Il lavoro nobilita…

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10 febbraio 2015 di Scarpe Sciolte

Stamane sono andato a fare un colloquio a Glasgow e, sul treno di ritorno, sono stato colto dalla voglia sfrenata di scrivere qualcosa su questo blog che ormai è diventata una piazzetta piena frequentata da amici, parenti e conoscenti manco fossimo alle feste dell’unità di una volta…

Rappresentazione grafica dell’orario di punta di questo blog

Comodo comodo sulla mia poltroncina del treno con abat-jour (mi pare si scriva così), corrente e wi fi, vi comunico che stasera inizierò il mio primo “Scottish Job”.

La postazione da cui sto scrivendo questo articolo.

La postazione da cui sto scrivendo questo articolo.

Se da piccolo mi avessero detto che avrei fatto quello che ho appena fatto, probabilmente mi sarei dato una serie di coltellate all’altezza dello sterno: ho rifiutato un lavoro come collaudatore di videogiochi…

Una rappresentazione femminile di me mentre aspetta l’altro me che, dal passato, viene a mandarmi tra i più

Ebbene sì. Mentre mi allontano da Glasgow alla volta di Edimburgo non posso non avere un piccolo motto di rabbia per aver perso forse uno dei lavori che più avrei voluto mai fare in vita mia dopo l’astronauta, l’esploratore, il musicista e il conduttore di Man Vs Food.

Come mi vedo io, professionalmente parlando, nei miei sogni più segreti

Mentre quelli che, come il sottoscritto, amano alla follia gettare la propria esistenza in un mare di bit e segnali digitali e sicuramente si staranno agitando come labrador prima di una carezza, devo comunicare il perché della mia dura scelta. Purtroppo il lavoro che comincerò stasera prevede un contratto a tempo indeterminato mentre il lavoro dei miei sogni era temporaneo e, praticamente, a progetto e, sinceramente, a me i lavori a progetto hanno una punta sconquassato gli zebedei.

Una mia vecchissima foto durante l’ennesimo lavoro a progetto

Mentre riprendete fiato sul fatto che ho detto la parola indeterminato, vi racconto una cosa.

Qui in quel di scozia si usa dire: 4 stagioni in un giorno (4 seasons in one day). Oggi ho capito perché.

Mentre elargivo un cinquantone al controllore sul treno per l’abbonamento settimanale (e grazie che funziona tutto direte voi, co ‘sti prezzi) e parte del mio sangue si trasferiva per osmosi dentro al portafogli della Scotrail, ho notato che, mentre a Glasgow il tempo era ventoso e minacciava pioggia da ogni parte (sia sopra che sotto), man mano che ci si avvicinava a Edimburgo progressivamente usciva un sole “che te dico fermete”…

Praticamente siamo passati dall’inverno alla primavera in 40 minuti di treno.

Rappresentazione ottimistica del cielo sopra Glasgow

Mi permetto di non dire “estate” perché sarei troppo ottimista. In pratica se le stagioni non sono 4, posso dire che oggi, in 40 minuti, ne ho viste almeno 3.

Ribattezzerei, almeno per questa giornata il popolare detto scozzese in: 3 seasons in one day.

Per chi avesse la curiosità di sapere di cosa mi andrò ad occupare da oggi in poi, informo i “followers” che il mio ruolo è quello di “Italian Customer Service“: Assistenza Clienti di lungua italiana. Ebbene avete sentito bene (scusate il gioco di parole). Sono venuto in Scozia per rispondere a degli italiani che hanno problemi con le loro Playstation.

Se si fa un piccolo ragionamento capirete da voi che la situazione è Kafkiana: Un italiano emigra in Scozia e lavora per una società che opera anche in Italia ma che non fa lavorare gli italiani in Italia perché gli costa troppo e quindi li manda in giro per il globo alla ricerca di una sede dove convenga pagare le tasse….

L’immagine ritrae Kafka che, guardando il TG1, trova spunto per un nuovo romanzo. Si noti l’espressione soddisfatta.

Mò io dico, se stessi alle isole Cayman potrei capirlo, visto che evadono più tasse loro che i nostri attori e sportivi, ma siamo in Scozia e le tasse bene o male si pagano pure qua quindi, rivolgendomi agli illustri economisti di fama internazionale che sicuramente leggono con attenzione e dedizione il mio blog manco fosse un inserto gratuito del sole 24 ore, perché non è possibile far diventare competitivi i costi di assunzione italiani?

image

Direte voi…

Perché alla fine è sempre il lavoratore che ci rimette di tasca propria, accontentandosi di stipendi che manco nei campi di cotone del 1600? (e senza fare il cambio ad oggi intendo)…

Ricostruzione esatta dello stipendio medio di un lavoratore in Italia

A voi l’ardua sentenza io, nel frattempo, vado al lavoro…

.

..

….

……10 ore dopo…..

Sono appena tornato dal mio primo giorno di lavoro scozzese.

Devo direi che per tenere il filo di quello che diceva il “trainer” ho faticato come un Sayan nella stanza dello spirito e del tempo, visto che parlava in scozzese e alle mie orecchie giungevano solamente strani versi onomatopeici.

Io in un momento di masso sforzo durante la comprensione dell’idioma scozzese

Alla fine l’orecchio è riuscito a carpire alcuni dettagli:

1) Il periodo sotto contratto determinato è di 6 mesi, dopodiché, a meno che non sei incompetente come un tronista in una sala server, ottieni il contratto indeterminato (permanent contract).

2) Le prime tre settimane sono di apprendistato ma verremmo pagati allo stesso modo di un lavoratore diciamo “normale”.

3) Fin dal primo giorno, otteniamo dei buoni pasto da 3£ spendibili dentro lo stabile dell’azienda, per acquistare quelle delicate pietanze squisitamente britanniche come Pasta Pepperoni Sauce (pasta pronta al sugo di peperoni), Sandwich Cheese and Tuna (Tramezzino Tonno e formaggio)… Praticamente estratto concentrato di crotalo assassino.

Rappresentazione visiva degli effetti circa l’uso prolungato di alimenti scozzesi

Come si vede nei film tutte queste leccornie sono presenti in una stanza dove c’è una cucina COMPLETA, comprensiva di friggitrice, forno a microonde, piastra elettrica e altre cose che non ho idea di cosa facciamo ma sicuramente qualcosa faranno.

Alla fine ‘ste 3£ bene o male uno lo trova come spenderle…

Ah una nota positiva della cucina! La macchina del caffè eroga caffé GRATUITAMENTE.

E alla fine la filosofia scozzese ritorna…

Ho provato l’espresso e mi ha ricordato vagamente l’odore dei pneumatici dopo un’inchiodata ma, selezionando il caffé “loro”, ovvero quello americano, devo dire che alla fine si fa bere senza troppe storie, specialmente se ci metti un goccio di latte e lo zuccheri il giusto (poi se hai le papille gustative interrotte risulta ancora più gradevole).

L’odore del caffè! George!

L’unico problema è che viene servito ad una temperatura pari a quella presente sulla superficie del sole. Bere il caffè richiede almeno due mesi affinché la temperatura scenda a livelli adatti al limite di tolleranza umano…

Un caffè scozzese visto dall’alto

4) Pension Scheme: I contributi. Semplicemente, indissolubilmente, fantasmagoricamente contributi. Senza ritenute d’acconto, senza scenette del tipo “ma ti avevo detto 700 €”, “no no mi avevi detto 800 €”, “si ma 800 senza le ritenute e io le ritenute le pago”… E parlo per esperienza personale

5) Childcare: Tradotto sarebbe “cura dei bambini”, ovvero tutto quello che il sistema fà per garantire delle agevolazioni ai bambini. Quello che da noi chiamano welfare ma che alla fine nessuno ha realmente mai visto. In pratica, visto che ho una bimba, mi spettano dei soldi extra che devo richiedere al datore di lavoro e che, lo stato elargisce detassando il mio stipendio al datore stesso. Visto che rileggendo questa frase neanche io ho capito che ho detto, mi adopero per un esempio pratico: Normalmente prendo 100 Dracme. Al datore di lavoro io costo 120 Dracme, ergo 100 stipendio e 20 contributi. Ho un bimbo/a a carico: Prendo 100 Dracme + 15 Dracme di Childcare. Al datore di lavoro io dovrei costare 100 (stipendio) + 15 (childcare) + 20 (contributi) = 135 Dracme. In realtà le 15 Dracme che mi versa il datore di lavoro vengono prese direttamente dai contributi, quindi io, al datore, costerò sempre 120 Dracme, solo che il mio netto in busta sarà di 135 Dracme. Se non è chiaro il concetto vi dichiaro che di meglio non so fare.

Alemanno che fa i conti dopo aver letto il mio blog

6) Sin dal primo giorno il dipendente guadagna 2 giorni di ferie al mese.

Per il momento non ho altre info visto che il lavoro vero e proprio ancora non l’ho cominciato e probabilmente non inizierò prima di due settimane, tuttavia vi terrò aggiornati sugli sviluppi dato che so bene che siete gente curiosa che rinuncerebbe persino ad una puntata di Uomini e Donne pur di leggere queste quattro righe di questo misero blog.

Maurizio Costanzo piange perché non riesce a capire come fa a fare audience…

Ah una cosa vorrei dirla. Oggi ho finalmente fatto amicizia con un ragazzo scozzese che per grazia di Dio abita vicino a dove sto io. Abbiamo fatto il viaggio di ritorno insieme e, grazie ad un attesa del treno di 45 minuti + 35 di viaggio + 45 di camminata, abbiamo avuto modo di chiacchierare parecchio. Devo dire che abituato come sono all’ospitalità italiana verso gli stranieri, mi aspettavo una coltellata nell’addome, invece ‘sto ragazzo, ha cominciato a spiegarmi un pò di cose random e ha poi iniziato a scrivermi le informazioni su un foglio di carta che ora custodisco nel giubbotto con una gelosia che manco fossi Gollum con l’anello del potere.

Io se qualcuno sfiora il mio giubbotto

Sto tipo mi ha raccontato come funziona con gli affiti e con i “Council Rent“, ovvero gli affitti comunali. In pratica qui il comune, se hai i requisiti, ti affitta le case a prezzi ridotti. Diciamo pure che si parla di edilizia popolare solo che le casette sono quelle classiche inglesi e sono collocate in aree molto curate. Praticamente le stesse case popolari che trovi in Italia (se poi in Italia si potesse ottenere una casa popolare…). Un’altra cosa che mi ha detto è questa: In Scozia esiste un sussidio chiamato Working Tax Credit e consiste in un SUSSIDIO PER CHI LAVORA più di 16 ore la settimana… Per maggiori info potete cliccare QUI In pratica si parla di una cifra annua che può raggiungere le 1940 £ e che viene data “per dare una mano” ai lavoratori a tempo pieno…

Diciamo che questo è il welfare e, parafrasando il califfo, tutto il resto è noia…

Un abbraccio pendolare

Stefano

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6 thoughts on “Il lavoro nobilita…

  1. Patrizio ha detto:

    Ciai presente biutifull (scritto proprio così) ecco, me sto appassiona’sempre de più! Daje daje!

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  2. Emanuele ha detto:

    Frate’, complimenti davvero! Per la storia, per quello che racconti e per come è raccontata. Hai fatto una grande scelta. La tua voglia di fare e di creare aveva solo bisogno di uscire dal deserto e trovare pure un pezzettino di orticello fertile. Mo vedrai, se te diverti!
    Ti seguirò in rete…. e se vuoi qualche dritta da uno che sotto la Regina ha vissuto per un po’ d’anni, batti un colpo. E

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  3. Tony ha detto:

    Dajeee…. gaajjjjaarddooooo

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  4. Tony ha detto:

    Anche io sono un italiano ex abitante dell’isola di Sua Maestà. Ci ho studiato all’università. Poi sono venuto via, tornando nel paese del cotechino e lenticchie, perche’ mi ero rotto le p… gli zebedei della pioggia che scendeva su di noi 23 ore su 24, e questo per 362 giorni su 365.
    Forse ho fatto male a tornare in italia, tanto che ora (a 15 anni di distanza) sto pensando di salire su di nuovo.
    Pero’… i ragazzi, ragazze devastati dall’alcol ogni weekend, la pioggia incessante, il freddo, il vento… alla fine non ne potevo piu’ e son scappato via con un mezzo esaurimento nervoso. (lo so, mi piace il sole e una buona pizza, trovabile ad ogni angolo di citta’.. che ce voj fa’….).
    Dajje comunque. Gajaardo.. Tu resisti, per tutti noi che dopo pochi anni ce ne siamo venuti via.

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    • nefastefano ha detto:

      Ciao Tony! Io abito ad Edimburgo e il tempo non è male come sembra anzi… Sono stato a Glasgow un paio di volte e sembrava andare verso il monte fato… L’abuso dell’alcool purtroppo è una cosa che non tollero nemmeno io e sto cercando in tutti i modi di uscire dalla città. Spero di riuscirci verso Ottobre, chissà. Grazie del pensiero e del messaggio! Un abbraccio Ste

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