questo vale per la zona di Edimburgo visto che a Glasgow piove a bestia giorno e notte ma, visto che a Glasgow ci sono stato una volta sola per un colloquio, non è che me ne freghi poi più di tanto.

Le persone:

Chi come me vorrà intraprendere questo viaggio deve capire una cosa: siamo stranieri, immigrati, gente di fuori, Dalek, insomma siamo EXTRACOMUNITARI. Le persone, quando vi sentiranno parlare in italiano vi guarderanno per capire da dove venite e se possono fidarsi o meno tuttavia, la mia esperienza è che se vi presentate e chiedete una qualsiasi cosa, gli scozzesi si fanno in quattro per dare una mano e mi è capitato di essere stato aiutato da donne anziane, giovani, vecchi e persino dal matto del villaggio che, biascicando lentamente le parole,  si è fatto capire e mi ha salutato con un sorriso che mi ha lasciato addosso una sensazione di pietà mista a calore umano. Sarà che i matti che conoscevo io erano di tutta altra pasta, e chi abita nel mio paese penso capisca a chi mi riferisco.

Le case:

Le case scozzesi sono carine, curate, con le finestre senza persiane  e con i giardinetti curati maniacalmente. Le case scozzesi sono una merda, sconquassate, con i buchi sui muri e con i vetri sporchi. Le case scozzesi sono come quelle italiane: alcune brutte alcune belle.  Così è la vita. Amen

I mezzi pubblici:

Funzionano ma costano più di una macchina.

In Scozia devi tener conto con attenzione dove andare ad abitare perché gli abbonamenti costano più di  un restauro di una casa vista Colosseo (ovviamente il paragone non è valido se la ristrutturazione viene effettuata ad insaputa del proprietario). Vi faccio un esempio: un abbonamento SOLO per i treni di 3 zone (da Larbert ad Edimburgo), costa 50 £ a settimana e 160 £ al mese. Considerando il fatto che con questo abbonamento  è possibile prendere solo il treno, il prezzo è paragonabile ad una martellata sulle gengive.

Quasi tutti i mezzi hanno il wi fi e i bagni perfettamente funzionanti ma devo essere sincero io un costo così alto proprio non riesco a capirlo… Bah

Per quanto riguarda i mezzi pubblici, nel prossimo articolo vi racconterò della Lothian Bus (la linea interna di Edimburgo) ma questa… è un’altra storia…

Un abbrautobus

Ste

Vuoi essere sempre aggiornato sui nuovi articoli? Clicca “Mi piace” e condividi la mia pagina Facebook di Scarpe Sciolte, male non fá, paura non avé…. 😉

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

La nostra guest house

Ciao bella gente! É con estremo piacere che vi informo che finalmente la nostra guest house é pronta! Se cercate, quindi, un bel letto matrimoniale comodo con TV e Wi-Fi vi consiglio di dare un'occhiata al nostro sito web! Stefano, Federica, la piccola Ale e quel mattacchione di Totó, vi danno il benvenuto a "The Shire": la nostra guest house nel cuore della Scozia Centrale :-) www.theshireguesthouse.com

Archivio

Calendario dei post

febbraio: 2015
L M M G V S D
« Gen   Mar »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
232425262728  
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: